Dal 1 maggio al 15 agosto 2026
Spazio SV, Campo S. Zaccaria, 4693 Venezia
Atelier François Reboul, Calle Zoccolo, Cannaregio 2510, Venezia
Doppio appuntamento espositivo per l’artista francese François Reboul, protagonista della mostra personale Beyond Chaos, in programma dal 1° maggio al 15 agosto, seguita da From Chaos to Freedom dal 28 agosto al 22 novembre, a cura di Vittoria Brachi.
Il progetto, articolato tra Spazio SV – ex scoletta San Zaccaria– e l’atelier dell’artista, riunisce la nuova serie di lavori avviata nel 2020, incentrata su una rilettura personale dell’espressionismo astratto. Attivo tra Venezia e la Provenza, Reboul si confronta con la tradizione della Scuola di New York attraversandone i codici con uno sguardo critico che ne mette in discussione i presupposti, riattivandone le possibilità e restituendo alla pittura una dimensione processuale, costruita nel gesto.
In esposizione quaranta dipinti che seguono una progressione evidente, sia nelle dimensioni sia nella densità della materia pittorica.
Le superfici, spesso ruvide e segnate, rendono visibile il lavoro del pennello. Il quadro non nasconde il proprio farsi ma lo espone, come afferma Vittoria Brachi, curatrice della mostra, “ogni elemento pittorico, ogni strato della tela è la testimonianza del passaggio dell’artista con il suo pennello, del colore acrilico sul supporto che scivola o, viscoso, rimane impastato su se stesso formando elementi tridimensionali che brillano o sporgono dalla superficie del quadro”.
I formati verticali insistono sulla frontalità e sull’assenza di profondità illusionistica. Non c’è un vero sfondo: tutto avviene in superficie. È qui che il colore agisce, attraverso accostamenti intensi che sembrano trattenere una memoria lontana della tradizione veneziana, da Tintoretto a Tiepolo.
All’interno di questa struttura apparentemente rigorosa, la pittura di Reboul introduce elementi di instabilità.
Le immagini oscillano tra astrazione e figurazione: una parte delle sue opere mostra corpi, spesso femminili, che affiorano e si disfano nella materia, fino quasi a perdere consistenza. Un altro elemento che distingue il suo lavoro rispetto alla genealogia dell’espressionismo astratto è l’introduzione di una tensione chiaroscurale. Linee scure – nere o blu – attraversano le superfici, costruendo margini, suggerendo profondità, articolando uno spazio che non rinuncia del tutto a una dimensione tridimensionale.
La pittura diventa così un campo di forze in cui convivono livelli diversi: scomposizione e ricomposizione, controllo e perdita, gesto e struttura. In questo equilibrio instabile, Reboul si avvicina a una dimensione quasi surrealista, dove l’immagine emerge per frammenti, come da un processo inconscio.
Per l’artista, l’astrazione non è un esercizio formale, ma una pratica necessaria: «l’astrazione è una forma di libertà». Il gesto pittorico diventa allora un modo per interrompere il flusso del pensiero, per fissare sulla tela una tensione immediata, non mediata. Le opere restituiscono così una serie di “situazioni visive”: campiture e linee generano movimenti, suggeriscono traiettorie, attivano nello sguardo dello spettatore un continuo processo di riconoscimento e perdita. In alcuni lavori emergono configurazioni che sfiorano la figura, senza mai stabilizzarsi.
Anche quando il riferimento al corpo si fa più esplicito, Reboul evita ogni intento descrittivo. Volti e anatomie restano allo stato di traccia: segni minimi, quasi elementari, a cui è il colore a conferire intensità emotiva. Più che costruire immagini, la pittura di Reboul sembra portarle al limite della loro formazione, in una zona ambigua dove il visibile è ancora in fase di definizione.
FRANÇOIS REBOUL
BEYOND CHAOS
Testo critico di Vittoria Brachi
La mostra BEYOND CHAOS si focalizza su quattro livelli individuati nella pratica artistica di François Reboul. Quest’ultimo, discepolo quasi ribelle dell’espressionismo astratto, a fronte di una cospicua produzione artistica, gioca nelle sue tele con il concetto di caos, lo plasma e cerca di donargli un’identità.
Il disordine, la caoticità sono il punto di partenza di ogni sua opera, costituita attraverso un lungo processo di riflessione preliminare, per poi giungere al gesto artistico, in cui al pensiero si sostituisce l’atto puro, privo di mediazione intellettuale. Andare oltre il caos significa, per Reboul, percorrere un viaggio dal disordine alla serenità, tra tentativi, fallimenti, perfezionamenti continui, consapevoli di un’autoregolazione nell’istinto, fino alla definizione dell’opera. Il corpus di lavori selezionato per questa mostra, che si divide tra Campo San Zaccaria e lo stesso atelier dell’artista, riflette il suo percorso dal caos alla serenità, l’obiettivo tanto atteso, ma non sempre perseguito. Data la particolare conformazione dello SPAZIO SV di San Zaccaria, l’allestimento si sviluppa su due livelli, per costruire un itinerario che procede dal basso verso l’alto, dal caos, verso la ricerca di un ordine, il cui fulcro rimane, sempre, il percorso eseguito sia come artista, sulla tela, che come spettatore.
