TRUFFA DELLA MONETINA. Intuizione lampo e un inseguimento mozzafiato, i Carabinieri arrestano il ladro e restituiscono il sorriso alla vittima

PORTO MANTOVANO (MN)- Sono da poco passate le 12:00 di una giornata afosa ed assolata quando a Porto Mantovano si consuma un episodio che mette in luce, ancora una volta, la prontezza, l’acume investigativo e l’umanità dei Carabinieri.

Tutto ha inizio quando una donna 74nne, in evidente stato di shock e visibilmente impaurita, varca la soglia della caserma locale. Ad accoglierla trova il militare di servizio che, con grande empatia e altrettanta lucidità investigativa, capta l’urgenza della situazione e si fa raccontare l’accaduto: un furto odioso, appena perpetrato nel parcheggio del vicino supermercato Conad.
Il copione è quello della subdola “tecnica della monetina”. 

Due malviventi, un uomo e una donna che agivano in perfetta sinergia, hanno gettato delle monete a terra per trarre in inganno la vittima. Approfittando di quell’istante di distrazione, le hanno sottratto la borsa contenente il portafogli, le carte di credito e il bancomat.

È in questo esatto momento che la macchina dell’Arma si mette in moto a tempo di record. Ricostruita la dinamica, il carabiniere addetto alla ricezione della denuncia dirama immediatamente l’allarme alla pattuglia presente sul territorio, intenta a svolgere i servizi concordati e condivisi in Prefettura durante un recente Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto dott. Roberto Bolognesi.

I Carabinieri della pattuglia di Porto Mantovano, a bordo della “gazzella”, non si limitano a recepire la nota, ma fanno sfoggio di un’eccezionale intuizione: sapendo che uno dei bancomat appena rubati appartiene ad un istituto di credito con una filiale proprio in zona.  È così che i militari deducono che i ladri cercheranno di monetizzare il colpo nel minor tempo possibile. Per tale motivo si precipitano a sirene spiegate verso la banca.

L’intuizione si rivela chirurgica. Nei pressi dell’istituto di credito, la pattuglia avvista un uomo che corrisponde perfettamente all’identikit fornito dalla persona offesa. Il sospettato, intuendo di essere in trappola alla vista delle divise, tenta il tutto per tutto e si lancia in una disperata fuga preventiva. Ne scaturisce un lungo inseguimento a piedi per le strade di Porto Mantovano. 

L’uomo, braccato da operanti ben allenati e implacabili, tenta un’ultima mossa per guadagnare terreno e rallentare i militari: inizia a lanciare in aria le banconote appena prelevate e la tessera bancomat della donna.
Un espediente del tutto vano. L’atletismo e la ferrea determinazione dei Carabinieri hanno la meglio: la corsa del fuggitivo si infrange contro la prontezza dei militari, che lo bloccano e fanno scattare le manette ai suoi polsi.

L’epilogo della vicenda scalda il cuore ed è un momento di pura gratitudine. I militari riescono a recuperare l’intero bottino, ben 750 euro sottratti tramite tre prelievi fraudolenti eseguiti in rapida successione. 

Quando il denaro e gli effetti personali le vengono restituiti, la vittima passa dal panico ad una felicità incontenibile, ringraziando i militari e stringendoli in un lungo e commosso abbraccio.

L’uomo, un 24nne cittadino messicano residente a Pioltello (MI), si trova ora in stato di arresto. Le accuse a suo carico sono pesanti e non lasciano scampo: in ipotesi accusatoria è indiziato di furto aggravato in concorso con destrezza, resistenza a pubblico ufficiale ed indebito utilizzo di carte di credito. Lo stesso verrà trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando, in attesa della fissazione dell’udienza per direttissima.

Si chiude così un’operazione brillante, un risultato eccezionale per l’Arma mantovana che si distingue, ancora una volta, per la straordinaria capacità di ascolto, vicinanza ed immediata risposta al cittadino. Una dimostrazione lampante di come la “prossimità”, per i Carabinieri, non sia solo un concetto astratto, ma un’azione audace e quotidiana.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza dell’interessato dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

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