SEGNI New Generations Festival 2026:
la MUCCA simbolo che unisce generazioni, arte e cultura a Mantova dal 12 al 22 novembre
Da oltre vent’anni SEGNI New Generations Festival attiva il dialogo e il confronto attraverso la scelta di un Animale Simbolo: una figura guida che, di edizione in edizione, apre piste di riflessione sui temi proposti dalla direzione artistica e invita al confronto bambine, bambini, ragazze, ragazzi, adulti, operatori culturali e territoriali, insegnanti e studenti di ogni ordine e grado. Un elemento visivo che diventa dispositivo culturale, capace di attivare immaginazione, pensiero critico e connessioni tra mondi, linguaggi e sistemi complessi.
Per la sua ventunesima edizione, che si terrà a Mantova dal 12 al 22 novembre, SEGNI sceglie la MUCCA: un animale familiare, capace di raccontare un ecosistema fatto di relazioni, equilibrio e interconnessioni. Una scelta che intreccia radici condivise, trasformazione e visioni future.
Cristina Cazzola introduce: “La Mucca assume per SEGNI e il suo pubblico un valore di riconoscenza e continuità, perché lega il presente del festival alle sue radici storiche. Lo svelamento dell’Animale Simbolo apre simbolicamente un nuovo anno di attività, coinvolgendo famiglie, scuole, artisti e nuovi pubblici. In questa direzione si inseriscono anche le proposte dedicate alla primissima infanzia, pensate come primo invito alla vita culturale per i nuovi nuclei familiari con neonati.”
In occasione del 35° anniversario della ratifica della Convenzione ONU in Italia, Cristina Reggiani sottolinea l’importanza cruciale di tutelare il diritto dei più piccoli a fruire dell’arte:
“Bambine, bambini e adolescenti hanno il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica; gli adulti hanno il dovere di favorire l’esercizio di questo diritto incoraggiando l’organizzazione di attività che permettano di accedere all’arte e alla cultura in forme adeguate alle età. Lo sancisce la “Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, un documento del quale, proprio oggi, ricorre il 35° anniversario della ratifica da parte dello Stato italiano.”
Dopo aver celebrato nelle passate edizioni grandi maestri e artisti — da Dario Fo ad Altan, passando per Arturo Brachetti, Giorgia e Licia Colò — per la 21ª edizione SEGNI non solo un’immagine ma una vera e propria storia. Il visual di segni 2026 sarà realizzato a partire dall’immagine grafica del festival francese Au Bonheur des Mômes del 2005 firmata dall’artista KAVIIIK. Una scelta che richiama quanto già avvenuto nel 2019 con il Cavallo disegnato da Giulio Romano nel XVI secolo, tratto dall’affresco della Sala di Troia di Palazzo Ducale. È proprio dal festival francese fondato da Alain Benzoni tra gli alpeggi di Le Grand-Bornand che Segni d’infanzia trovò, nel 2005, lo stimolo e la visione che portarono alla nascita del festival mantovano, oggi SEGNI New Generations Festival. La scelta della Mucca — la vache (in francese) — è un riconoscimento a quel modello pedagogico e culturale.
Cristina Cazzola racconta la genesi della scelta dell’Animale Simbolo di SEGNI 2026 e il tema della trasmissione generazionale, che attraverserà in modo profondo la prossima edizione:
“I progetti culturali più significativi superano le persone che li hanno ideati e diventano patrimonio di una comunità, continuando a generare visioni, relazioni e nuove possibilità nel tempo. La storia di Alain Benzoni e del festival di Le Grand-Bornand, alla cui visione artistica SEGNI si ispira da anni, ne è un esempio. Alain Benzoni si è spento il 17 novembre 2025, proprio nel giorno di chiusura della nostra ventesima edizione. Dedicargli la Mucca significa riconoscere il valore di chi ha saputo aprire strade e creare le condizioni perché altre esperienze potessero nascere e crescere. Un gesto di memoria e continuità che unisce idealmente i due festival e che, in vista della ventunesima edizione di SEGNI, in programma a Mantova e provincia dal 12 al 22 novembre, assume per noi un significato particolare.”
La scelta della Mucca pone l’attenzione sul dialogo tra generazioni, un approccio che attraversa la visione culturale di SEGNI New Generations Festival: un processo di transizione e inclusione generazionale che coinvolge l’organizzazione e, da quest’anno, anche la direzione artistica. Un festival che costruisce un confronto continuo tra esperienze, visioni e linguaggi differenti, mettendo in relazione più generazioni dentro lo stesso percorso culturale.