A partire da questa divisione e dal movimento “ascendente” che dal caos porta verso la serenità, si possono distinguere, come anticipato all’inizio, quattro livelli: il primo riguarda le linee e i piani. Tali elementi determinano la nascita di un punto di origine da cui può scaturire un moto centrifugo o centripeto, un insieme di curve che determinano l’identità dell’opera. La verticalità preponderante o l’orizzontalità della pennellata generano un percorso per l’occhio che si staglia sulla tela dal basso verso l’alto, da sinistra a destra, guidando la visione e determinando le possibili interpretazioni della mente umana dietro al dipinto. Siamo in balia delle pennellate dell’artista.
Il secondo livello si sviluppa attorno al colore: vaste campiture, dripping, colature rendono la superficie ruvida, frastagliata. Queste pennellate conferiscono ad ogni opera una matericità che si espande al di là dell’orizzontalità della tela, verso l’esterno. Il movimento ricercato con la linea, allora, non diventa solo interno alla tela, ma va al di fuori di essa e conquista piccoli pezzi di realtà. La metodica tecnica dell’artista si manifesta nel numero di colori utilizzati per tela e nel processo di realizzazione dell’opera che dipende, forse ancora più che dalla linea, dal colore utilizzato: l’artista crea l’opera a partire da un unico colore a cui ne accosta, successivamente, altri che contribuiscono alla composizione e creano un caos “ordinato” dalla mano che agisce, tramite il pennello, sulla bianca superficie del quadro.
Ciò che si manifesta, con un’alternanza necessaria tra toni chiari e scuri, a volte spiccatamente marcata, è un insieme di pieni e di vuoti, un terzo livello di scoperta dell’opera. In particolare, questa costruzione di uno spazio astratto è presente nei lavori in cui le linee nere o blu sono particolarmente marcate, spesso realizzate con altro materiale rispetto all’acrilico, attraverso pastelli, vernice spray o pennarelli indelebili. Il paesaggio interiore prende forma e mostra le sue insenature, i suoi rilievi che non sono altro che un insieme di colore puro e linee di contorno.
Al termine di questo viaggio, possiamo finalmente permetterci di azzardare delle ipotesi circa la natura stessa delle opere: tutto ciò che Reboul realizza, ruota attorno al termine “astrazione”. L’astrazione pura è ciò che riguarda la maggior parte della sua produzione, in cui l’insieme di linee e superfici, pennellate e colature è il mezzo con cui procedere dal caos all’ordine, verso la serenità. L’astrazione si espande e gioca al confine con la figurazione: illusioni di spazi reali, nell’ideale ed effimero convincimento di scorgere qualcosa di figurativo ridotto alle sue linee essenziali, o esasperato dalla riduzione della tavolozza, in certi casi, a colori puri e primari. Da un piano puramente astratto, passando per un’illusoria astrazione figurativa, giungiamo nel reame opposto, ormai abituati più a mettere in discussione la nostra visione che a fidarcene. Qui, ironicamente, l’artista gioca un colpo da maestro innescando il caos nella percezione visiva dello spettatore: le prime tele figurative non sono didascaliche, ma si formano attraverso quelle stesse linee e colori che fino a quel momento ci hanno convinto che non fosse giusto ricondurre le opere di Reboul a un dato di realtà. Facciamo pace con i nostri sensi e, proprio attraverso quest’ultimo “colpo”, andiamo oltre il caos, verso l’equilibrio.
Biografie
François Reboul è un artista francese che vive e lavora tra Venezia e la Provenza. Fin dalla giovane età interessato all’arte moderna, individua nell’espressionismo astratto e nella Scuola di New York i riferimenti principali della sua ricerca. Determinante è il viaggio negli Stati Uniti nel 1960, che lo mette in contatto diretto con la scena artistica americana.
Rientrato in Francia, intraprende però una carriera come medico oncologo tra Europa e Stati Uniti, mantenendo nel tempo un legame con gli ambienti culturali e sviluppando parallelamente una pratica fotografica, alimentata da lunghi viaggi in Asia e Sud America. È solo durante il primo lockdown che torna alla pittura, scegliendo di dedicarsi interamente alla propria vocazione originaria. Da allora sviluppa una pratica quotidiana, dando forma a un corpus di opere incentrato su una rilettura personale dell’espressionismo astratto.
Vittoria Brachi (Prato, 1995) è storia dell’arte, ricercatrice e curatrice indipendente. Il suo percorso si muove all’intersezione tra ricerca accademica, critica militante e pratica curatoriale, con un focus specifico sul legame tra arte, territorio e pratiche editoriali underground. Centrali nella sua indagine sono i processi di ibridazione uomo-medium e la potenza del montaggio come forma di pensiero. Brachi analizza l’immagine come dispositivo attivo, capace di generare consapevolezza politica e sociale. Co-fondatrice di Rivista Stanca e collaboratrice di diverse realtà editoriali, lavora alla costruzione di una “pedagogia dello sguardo” che interroga lo spettatore come lettore critico della frammentazione contemporanea.
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Beyond Chaos / From Chaos to Freedom
Mostra personale in due capitoli di François Reboul
a cura di Vittoria Brachi
Beyond Chaos
dal 1maggio al 15 agosto 2026
From Chaos to Freedom
Dal 28 agosto al 22 novembre 2026
Ingresso libero
Spazio SV, Campo S. Zaccaria, 4693 Venezia
Atelier François Reboul, Calle Zoccolo, Cannaregio 2510, Venezia
Orari di apertura Spazio SV
dal 4 al 10 maggio 2026, dalle 10 alle 18
dall’11 maggio al 22 novembre, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18
chiuso il lunedì, contatti: mail: info@spaziosv.com
visite all’Atelier François Reboul su prenotazione a info@francoisreboul.com











