I musei della Valtellina: uno per ogni viaggiatore il 18 maggio, per la Giornata Internazionale dei Musei

Per chi ama la natura, per chi cerca emozioni e per chi vuole assaporare il territorio:
la ricchezza dei musei valtellinesi soddisfa ogni gusto e la Giornata Internazionale dei Musei
è l’occasione perfetta per scoprirli tutti

SONDRIO – Il museo è uno spazio vivo, capace di raccontare storie e accendere curiosità. In Valtellina, i musei riflettono le tante anime del territorio: la natura, la storia, l’arte, l’artigianato e la cultura locale. Ognuno parla a una diversa modalità di vivere il tempo e le esperienze: c’è chi cerca emozioni, chi vuole capire il passato, chi ha bisogno di stupirsi e chi, semplicemente, desidera trascorrere un pomeriggio diverso. La Giornata Internazionale dei Musei del 18 maggio è l’occasione per parlarne.


I MUSEI PER CHI AMA LA NATURA

Per chi ama esplorare la natura e la biodiversità, la Valtellina offre tutta la gamma degli ambienti alpini: cime rocciose, cascate, ghiacciai, boschi e una ricca fauna. Per osservare rappresentazioni fedeli degli ecosistemi locali si può visitare il Museo Civico di Storia Naturale, nel settecentesco Palazzo Gualteroni di Morbegno, che presenta collezioni di zoologia con animali alpini tassidermizzati (mammiferi e uccelli), sezioni di entomologia dedicate agli insetti autoctoni, oltre a raccolte geologiche e paleontologiche.

La flora e fauna del Parco Nazionale dello Stelvio è descritta dai diorami del Museo Mineralogico e Naturalistico a Bormio: qui sono esposti anche minerali alpini (quarzi, granati, fluoriti), rocce tipiche del gruppo Ortles-Cevedale e pannelli sulla formazione geologica.

Museo della Val Masino Diorama
Museo della Val Masino Diorama

Nel Museo vallivo “La scoperta della Val Masino”, nella frazione di San Martino all’ingresso della Val Masino, si celebra la storia alpinistica, la natura e i minerali, con installazioni interattive che permettono di esplorare fauna, leggende e paesaggi della valle.

Se le rocce sono un vero tesoro da scoprire, a Sondrio il Museo dei Minerali di Valtellina e Valchiavenna, MuMiVV, custodisce un bottino prezioso: una ricca collezione di minerali locali, tra cui dei bellissimi campioni di demantoide (un tipo di granato di colore verde intenso), insieme a strumenti dedicati allo studio della mineralogia.

Il Museo Archeologico della Valchiavenna, a Chiavenna, invece, invita a rileggere il paesaggio alpino attraverso tracce antiche, tra incisioni rupestri, vie storiche e attività estrattive, con ricostruzioni coinvolgenti anche per i più piccoli.

I MUSEI PER CHI CERCA EMOZIONI

La sensibilità estetica va coltivata e nutrita e i musei d’arte della Valtellina offrono diverse occasioni per lasciarsi stupire dal patrimonio artistico locale, che spazia dall’archeologia fino all’arte contemporanea. Per i cercatori di emozioni, una tappa fondamentale è il MVSA di Sondrio (Museo Valtellinese di Storia e Arte), dove si intrecciano raccolte archeologiche dell’età preistorica e romana con dipinti che vanno dal Rinascimento al Novecento, oltre a sculture lignee policrome, arredi e manufatti di arti decorative.

MVSA_Ligari

Tipiche del territorio sono le case museo, palazzi nobiliari che ospitano collezioni d’arte. A cinque minuti dal centro di Chiavenna, in località Prosto di Piuro, c’è Palazzo Vertemate Franchi, una delle ville rinascimentali più interessanti della regione, con saloni e salette affrescati da scene mitologiche, con pareti e soffitti intagliati e intarsiati. Attorno al palazzo si sviluppa il frutteto, la vigna, l’orto, il giardino all’italiana e anche un castagneto.

