BABS Art Gallery presenta MAGMA di Roberto Aponte
Gioielli e ceramica tra forma e memoria mediterranea

“L’Italia senza la Sicilia non lascia alcuna immagine nell’anima: qui è la chiave di tutto.”
— Johann Wolfgang von Goethe.
Nasce da questa intuizione la mostra MAGMA, che prende il nome dal greco μάγμα, “miscela densa”: una materia in continua trasformazione che in Sicilia coincide con l’idea stessa di nascita – terra generata dal fuoco, stratificata da culture, sospesa tra memoria e presente.
In questa prospettiva, MAGMA si configura come un principio generativo, un’archè, da cui prendono forma oggetti e narrazioni.
La mostra presenta una selezione di gioielli d’artista e objets d’art de la table realizzati da Roberto Aponte (1988), designer e ceramista la cui ricerca indaga le potenzialità espressive della materia, estendendone il linguaggio dall’oggetto allo spazio. Il suo lavoro si sviluppa in equilibrio tra processo industriale e pratica artistica e, grazie alla collaborazione con il maestro orafo Matteo Bonafede, si articola qui in un dialogo serrato tra contemporaneità e memoria mediterranea.
Le opere si ispirano ai mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, reinterpretati attraverso forme e simboli che riemergono come frammenti di una storia antica.
La ceramica è il cuore della ricerca: composta da terra, acqua e fuoco porta in sé una dimensione temporale profonda, che attraversa la storia dell’arte fino alla contemporaneità.
Nel Novecento, artisti e designer da Fausto Melotti a Lucio Fontana, fino a Giò Ponti, ne hanno ridefinito lo statuto, riconoscendone il valore espressivo e concettuale. In continuità con la tradizione del gioiello d’artista si inserisce il lavoro di Aponte, che rilegge il materiale attraverso processi industriali e interventi sperimentali, generando forme volutamente instabili e aperte all’imprevedibilità. Simboli come la ruota, il sole o le cymbala si trasformano in elementi plastici, mentre la palette cromatica richiama la geografia sensibile dell’isola: il rosso della lava, il blu del mare, l’oro come eco luminosa dei mosaici antichi.
L’allestimento si configura come un simposio contemporaneo: uno spazio di relazione in cui arte, design e ritualità condividono lo stesso universo formale e materico. Laceramica e gli smalti, soggetti all’azione imprevedibile del fuoco, generano superfici uniche eirripetibili, rendendo ogni pezzo un unicum.
E accanto a collane, orecchini, spille e anelli, sono presentati oggetti per la tavola: piatti, ciotole, bicchieri e candelieri, che estendono la riflessione a una dimensione conviviale e collettiva.
InMAGMA, la tradizione non viene citata, ma riattivata: la memoria diventa materia viva e progetto.
A completare il progetto espositivo, l’intervento site-specific di Francesco Bustreo (1999), fashion e textile designer. I suoi pannelli in organza ricamata, che evocano il paesaggio siciliano, insieme agli elementi tessili concepiti per la tavola, costruiscono un ambiente unitario, amplificando la dimensione immersiva della mostra e accompagnando il visitatore in un’esperienza sensoriale e narrativa.
In MAGMA, le forme non citano il passato: lo riattivano.
Gioielli e oggetti si impongono come presenze vive, in cui la memoria si fa materia e la materia diventa linguaggio. È in questo passaggio – dall’origine alla trasformazione – che la tradizione smette di essere eredità e si afferma come atto progettuale.
A cura di Alida Priori
Da un progetto originale di UNLØCK
Inaugurazione martedì 9 giugno 2026 18.30
Aperta al pubblico dal 19 maggio al 18 settembre 2026
Dal lunedì al venerdì, ore 10.00 – 18.00




