A dieci giorni dall’apertura dell’esposizione il nuovo sito del Museo regionale dell’Arte Contemporanea del Riso, grazie ai lavori di musealizzazione, implementa le presenze
PALERMO – Successo di visite all’Albergo dei Poveri di Palermo, struttura settecentesca che amplia gli spazi espositivi del Museo Riso, per la mostra La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol che propone un inedito confronto tra Andy Warhol, Arman e Mimmo Rotella, mettendo in dialogo Pop Art americana e Nouveau Réalisme sviluppando una lettura attuale sul destino dell’oggetto e dell’icona nella cultura visiva contemporanea. In soli dieci giorni dall’apertura l’esposizione, nella rivalutata area museale del Riso, registra un implemento di visitatori del +250% rispetto alle precedenti mostre. L’accesso sarà gratuito sino al 30 giugno, mentre dal 1° luglio il ticket sarà di 8 euro.
L’aumento di presenze del pubblico è da attribuire sì alla valenza di una rassegna di alto livello che lega le opere dei tre autori – Arman, Rotella e Warhol – ad un’importante riflessione sul consumo dell’immagine nella società contemporanea, con un forte messaggio culturale rivolto ai giovani, ma anche ai lavori di rinnovo delle sale con adeguamenti museali che hanno favorito la fruizione al pubblico.
“Con questa mostra il complesso del Real Albergo dei Poveri inizia un nuovo capitolo della sua storia che lo porterà nel giro di pochi anni a riconquistare la sua originaria funzione sociale – afferma Evelina De Castro, direttrice del Riso -. La nostra società necessita, infatti, di accoglienza culturale, ha bisogno di rigenerazione e di un luogo dove si promuove l’arte come occasione e opportunità accessibile a tutti. In soli 10 giorni dall’apertura della mostra, prima esposizione ospitata in questo edificio settecentesco appena ristrutturato e dedicato alle mostre di arte contemporanea, il riscontro di una netta crescita (+250%) di visitatori ci indica la rinascita e rigenerazione del Real Albergo”.
La mostra, curata da Alberto Fiz, riunisce 81 opere del 1954-2004 provenienti da collezioni private: 35 lavori di Warhol, tra acrilici e serigrafie su carta e tela, inclusi esemplari unici come Hammer & Sickle (1977); 18 accumulazioni e sculture di Arman; 27 opere di Rotella tra décollage, artypo e riporti fotografici; e Rejected Flowers, accumulazione di serigrafia su carta realizzata a quattro mani da Arman e Warhol nel 1970.
Con un allestimento aperto a rimandi e contrasti, la rassegna supera la scansione cronologica e privilegia il dialogo tra opere attraverso 8 nuclei tematici: Ritratti introduce identità e autorappresentazione con l’Autoritratto di Warhol (1977), i ritratti di Arman eseguiti da Warhol e l’Autoritratto napoleonico di Rotella; Riproducibilità affronta, invece, la serializzazione dell’immagine con Mao della Reversal Series di Warhol, In Favor of Admission, Bird of Paradise realizzati da Arman e Assemblage San Pellegrino, un artypo di Rotella, dove immagine e oggetto si moltiplicano. Con Politica e Marilyn il percorso indaga l’immaginario collettivo: da Uniti a Dux di Rotella, da Hammer & Sickle a Electric Chair di Warhol, fino al confronto tra le Marilyn dell’artista americano e quelle di Rotella, emerge una riflessione sulla costruzione mediatica di potere, trauma e mito.
Celebrities, Sovrapposizioni e Materie ampliano poi il discorso con figure iconiche, immagini stratificate e materiali residuali: da Mick Jagger, James Dean e Alessandro Magno di Warhol ai décollage e artypo di Rotella, fino alle Impronte di Arman e a Untitled, il violino sezionato e congelato nella resina. Il nucleo conclusivo, intitolato Con tutto, mette in relazione L’Auto Perfetta di Rotella, Violoncello di Arman e il dialogo tra un décollage del 1961 e un’opera di Warhol dove compare la scritta “Pentiti e non peccare più”, a testimonianza di come consumo, memoria, immagine e tensione spirituale si sovrappongono.
Nel confronto tra accumulazione, décollage, appropriazione e ripetizione seriale, La forma consumata offre una prospettiva inedita su tre protagonisti del secondo Novecento e una chiave di lettura particolarmente attuale sulla civiltà mediatica, richiamando il pensiero di Pierre Restany, fondatore nel 1960 del Nouveau Réalisme, esperienza a cui parteciparono, tra gli altri, Arman e Rotella che si potrebbe considerare come risposta europea alla Pop Art americana.
La mostra è promossa dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e realizzata dal Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo con Bottega Creativa. Questi gli orari: martedì-sabato 9:00 / 18:00, ultimo ingresso 17:30; domenica-festivi 9:00 / 13:00, ultimo ingresso ore 12:30. Sito web: museoartecontemporanea.it


