Frana di Lavina di Roncovetro a Canossa, si rinnova la collaborazione tra Regione e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Pisa

Firmata una convenzione triennale per condividere dati, conoscenze e attività di monitoraggio sulla frana e sull’intero areale interessato dal dissesto. Tra gli interventi più recenti per la messa in sicurezza del territorio, il consolidamento dell’abitato di Roncovetro realizzato con un finanziamento Pnrr di 400mila euro

BOLOGNA – Continua a essere al centro delle attività di studio e monitoraggio la frana di Lavina di Roncovetro, nel comune di Canossa (Re), in una delle aree dell’Emilia-Romagna classificate a rischio idrogeologico molto elevato. Per seguirne l’evoluzione e approfondire la conoscenza del dissesto, l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e la sezione di Pisa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno rinnovato una collaborazione che prosegue da anni, sottoscrivendo una nuova convenzione triennale.

L’accordo prevede la condivisione di dati e informazioni raccolti nell’area e il proseguimento delle attività di osservazione e ricerca sulla frana e sul territorio interessato dal dissesto.

La frana, che ha registrato una significativa riattivazione nella porzione della nicchia a causa dell’alluvione di maggio 2023, presenta peculiarità particolarmente complesse: la perenne attività del movimento franoso è, infatti, dovuta non solo alle precipitazioni, ma anche alla presenza di acque mineralizzate provenienti dal sottosuolo. Nell’area si concentrano inoltre diversi elementi esposti a rischio, tra cui sottoservizi, infrastrutture viarie, il torrente Tassobbio e gli abitati di Roncovetro e Vedriano.

Per questo motivo l’Agenzia ha avviato, già a partire dagli anni Novanta, numerose campagne di indagini geognostiche e di monitoraggio. Negli ultimi anni sono stati effettuati anche rilievi aerofotogrammetrici e con tecnologia scanning oltre a un importante intervento di consolidamento da 400mila euro finanziato con fondi Pnrr nella porzione del dissesto che interessa l’abitato di Roncovetro, concluso lo scorso anno.

Nell’ambito della convenzione proseguiranno inoltre le attività dell’Ingv sulla frana avviate alcuni anni fa nell’ambito del progetto europeo Wireless Sensor Network for Ground InstabilityMonitoring e poi proseguite con il progetto “Approccio integrato e multi-scala per la definizione della pericolosità da frana sismo-indotta nel territorio italiano”. Attualmente, l’Istituto gestisce una rete Gnss (Global navigation satellite system) composta da quattro stazioni di monitoraggio attive nell’area.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.