di Paolo Biondo
Prende forma il progetto arte e architettura del Medioevo nel territorio mantovano
MANTOVA – MANTOVA – Si è tenuta martedì 5 maggio nella Rotonda di San Lorenzo di Mantova la presentazione del progetto volto allo studio ed alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico del territorio mantovano risalente al Medioevo.
Progetto voluto dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggi per le province di Mantova, Cremona e Lodi unitamente alla Diocesi di Mantova e all’Università degli Studi di Verona.
La convenzione, firmata lo scorso mese di gennaio, prevede una collaborazione di tre anni tra gli Istituti e i risultati confluiranno in una pubblicazione e saranno organizzati incontri ed eventi aperti alla cittadinanza per diffondere le nuove conoscenze acquisite.
Alla presentazione sono intervenuti: Fabio Coden, docente di storia dell’arte medievale dell’Università di Verona,in qualità di responsabile scientifico del progetto, Debora Trevisan, Simone Sestito e Chiara Marastoni per la Soprintendenza e don Stefano Savoia per la Diocesi.
Il patrimonio romanico mantovano, spesso alterato da restauri otto-novecenteschi, è solo in parte studiato. Saggi, tesi di laurea, pubblicazioni di studiosi locali si sono occupati per lo più d’indagare singoli monumenti, ma manca uno studio sistematico dell’architettura e degli aspetti storico artistici contestualizzati in un panorama più ampio.
Obiettivo del progetto è proprio quello di colmare questo vuoto di conoscenza attraverso la collaborazione di istituti e di professionisti con un approccio transdisciplinare.
Lo studio e la conoscenza rafforzano la tutela e la salvaguardia di questo patrimonio e porteranno alla possibilità di valorizzarlo.
Alcuni dei monumenti che saranno interessati dal progetto sono: Basilica minore di San Benedetto Abate di Gonzaga, Chiesa di Santa Maria Assunta di Felonica, Pieve di Santa Maria Assunta di Pieve di Coriano, Chiesa dei Santi Cosma e Damiano Martiri di Barbassolo, Chiesa di Santa Maria delle Pieve di Cavriana.
“Grazie alla convenzione siglata – spiega Fabio Coden – prende avvio un nuovo progetto di ricerca dedicato alle sopravvivenze monumentali romaniche della Diocesi di Mantova con l’obiettivo di approfondire la conoscenza e di comprenderne le vicende storiche cui furono legate. L’iniziativa si concentra su un patrimonio diffuso e spesso poco indagato che rappresenta una testimonianza significativa dell’identità del territorio mantovano nel Medioevo. In questo quadro, il contributo dell’Università sarà rivolto ad attività di rilievo, indagine storica, analisi e interpretazione critica delle strutture al fine di rintracciare la forma primigenia dei monumenti e le trasformazioni avvenute nel tempo”.
“Il progetto – afferma – rappresenta così un’occasione per integrare la conoscenza scientifica con la valorizzazione di un importante patrimonio locale rafforzando anche attraverso la divulgazione la consapevolezza del valore storico e culturale del Medioevo mantovano”.

“Chiese, campanili e oratori – ha ricordato don Stefano Savoia – costituiscono parte ri9levante del patrimonio architettonico medievale della città e del territorio mantovano. La Diocesi è ben felice di mettere a disposizione degli studiosi le architettura d’interesse religioso e gli archivi che custodiscono documenti di fondamentale importanza per ricostruire la storia e le vicende. Conoscere in modo approfondito questi beni non è solo una questione di erudizione, ma il primo e fondamentale passo per la loro conservazione e la loro valorizzazione.
“Già in più occasioni – precisa – gli enti sottoscrittori hanno collaborato per favorire le attività di ricerca accademica. Ma questa convenzione trasferisce l’impegno alle Istituzioni, come obiettivo strategico che nasce dalla collaborazione che diventa strutturale. Studiare l’architettura medievale significa poter accedere agli edifici oggetto d’indagine per una loro accurata analisi, ma anche ai fondi archivistici in cui sono conservati i documenti e alle biblioteche che raccolgono testi prodotti negli ultimi secoli”.
“Per la Soprintendenza questo progetto – ha ribadito Debora Trevisan – rappresenta un passaggio importante perché mette a sistema conoscenze che derivano direttamente dalla nostra attività di tutele sul territorio. Il confronto con l’Università e con la Diocesi ci consente di trasformare questi dati in un quadro più organico, utile non solo alla ricerca, ma anche alla conservazione e alla valorizzazione consapevole del patrimonio medievale mantovano”.


