L’appuntamento del 24 maggio prevede un incontro con uno storico dell’arte che racconta la genesi e lo sviluppo del quartiere, un breve laboratorio condiviso di pittura su legno e su carta naturale e una visita guidata in piazza Mincio
ROMA – Il 20 settembre 1927 moriva a Roma Gino Coppedè, attivo in larga parte d’Italia, e ricordato soprattutto per il suo progetto architettonico più omogeneo e riconoscibile, realizzato a Roma tra via Tagliamento e corso Trieste, a cura di Francesca Barbi Marinetti e Cornelia Bujin. Spazio Veneziano – situato in questo preciso contesto urbano – presenta in anteprima per Open House 2026 il progetto preparatorio per il Centenario della morte di Coppedè, che cade esattamente nel 2027.
E lo fa valorizzando soprattutto la sua dimensione “naturalistica”: un architetto-scultore-decoratore alle prese con una originalissima commistione architettonica e, allo stesso tempo, impegnato – nelle sue molteplici evocazioni: fatte di motivi floreali, festoni di frutta e tralci di vite, mari, laghi e fiumi rigogliosi – in una marcata ricerca della più profonda integrazione ambientale.
Corrado Veneziano ha studiato gli affreschi, i manufatti, gli arredi delle facciate e degli ingressi dei palazzi; ne ha ripreso le immagini più emblematiche; le ha infine reinterpretate dipingendole in un avvolgente mosaico ricchissimo di sirene, arpie, centauri, boschi, alberi, steli e petali fantastici: una tensione che auspica un nuovo, necessario riequilibrio, e rispetto della convivenza tra le specie viventi, animali e vegetali.
L’appuntamento del 24 maggio (proposto alle 15:00 e alle 17:00 – della durata di 75 minuti circa) prevede un incontro con uno storico dell’arte che racconta la genesi e lo sviluppo del quartiere; un breve laboratorio condiviso di pittura su legno e su carta naturale, dedicato alle piante e agli animali immaginari, evocando esplicitamente immagini e figure tratte dal lavoro di Coppedè; una visita guidata in piazza Mincio, a descriverne le particolarità architettoniche e artistiche.


