IDENTITÀ OLTRE CONFINE arriva a Malta – La Valletta, MUŻA – The National Community Art Museum

Il dialogo tra essere umano e natura nelle opere della Collezione Farnesina

promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

a cura di Benedetta Carpi De Resmini

Inaugurazione17 giugno 2026, ore 19.00

Continua il viaggio europeo del progetto Identità Oltre Confine, a cura di Benedetta Carpi De Resmini. La quinta tappa si inaugurerà il 17 giugno 2026 alle ore 19:00 presso MUŻA – The National Community Art Museum di La Valletta, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a La Valletta.

Identità Oltre Confine è un progetto espositivo promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione del venticinquesimo anniversario della Collezione Farnesina. L’iniziativa propone una riflessione ampia e stratificata sul concetto di identità nel contesto contemporaneo, segnato da crisi ecologiche, fenomeni migratori, instabilità geopolitiche e profonde fratture culturali.

Nato come percorso itinerante in tre tappe, il progetto si è progressivamente allargato configurandosi come uno spazio di riflessione sulle modalità attraverso cui le identità individuali e collettive si costruiscono, si trasformano e si ridefiniscono nel tempo, all’interno di una geografia che da sempre mette in relazione culture, lingue e visioni differenti.

Dopo la tappa parigina la mostra arriva al MUŻA- The National Community Art Museum a La Valletta.

La capitale maltese, simboleggia l’Europa meridionale un’area segnata dall’incontro tra la cultura mediterranea e le crisi ambientali. L’Europa meridionale è da tempo in prima linea nelle questioni legate ai cambiamenti climatici e alle migrazioni e Malta, per la sua posizione geografica e culturale, diventa il punto focale in cui queste sfide assumono un profondo significato culturale. Valletta è un luogo in cui l’arte affronta le preoccupazioni contemporanee riguardo al futuro dell’ambiente, delle comunità e delle identità culturali che da questi processi derivano.

MARIO MERZ
Fibonacci, 1975
Ink on paper 
42 cm x 60 cm
Photo © Giorgio Benni
Courtesy Loriana Zanuttigh
The Farnesina Collection, Rome

L’opera Fibonacci di Mario Merz segna il punto di partenza del percorso espositivo, metafora di una conoscenza organica, non gerarchica, che si espande per connessioni e ramificazioni. La mostra si articola in tre sezioni tematiche – Radici di resistenza, Ecologie instabili, Geografie del distacco – che affrontano le tensioni del contemporaneo da prospettive radicali e plurali.

In Radici di Resistenza, le opere di figure centrali dell’avanguardia femminile come Tomaso Binga, Carla Accardi, Ketty La Rocca, Maria Lai ed Elisa Montessori dialogano con quelle di Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Marinella Senatore e Loredana Di Lillo. In questa sezione, la sovversione appare come una pratica viva, in cui il corpo e il linguaggio diventano strumenti di emancipazione.

GEA CASOLARO
Chi utilizza più lettere vince, 2019
11 laser-engraved wooden panels
40.5 × 40.5 × 3 cm each
Photo © Mattia Gaido
Courtesy the artist
 

In Geografie del distacco si affronta il tema della frattura come esperienza. Le opere di Gea Casolaro, Agnese Purgatorio e Sarah Ciracì delineano mappe di ferite urbane, sociali ed emotive. Mentre le artiste di Rä di Martino, Marta Roberti e Paola Gandolfi indagano nelle loro opere rappresentano figure in sospeso tra l’umano e il non umano, presenze liminali che interrogano l’identità in continuo divenire.

MARTINA DELLA VALLE
Under the sun of Onomichi, 2009
12 Cyanotypes from origami 
12 cm x 12 cm each
© Martina Della Valle
Courtesy the artist
The Farnesina Collection, Rome

Nella sezione Ecologie instabili, nelle opere di Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Martina della Valle, Iginio De Luca, Elena Mazzi e Laura Pugnoil paesaggio diventa protagonista, un organismo vulnerabile, in crisi in crisi, ma aperto a possibili forme di rigenerazione, invitando a riflettere sulla necessità di immaginare nuove forme di coesistenza.

Come per le precedenti tappe del progetto, anche a Malta sono previste degli interventi site-specific e una selezione di opere per arricchire il dialogo con il luogo che lo ospita. 

La poesia di Tomaso Binga selezionata per questa tappa è Rima di Mari, 2002, che in dialogo con l’isola di Malta e il suo legame con il Mediterraneo, da risonanza all’elemento del mare, alla sua intensità e al suo ruolo come luogo di transito e di ridefinizione identitaria.

Gea Casolaro espone l’opera Chi utilizza più lettere vince, 2019 invitando a riflettere attraverso la costruzione del significato la possibilità di un cambiamento culturale fondato sul dialogo e sull’apertura. Inoltre, presenta anche il video Prima che la notte duri per sempre, 2015 in cui affronta il tema dello sfruttamento petrolifero e delle conseguenze sull’ambiente esortando la necessità di un’azione collettiva prima che sia troppo tardi.

LAURA PUGNO
Ammophila arenaria, 2025
Ceramic vase and sand,
Variable size
© Laura Pugno
Courtesy the artist and Galleria Simondi

Il percorso espositivoè arricchito dall’operaAmmophila arenaria, 2025, di Laura Pugno un’anfora incisa con la figura dell’omonima pianta, fondamentale per la stabilità delle dune costiere. Opera che entra in dialogo con la costa maltese proponendo una riflessione sulla capacità rigenerativa e resistente della natura.

L’inaugurazione vedrà inoltre la partecipazione delle stesse artiste Pugno e Casolaro, protagoniste di un momento di approfondimento dedicato ai temi e alle opere presentate in mostra.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.