SAN GIACOMO DELLE SEGNATE (MN)- Nella serata del 3 marzo scorso, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, unitamente ai Carabinieri della Stazione di San Giacomo delle Segnate, hanno ispezionato un laboratorio tessile annesso ad una abitazione sita nel centro abitato del Comune di San Giacomo delle Segnate.
L’Arma dei Carabinieri, grazie alla sua specialità del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro, eseguono giornalmente controlli sul territorio nazionale al fine di tutelare i lavoratori. Anche nella provincia di Mantova c’è la massima attenzione, richiamata anche dal Prefetto dott. Roberto Bolognesi durante le ultime sedute del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
L’immobile, che era già stato dichiarato inagibile dall’Ufficio Tecnico del Comune, risultava essere abitato da una decina di cittadini di nazionalità cinese che, contestualmente, erano impegnati in lavorazioni all’interno del laboratorio.
Da un controllo emergeva che metà dei lavoratori erano impiegati in nero e due di loro erano anche irregolari sul territorio nazionale, pertanto, venivano accompagnati presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Gonzaga per il successivo foto segnalamento.
L’ispezione permetteva di accertare che la società che operava nel laboratorio non risultava avere la SCIA in quanto il Comune e lo sportello unico attività produttive non concedevano l’autorizzazione vista l’ordinanza di inagibilità pendente sull’immobile.
Gravi violazioni venivano rilevate anche in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, dove i militari operanti accertavano l’assenza di tutta la documentazione obbligatoria, la mancanza di formazione per i lavoratori, l’assenza di un piano di emergenza ed evacuazione e degli estintori.
L’ispezione delle camere dei lavoratori, dei bagni e degli ambienti comuni come cucina e refettorio, mostravano come i locali erano in uno stato di abbandono totale, con presenza di sporcizia, muffa e muri scrostati. Inoltre l’inagibilità era stata riscontrata in quanto molte camere avevano l’altezza del tetto non conforme alle normative vigenti.
Il laboratorio si presentava era in pessime condizioni igieniche e di sicurezza, non erano presenti via di fuga e molto materiale infiammabile era accumulato in modo pericoloso vicino le postazioni dei lavoratori.
Infine, l’analisi delle condizioni di lavoro faceva emergere una grave situazione anche in materia giuslavoristica in quanto i lavoratori erano impiegati tutti i giorni della settimana per non meno di 10 ore al giorno, percependo una paga in base ai capi realizzati, ottenendo un compenso c.d. “a cottimo” e non come previsto dai CCNL.
Per quanto accertato, i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro procedevano con l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e per lavoro nero.
Venivano elevate ammende e sanzioni amministrative per più di € 30.000,00.
Il datore di lavoro, un cinese 66nne, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, c.d. “caporalato”.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.



