Il Liscio dell’Emilia-Romagna muove i primi passi verso il riconoscimento Unesco. Avviato in Regione il percorso condiviso volto a promuovere la proposta di candidatura a patrimonio immateriale

Riuniti sindache, sindaci, assessore e assessori per definire insieme la strategia che guiderà le prossime fasi del percorso verso la candidatura a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Centrale il coinvolgimento delle comunità: musicisti, ballerini, scuole di danza, orchestre, studiosi e organizzatori di eventi saranno chiamati a contribuire con esperienze, memorie e visioni

Presentazione del progetto 'Il Liscio verso l'UNESCO' con tre relatori, uno dei quali parla mentre gli altri ascoltano. Sullo sfondo, uno schermo mostra dettagli sulla candidatura del Liscio come patrimonio culturale immateriale.
L’assessora Allegni: “Espressione viva dell’identità culturale regionale da valorizzare e tutelare. E un’opportunità di crescita per l’intera comunità”

BOLOGNA – Il ballo Liscio, colonna sonora che abbraccia la tradizione di una terra e di una comunità. Un insieme articolato di pratiche musicali, coreutiche e sociali che attraversa territori e generazioni e costruisce legami sociali. Capace, ancora oggi, di rappresentare uno spazio di aggregazione, trasmissione di saperi e costruzione di comunità.

È questa la cornice da cui prende forza il percorso di candidatura del Liscio a Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, oggi entrato nel vivo con il primo incontro istituzionale che si è tenuto a Bologna.

Un passaggio chiave in cui l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha voluto riunire sindaci, sindache, assessore e assessori per fare il punto sullo stato di avanzamento della candidatura e definire insieme la strategia che guiderà le prossime fasi del percorso, con l’obiettivo di costruire un dossier per rafforzare il valore universale del Liscio e il coinvolgimento della comunità.

“La candidatura Unesco- spiega Allegni– si fonda su un principio chiave: il riconoscimento del ruolo centrale delle comunità patrimoniali. Mai, quindi, come in questo caso si tratta di un percorso fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Il Liscio è incontro tra generazioni, inclusione, è capacità di accogliere e integrare influenze diverse, come è stato fin dalle sue origini, quando ha saputo intrecciare le tradizioni locali con i balli europei”.

Incontro per discutere la candidatura del Liscio come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO, con relatori e presentazioni multimediali.

“Attraverso questo percorso- continua l’assessora– vogliamo valorizzare una rete che unisce territori, competenze e saperi, sostenere il lavoro di chi ogni giorno tiene viva questa tradizione, dalle orchestre alle scuole di ballo, dagli organizzatori agli appassionati. Il percorso per il riconoscimento dell’importanza del Liscio e della musica ‘popolare’, e l’attenzione anche internazionale che ne deriverebbe, rappresentano un’opportunità di cui può beneficiare l’intero territorio e un’occasione di crescita, in particolare, per il settore musicale regionale”.

Nel corso dell’incontro ampio spazio è stato dedicato alla presentazione della strategiache guiderà le prossime fasi del percorso: dalla mappatura delle realtà coinvolte al rafforzamento della rete territoriale, dalla raccolta di testimonianze alla costruzione partecipata del dossier di candidatura. Centrale, in questo processo, il ruolo delle comunità: musicisti, ballerini, scuole di danza, orchestre, studiosi, organizzatori di eventi, cittadine e cittadini saranno protagonisti attivi, chiamati a contribuire con esperienze, memorie e visioni.

È emersa con forza la volontà di valorizzare la pluralità delle declinazioni del Liscio, nelle diverse espressioni locali, riconoscendo in questa varietà un elemento distintivo e un valore aggiunto. Allo stesso tempo, è stato sottolineato il ruolo fondamentale dei luoghi del Liscio. Nato tra Otto e Novecento dall’incontro tra tradizioni popolari locali e influenze europee – come valzer, polka e mazurka – il Liscio si è infatti sviluppato nel tempo come fenomeno culturale diffuso, profondamente legato ai luoghi della socialità, dalle aie alle balere, fino alle sale da ballo e ai festival contemporanei.

La roadmap della candidatura

Il percorso finalizzato alla proposta di candidatura del Liscio a Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco è iniziato nel 2023, a seguito di una risoluzione bipartisan approvata in Assemblea legislativa regionale. Proprio partendo da questa peculiarità del Liscio, e cioè l’essere comunità, la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con gli Enti locali e gli operatori del territorio, ha realizzato “Vai Liscio”, progetto di monitoraggio e valorizzazione di quest’autentica tradizione popolare, a partire dal sito www.vailiscio.it. una piattaforma aperta e partecipata che continua a raccogliere e restituire il patrimonio diffuso di conoscenze, documenti e testimonianze, contribuendo a costruire una memoria condivisa e accessibile.

Come previsto dalle linee guida Unesco, la proposta di candidatura si articolerà in diverse fasi: dalla progettazione del percorso alla mappatura e al coinvolgimento degli stakeholder, fino alla raccolta di contributi e testimonianze da parte delle comunità, alla definizione delle misure di salvaguardia e alla redazione del dossier finale.

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