FRANCESCO ZARZANA presenta “12 minuti. Brema, 1966” – Lunedì 8 giugno, Auditorium “A.Loria”, Carpi 

Ci sono tragedie che restano scolpite nella memoria collettiva e altre che, pur devastanti, finiscono lentamente ai margini del racconto nazionale. 12 minuti.

A NE VALE LA PENA

FRANCESCO ZARZANA

presenta

“12 minuti. Brema, 1966: la tragedia dimenticata della Nazionale italiana di nuoto” 

Lunedì 8 ggiugno ore 20.45

Auditorium Biblioteca “A.Loria” via Rodolfo Pio, 1 – Carpi (Mo)

Conduce Pierluigi Senatore

Brema, 1966: la tragedia dimenticata della Nazionale italiana di nuoto, di Francesco Zarzana, appartiene a questa seconda categoria: un’opera che restituisce voce, volti e dignità a una vicenda drammatica troppo spesso oscurata da altre grandi pagine nere dello sport italiano.

Il 28 gennaio 1966 un aereo diretto a Brema precipita durante l’atterraggio. A bordo ci sono sette giovani atleti della Nazionale italiana di nuoto, il loro allenatore e il giornalista Rai Nico Sapio. Nessun superstite. Un destino assurdo, reso ancora più crudele da un dettaglio che dà il titolo al libro: quei ragazzi non avrebbero dovuto trovarsi su quel volo. Bastarono dodici minuti di ritardo in una coincidenza aerea per cambiare tutto.

Zarzana affronta la materia con uno stile che unisce il rigore della ricostruzione storica alla sensibilità narrativa del reportage. Il libro non si limita a raccontare l’incidente: prova a restituire l’umanità delle vittime, i loro sogni, le ambizioni sportive, le amicizie e le speranze interrotte. In questo senso, 12 minuti è soprattutto un libro sulle vite, prima ancora che sulla morte.

Il punto di forza dell’opera è proprio la coralità delle testimonianze. Accanto alla ricostruzione dei fatti emergono le voci dei familiari, degli amici, dei compagni di squadra e di chi ha continuato a custodire il ricordo di quei ragazzi per decenni. Il risultato è una narrazione emotivamente intensa, mai retorica, che riesce a trasformare nomi spesso dimenticati in persone reali.

Particolarmente efficace è il modo in cui l’autore colloca la tragedia nel contesto dell’Italia degli anni Sessanta: un Paese che vive il boom economico e guarda con entusiasmo al futuro, mentre il nuoto resta ancora uno sport lontano dai riflettori. Quei giovani atleti, come scrisse all’epoca Dino Buzzati, non erano celebrità né professionisti ricchi e famosi, ma rappresentavano la parte più pura e idealista dello sport. Proprio per questo la loro scomparsa assume una forza simbolica straordinaria.

Le pagine dedicate a Bruno Bianchi, Dino Rora, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi e Daniela Samuele colpiscono per la loro capacità di raccontare il talento senza trasformarlo in mito. Zarzana evita la celebrazione facile e sceglie invece la strada più difficile: quella della memoria.

Più che un libro sportivo, 12 minuti è un libro civile. Parla di giovani vite spezzate, di coincidenze fatali, di dolore collettivo e di memoria nazionale. E soprattutto pone una domanda implicita al lettore: perché alcune tragedie rimangono vive nel racconto pubblico mentre altre vengono lentamente dimenticate?

Con questa nuova opera, Zarzana compie un lavoro prezioso di recupero storico e umano. Un libro che commuove, informa e invita a ricordare. Perché a volte bastano davvero dodici minuti per cambiare una vita. E perché il compito della letteratura, quando incontra la memoria, è impedire che il silenzio abbia l’ultima parola.

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