Palazzo Besta

A Teglio, Palazzo Besta rappresenta un importante esempio di dimora rinascimentale in area alpina: qui si possono ammirare affreschi di grande valore a tema mitologico, come le scene dell’Eneide che decorano il loggiato del cortile interno, cuore del palazzo, e a tema letterario, come quelli del Salone d’Onore al piano nobile, ispirati all’Orlando Furioso. Al piano terra, inoltre, è visitabile l’Antiquarium Tellinum, una raccolta di stele preistoriche dell’Età del Rame, con reperti preistorici valtellinesi.

Proseguendo verso Tirano, Palazzo Salis accoglie i visitatori in ambienti affrescati e riccamente arredati, con quadrerie di famiglia, mobili d’epoca e oggetti decorativi che restituiscono l’atmosfera della vita aristocratica, completata da un suggestivo giardino all’italiana, una rarità in ambito alpino, con labirinti di siepi, alberi da frutto e un imponente cedro secolare.

A Grosio, Villa Visconti Venosta conserva intatta la sua personalità: arredi originali, biblioteca storica e collezioni raccontano la vita e il ruolo della famiglia, anche in relazione alla cultura e alla politica dell’Ottocento. Tra i pezzi più rilevanti figurano dipinti, ceramiche, cimeli storici, le ante d’altare dipinte dal pittore locale Cipriano Valorsa e opere di scuola ferrarese.

Infine, per uno sguardo meno rivolto al passato, il Museo d’arte contemporanea Angelo Vaninetti, a Piateda alle porte di Sondrio, propone le opere pittoriche dell’artista valtellinese del ‘900, caratterizzate da paesaggi alpini essenziali e intensi, espressione del suo realismo esistenziale. Il percorso espositivo comprende anche bozzetti, materiali di lavoro e una raccolta che dialoga con il contesto artistico locale.

I MUSEI PER CHI SI GUSTA IL TERRITORIO

Per chi ama il buon cibo, il vino e cerca esperienze conviviali, la tradizione enogastronomica della Valtellina è una fonte ricca di saperi e sapori. Diverse realtà del territorio si distinguono infatti per la capacità di raccontare e tramandare le tecniche di lavorazione dei prodotti tipici locali, dalla macinazione del grano alle produzioni casearie, fino all’utilizzo delle erbe alpine.

Il Mulino Menaglio, a pochi minuti dal centro di Chiavenna, ad esempio,espone macchinari originali per la trasformazione del grano saraceno, una ruota idraulica funzionante e gli ambienti storici del mulino, arricchiti da un piccolo percorso divulgativo.

La Latteria di Livigno propone ai visitatori attrezzi per la lavorazione del latte (caldaie, stampi), oggetti agricoli e ricostruzioni della vita d’alpeggio, affiancati a una parte didattica dedicata alla trasformazione del latte in prodotti caseari.

A Bormio, la Casa Braulio consente di scoprire da vicino le botti di invecchiamento e il sapiente utilizzo delle erbe alpine, offrendo una narrazione che unisce tradizione, produzione e identità locale.

I MUSEI PER CHI AMA LE STORIE AUTENTICHE

Sopra: la casa del tempo cantina-formaggio-drogheria — Sotto: la casa del tempo scuola

Le comunità che hanno abitato e abitano la provincia di Sondrio sono ricche di costumi, tradizioni locali e produzioni artigianali: un contesto ideale per chi cerca storie autentiche ed è curioso di scoprire mestieri e usanze del passato.

I luoghi migliori per entrare in contatto con questa dimensione sono i musei etnografici, come il MUS! Museo di Livigno e Trepalle, dove una casa rurale originale ospita ambienti completi – dalla cucina alla stalla – con oggetti d’uso quotidiano e utensili agricoli.

Anche a Bormio, il Museo Civico conserva collezioni di attrezzi legati ai lavori agricoli e artigianali del territorio. Particolarmente affascinante è la sezione dedicata ai mezzi di trasporto, con slitte e carrozze d’epoca, tra cui spicca la diligenza ottocentesca che collegava Bormio al Tirolo attraverso la strada carrozzabile del Passo dello Stelvio, autentico pezzo forte della collezione.