Monica Colella sottolinea come la transizione generazionale sia, per SEGNI, anche un processo concreto di accesso, formazione e responsabilità condivisa:
“La preparazione di un festival internazionale richiede un lavoro costante, che attraversa tutto l’anno. Per lo staff di Segni d’infanzia, la costruzione dell’offerta culturale si intreccia alla ricerca di sostenibilità, all’attivazione e alla cura delle reti territoriali, nazionali e internazionali, ma anche alla formazione di nuove professionalità culturali. In questo percorso trovano spazio opportunità di accesso rivolte a giovani under 30 e under 25, perché il settore culturale possa continuare a nutrirsi di nuove competenze, energie e visioni”.
Partecipazione e territorio: inizia il percorso verso il Festival con l’annuncio presso La Zanzara, Lungolago Giardini Barbato di Mantova
Un audio-installazione interattiva guidata dallo staff di Segni d’infanzia accoglie i partecipanti e li invita a indossare delle cuffie. Inizia così un’esperienza d’ascolto costruita attorno a un paesaggio sonoro fatto di campanacci, vento tra le piante e atmosfera di montagna. A ciascuno è chiesto di immaginare quale animale abiti ‘quel paesaggio’ e di riprodurne il verso o scriverne l’onomatopea: “Muuuuu” su un cartello. In puro stile SEGNI FESTIVAL che integra il dialogo transgenerazionale in tutti i suoi approcci e nell’ideazione degli eventi il cartello è stato disegnato dai giovani e dalle giovani della Gen Z nell’ambito della direzione artistica co-curata.
Sempre in tema di ASCOLTO l’avvio ufficiale all’anno di Segni 2026 è rappresentato dalla lettura a cura di Cristina Cazzola, attrice e prima direttrice artistica del festival , di un testo selezionato dalla Bibliografia dell’Animale Simbolo. Un momento celebrativo e partecipativo che trasforma, anche quest’anno, lo svelamento in un’esperienza condivisa, costruita attraverso intuizione, ascolto e voce (o muggito) di tutti e tutte.
L’annuncio dell’Animale Simbolo è l’inizio di un processo che coinvolge l’intera comunità di SEGNI. In attesa del programma della prossima edizione del Festival — che, come da tradizione, sarà distribuito per la prima volta a inizio settembre, in concomitanza con Festivaletteratura — sono già diversi i modi per avvicinarsi all’edizione della MUCCA.
L’estate è da sempre lo spazio di esplorazione e avvicinamento all’animale simbolo e prevede un denso programma di attività e un concorso. All’ideazione di una nuova veste del concorso hanno contribuito proprio il 27 maggio alla zanzara le insegnanti di vario ordine e grado e la nuova versione si può scoprire sul sito di Segni d’infanzia a partire da giugno. Per un approccio non competitivo ma capace di generare comunità.
A partire dal 9 giugno, sarà possibile approfondire i temi legati all’Animale Simbolo attraverso l’attesa bibliografia curata ogni anno dalla Biblioteca Baratta, dalla Rete Bibliotecaria Mantovana e dal Lettore Ambulante. Disponibile sui canali comunicativi della biblioteca e di Segni d’infanzia, la raccolta proporrà consigli di lettura dagli 0 ai 99 anni, esplorando temi come il legame con la terra, la memoria, la sostenibilità e i sistemi complessi.
I libri saranno fonti di ispirazione per partecipare al concorso e per condividere riflessioni in classe o in famiglia, confermando il valore della lettura come pratica quotidiana capace di generare immaginazione. Ogni martedì, dal 9 giugno fino al Festival di novembre, saranno inoltre programmati i “MUUUrtedì”: appuntamenti social di approfondimento dedicati ai testi della bibliografia, a cura della Biblioteca Baratta in collaborazione con Segni d’infanzia.
Quest’estate Segni promuove attività all’aria aperta, in bicicletta, insieme alla Mucca, Animale Simbolo di SEGNI. Sabato 30 maggio, nel pomeriggio, cittadini, famiglie e turisti potranno partecipare all’edizione mantovana di Bimbimbici, promossa da FIAB Mantova in collaborazione con UNICEF e Segni d’infanzia.
