La vita è un dono”: Gianluca Gemini racconta il peso degli errori e la forza della musica”
Ci sono artisti che inseguono il mercato e artisti che invece costruiscono il proprio percorso mattone dopo mattone, con pazienza, identità e una visione precisa. Gianluca Gemini appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un cantautore che negli anni ha saputo creare un ponte musicale tra Italia, Spagna e Sudamerica, facendo della contaminazione culturale e dell’emozione autentica il suo marchio di fabbrica.
Oggi Gianluca torna con un nuovo singolo dal titolo forte e profondamente umano: “Non dico che non sbaglio mai”, un brano che mette al centro uno dei temi più universali della vita: riconoscere i propri errori, affrontarli e trasformarli in crescita.
Un pezzo intenso, sincero, senza filtri. Come lui.
E allora entriamo nel suo mondo.
Il titolo del tuo nuovo singolo è molto diretto: “Non dico che non sbaglio mai”. Quanto c’è di autobiografico in questo brano?
Penso che ci sia tutta la mia vita, con tutti gli inciampi e gli sbagli. Però l’esperienza mi ha insegnato che laddove ho ammesso i miei errori sono cambiato, sono migliorato. E credo che uno dei veri sensi della vita sia proprio questo: migliorarsi.
Questo pezzo parla di errori, orgoglio e sentimenti. Quanto è difficile oggi ammettere di aver sbagliato, sia nella vita privata che nel mondo artistico?
La presunzione di avere sempre ragione l’ho persa quando, grazie ai problemi di salute, ho capito che non sono eterno. La vita è un soffio da sfruttare e da far lievitare in ogni suo istante. E ho notato che spesso, ammettendo i miei errori in un rapporto, si apriva davanti a me un mondo nuovo.
C’è stato un momento preciso della tua vita che ha acceso la scintilla per scrivere questa canzone?
Sì. Questa canzone nasce da una scintilla precisa che non dimenticherò mai. Una persona a cui volevo bene mi chiese di cambiare, ammettendo i miei errori. In quel periodo facevo tante serate e frequentavo tante donne. Non lo feci. Ci lasciammo per sempre. E mi rimase il rimpianto di non aver ammesso i miei sbagli.
Il brano trasmette molta verità emotiva. Quando scrivi, parti più dall’istinto o dalla riflessione?
Quando scrivo, la mia emotività si esprime grazie alle riflessioni e all’istinto, senza barriere né schemi. È un trinomio forte, naturale, che mi guida sempre.
Rispetto ai tuoi lavori precedenti, come “Resta Qui” o “Te echo de menos”, cosa rappresenta questo nuovo singolo nella tua evoluzione artistica?
È un brano strano. Note e parole sono uscite quasi per forza, spingevano dentro di me ogni giorno sempre di più. L’ho scritto in cinque minuti senza quasi accorgermene. È un brano che mi ha fatto capire ancora meglio il senso della vita.
La tua musica è sempre sospesa tra melodia italiana e sonorità latine. Quanto conta oggi il mercato spagnolo e sudamericano nel tuo percorso?
Ho girato tanto nella mia vita perché mi è sempre piaciuto conoscere nuove mentalità. Sono curioso. Adoro le sonorità latine: mi fanno perdere la testa, mi fanno divertire come un bambino con una macchinina. Sono diventate parte del mio bagaglio culturale ed espressivo.
Hai costruito negli anni una forte identità internazionale. Ti senti più vicino alla sensibilità musicale italiana o a quella latina?
Ogni volta che faccio musica è come se una parte di me tornasse bambina. La sensibilità musicale italiana si unisce a quella latina e forma un cerchio rotondo, indivisibile.
In un’epoca dove molti cercano la perfezione anche sui social, tu scegli di raccontare l’imperfezione. È una forma di coraggio?
Io sono convinto che solo gli audaci e i coraggiosi sappiano vivere davvero la vita e affrontarne il significato. È proprio nelle imperfezioni, negli errori, con un pizzico di ironia e di follia, che possono nascere momenti meravigliosi e autentici. È lì che la vita si colora di magia.
Nel brano non c’è vittimismo, ma consapevolezza. È questo, secondo te, il messaggio più forte che vuoi lasciare?
Sì. È un messaggio semplice, ma forte. Una persona importante la possiamo perdere per colpa della presunzione, del voler avere sempre ragione. Ma è grazie alla consapevolezza e all’esperienza che capiamo che un errore ammesso può salvare un amore o un’amicizia.
Musicalmente questo singolo ha una produzione molto radiofonica ma senza perdere profondità. Come hai lavorato sugli arrangiamenti?
Il merito degli arrangiamenti va a Luca Stignani, coautore del brano. È un maestro infinito dell’elettronica. Ogni frase ha trovato la sua espressione sonora perfetta grazie al suo lavoro.
Quanto conta oggi per te la dimensione live? E cosa dobbiamo aspettarci dalla tua prossima tournée estiva?
I live per me sono energia pura. È lì che mi sento a casa, dove mi rigenero, dove trasmetto davvero quello che sono. È il luogo dove mi ricarico e divento tutto ciò che voglio essere, cercando di emozionare all’infinito chi mi ascolta.
La Spagna è diventata quasi una tua seconda casa artistica. Cosa ti lega così profondamente a quel pubblico?
A me piace stare dappertutto, è più forte di me. Però con il pubblico spagnolo c’è un legame speciale, indivisibile. Con loro mi sento a casa. Hanno la passione nel DNA: nella vita, nella musica, nei sentimenti. Per loro vivere è una festa da esprimere senza barriere.
Guardando indietro, dal Premio Lucio Dalla fino ad oggi, qual è stato il momento in cui hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada definitiva?
In ospedale, per due mesi di fila. Lì ho capito davvero quanto la musica vivesse dentro di me. Avevo paura di non uscire vivo, ma mi feci una promessa: la musica è la mia vita, e voglio viverla fino all’ultimo istante, anche da paziente, a qualsiasi costo.
Hai attraversato momenti personali complessi e sfide importanti. Quanto queste esperienze hanno cambiato il tuo modo di scrivere?
La vita è un dono. E lo capisci davvero quando rischi di perderla. Se poi la salvi per miracolo, ti cambia radicalmente il modo di pensare, di esprimerti e di scrivere. Oggi scrivo in modo diverso: cerco soprattutto di essere utile, senza sprecare il mio tempo e quello degli altri.
Se dovessi definire Gianluca Gemini oggi, in questa fase della tua carriera, con tre parole… quali sceglieresti?
Ironico. Folle. Sentimentale.
Guardando al futuro: dopo “Non dico che non sbaglio mai”, quale sarà il prossimo passo di Gianluca Gemini?
Il mio futuro? Con questa energia che mi fa stare bene e mi fa fare buona musica, sono sicuro che riuscirò a creare ancora brani pieni di emozioni per chi ascolta. È il mio DNA.