In Valfurva, il Museo Vallivo Mario Testorelli propone un’ampia collezione etnografica con oggetti legati alla pastorizia, strumenti per l’artigianato del legno e del ferro, oltre a ricostruzioni di ambienti tradizionali come la cucina e la bottega. In bassa Valchiavenna, lungo il corso del fiume Mera, il Museo Etnografico di Samolaco, racconta la vita quotidiana e le tradizioni locali attraverso fotografie, oggetti e testimonianze del passato.

I MUSEI PER CHI VUOLE CONOSCERE A FONDO

Per chi ama collegare il passato al presente e cerca tracce della memoria locale, la Valtellina offre numerose opportunità di approfondimento. A Chiavenna, dove il Museo del Tesoro espone una preziosa collezione di arte sacra medievale: reliquiari, croci e paramenti liturgici. L’oggetto più iconico è la “Pace di Chiavenna”, un manufatto di oreficeria medievale riccamente decorato con gemme e smalti. Questo tesoro era anche un oggetto devozionale che, in epoca moderna, i pellegrini incontravano lungo il cammino di fede, a testimonianza di come la Valtellina, con i suoi passi alpini, fosse attraversata da numerosi viandanti.

Documenti, mappe storiche e modelli delle vie commerciali sono custoditi al Mu.Vi.S. Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo, a Campodolcino, dove alcune sezioni multimediali raccontano la vita dei viaggiatori e il sistema dei trasporti alpini.

Temi simili sono approfonditi anche al CAST – Museo delle Storie di Montagna (Castel Masegra, Sondrio), che illustra l’evoluzione del rapporto tra uomo e montagna, dall’alpinismo alla vita quotidiana. Chi desidera approfondire la nascita delle strade di montagna può visitare il Museo Carlo Donegani, dove modelli ingegneristici, mappe, strumenti tecnici e documenti sulla costruzione delle strade alpine – in particolare dello Stelvio – descrivono le tecniche costruttive ottocentesche e testimoniano un lavoro spesso svolto in condizioni difficili.

A completare questo itinerario dedicato alla memoria e alla storia sociale del territorio, tre realtà museali identitarie: ad Aprica il Museo dello sci e della Montagna, pensato per chi ama il mondo dello sport invernale ma anche la cultura alpina in senso più ampio; a Chiavenna la Galleria Storica Civici Pompieri Valchiavenna, che conserva attrezzature, documenti e mezzi che raccontano l’evoluzione del servizio antincendio e della protezione civile locale; infine, a Sondalo il Museo dei Sanatori, dove sono conservati documenti medici, fotografie, strumenti sanitari e arredi originali del Villaggio Morelli, rappresenta un ulteriore tassello della storia collettiva della Valtellina tra cura, lavoro e sicurezza delle comunità alpine.

Per maggiori informazioni sul territorio della Valtellina: www.valtellina.it

A proposito di APF Valtellina

L’Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina è Azienda Speciale della Provincia di Sondrio e ha l’obiettivo di comunicare e promuovere questo territorio montuoso nel nord della Lombardia, al confine con il cantone svizzero dei Grigioni, che, in uno spazio relativamente contenuto, racchiude un’infinita varietà di emozioni. È un luogo dove imparare ad amare e a vivere la montagna nelle sue espressioni più autentiche: dal richiamo irresistibile e severo delle cime, anche oltre i 4.000 metri, alla dolcezza di prati, pascoli e vigneti. Una palestra a cielo aperto adatta a tutti, dagli amanti dello sport alle famiglie, da scoprire ognuno al proprio passo. Ma la Valtellina è anche un territorio di borghi ricchi di storia, dove le tradizioni sono conservate da produttori, vigneron, agricoltori e allevatori, persone che valorizzano un’enogastronomia dalle caratteristiche uniche che difendono con orgoglio la propria terra.

Per dar voce a questo mosaico di realtà che compongono un’unica destinazione, caratterizzata da valori ed eccellenze comuni (identità, ospitalità, accoglienza, purezza della natura, cultura, enogastronomia), APF Valtellina collabora con i vari Consorzi locali, infopoint ed enti di promozione turistica, oltre che protagonisti del mondo enogastronomico come Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina e Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.