Il ritrovo è previsto alle ore 15.00 presso il Castello di San Giorgio, da dove partirà una pedalata collettiva verso Parcobaleno. All’arrivo, bambini e famiglie potranno partecipare al Laboratorio BiciMucca, con Francesco Testi, un’attività creativa dedicata alla realizzazione di speciali decorazioni ispirate alla Mucca, Animale Simbolo di SEGNI 2026.
Per l’occasione saranno utilizzate le sagome degli animali fantastici, reinterpretate in chiave “mucca” e pensate per trasformare le biciclette in originali BiciMucca. Le sagome di materiale di riciclo, montate e donate ai partecipanti, comporranno sulle bici di grandi e piccoli una speciale coda colorata: un segno giocoso e riconoscibile per pedalare tutta l’estate attraversando il territorio in compagnia della MUCCA, Animale Simbolo del Festival.
A partire da venerdì 29 maggio, sul sito segnidinfanzia.org e sui canali social Instagram e Facebook di SEGNI (@segnidinfanzia) sarà disponibile la scheda dedicata alla MUCCA, Animale Simbolo 2026: una traccia di lavoro per avvicinarsi ai temi dell’edizione — relazioni, memoria, trasformazione, sistemi complessi, sostenibilità e legame con la terra — e per prepararsi al concorso artistico “Colora (e Racconta) l’Animale Simbolo”. Durante l’estate, attraverso le pagine social di Segni d’infanzia saranno attivate diverse campagne di comunicazione che inviteranno il pubblico a creare la propria versione della Mucca, contribuendo alla costruzione di un immaginario condiviso in avvicinamento a SEGNI New Generations Festival 2026.
MUCCA
Animale Simbolo 2026
SEGNI New Generations Festival affida alla scelta di un Animale Simbolo una chiave narrativa e culturale che accompagna il festival nel racconto di temi complessi attraverso una figura accessibile e profondamente radicata nell’esperienza umana.
Da oltre vent’anni SEGNI New Generations Festival attiva il dialogo e il confronto attraverso la scelta di un Animale Simbolo: una figura guida che, di edizione in edizione, apre piste di riflessione sui temi proposti dalla direzione artistica e invita al confronto bambine, bambini, ragazze, ragazzi, adulti, operatori culturali e territoriali, insegnanti e studenti di ogni ordine e grado. Un elemento visivo che diventa dispositivo culturale, capace di attivare immaginazione, pensiero critico e connessioni tra mondi, linguaggi e sistemi complessi. Nel contesto del Concorso Artistico “Colora (e Racconta) l’Animale Simbolo”, la scelta dell’animale diventa “guida”, soprattutto per le classi delle scuole dell’infanzia e primarie, e dei nidi: un punto di partenza per esplorare relazioni, comportamenti, sistemi e valori.
L’Animale Simbolo del XXI edizione di SEGNI New Generations Festival: LA MUCCA
Per la XXI edizione, SEGNI New Generations Festival sceglie la MUCCA come Animale Simbolo: una figura familiare e riconoscibile da tutte le età, capace di parlare a bambine, bambini, adolescenti e adulti attraverso immagini, storie e significati condivisi.
La MUCCA accompagna da millenni la vita dell’essere umano. È legata al nutrimento, alla terra, al lavoro, alla cura, ai paesaggi, alla cultura e all’arte. Porta con sé una storia antica e concreta, fatta di vicinanza, dipendenza reciproca, risorse condivise. Attorno alla MUCCA si incontrano natura e cultura, biologia e memoria, territorio e comunità. Come accade nel festival, anche qui molte presenze convivono e si trasformano insieme: esseri viventi, ambienti, saperi, gesti, linguaggi. Una comunità in relazione, che a SEGNI chiamiamo ecosistema culturale.
Le tre chiavi di lettura dell’Animale Simbolo di SEGNI 2026
1. Riconoscenza e memoria
La MUCCA è uno degli animali che più a lungo ha accompagnato la storia dell’essere umano. La sua presenza attraversa epoche, luoghi e culture: compare già nelle immagini più antiche prodotte dall’uomo, vive nei paesaggi agricoli, entra nei racconti, nelle tradizioni, nei riti e nelle memorie familiari.
Il suo latte ha nutrito generazioni. Dal latte sono nati saperi, mestieri, pratiche di trasformazione, forme di comunità. Intorno alla MUCCA sono stati creati gesti quotidiani, relazioni con la terra e modi diversi di abitare i territori.
Sceglierla come Animale Simbolo significa partire da una parola importante: RICONOSCENZA.
Riconoscenza verso ciò che ci precede, verso gli animali che hanno accompagnato la nostra crescita, verso i paesaggi che ci nutrono, verso le comunità che custodiscono e trasformano i saperi. È una domanda sul presente: come ci relazioniamo oggi agli altri esseri viventi? Come usiamo le risorse? Che cosa significa nutrire senza consumare tutto? Che cosa vuol dire abitare un territorio senza dimenticare gli equilibri che lo tengono in vita?
2. Amicizia e ascolto
La MUCCA è un animale che vive nella relazione. Riconosce le presenze intorno a sé, costruisce legami, cerca vicinanze, ricorda luoghi e individui. Dentro la mandria, ogni gesto diventa un segnale di comunicazione: il contatto, il muggito, la postura, il passo lento, l’avvicinamento, il modo in cui ciascun animale trova il proprio posto accanto agli altri.
La sua vita sociale ci ricorda che stare insieme significa percepire l’altro/a, ascoltare ciò che accade, rispettare tempi diversi, trovare un ritmo comune senza cancellare le differenze.
Per questo la MUCCA aiuta a raccontare la comunità di SEGNI come un organismo vivo, fatto di incontri che si preparano e si trasformano nel tempo. Artisti, bambine e bambini, adolescenti, famiglie, scuole, insegnanti e spettatori entrano in relazione attraverso esperienze, immagini, parole e gesti.
Il festival prende forma proprio lì: nell’incontro tra chi crea e chi partecipa, tra chi accompagna e chi ascolta, tra chi arriva per la prima volta e chi ritorna.
3. Trasformazione e restituzione
La MUCCA porta con sé una forma di meraviglia molto concreta: la capacità di trasformare.
Mangia erba e attraverso un sistema biologico complesso la trasforma in energia e vita. Dentro il suo corpo avviene un processo invisibile e straordinario, reso possibile dalla collaborazione tra organismi e spazi diversi. La MUCCA non agisce da sola: trasforma perché dentro di lei esiste una comunità minuscola, attiva, cooperante. Ciò che appare naturale e quotidiano è, in realtà, il risultato di una relazione continua tra elementi diversi che collaborano insieme.
Qui nasce la sua magia della trasformazione. Da materia grezza a nutrimento. Da processo invisibile a gesto condiviso.
SEGNI lavora nello stesso modo: raccoglie materiali, incontri, domande, visioni, differenze. Li mette in relazione. Li lascia “fermentare” come durante le Masterclass rivolte a giovani ed insegnanti chiamate, appunto, Masterclass Pasta Madre. Poi li restituisce sotto forma di spettacoli, laboratori, esperienze, opportunità di incontro e crescita.
La MUCCA diventa così anche il simbolo di una trasformazione paziente e collettiva. Ci ricorda che ciò che nutre davvero non nasce quasi mai da un gesto isolato, ma da un sistema di relazioni. E che ogni cambiamento, per diventare vitale, ha bisogno di tempo, cura, ascolto e cooperazione.
L’immagine scelta per il Visual di SEGNI New Generations Festival e il legame con il festival francese Le Grand-Bornand
L’immagine della MUCCA, Animale Simbolo 2026 di SEGNI New Generations Festival, è firmata dall’artista KAVIIIK ed è parte dell’identità visiva di Au Bonheur des Mômes, il festival francese di Le Grand-Bornand.
La scelta si inserisce nel gemellaggio in corso tra SEGNI e il festival francese, a partire dall’omaggio che Segni d’infanzia rivolge ad Alain Benzoni, fondatore di Au Bonheur des Mômes. Proprio a Le Grand-Bornand, durante l’edizione 2005 del festival — lo stesso anno dell’immagine scelta — Segni d’infanzia trovò lo stimolo e l’ispirazione per dare vita al festival mantovano, oggi SEGNI New Generations Festival.
Scegliere la MUCCA di KAVIIIK significa riconoscere quella radice e continuare a farla vivere attraverso un legame fatto di memoria, scambio e trasmissione tra due festival che condividono l’attenzione per le nuove generazioni, l’arte e la partecipazione culturale.

