Il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria a
Elisa Valentina Botti, con il progetto “The Quarry as a Stage”
per l’innovativa concezione del riuso di infrastrutture esistenti
La vincitrice ha ricevuto l’opera “Origine del possibile”
appositamente realizzata dall’artista Arcangelo Sassolino
MENDRISIO – È l’architetto Elisa Valentina Botti dell’Atelier Miller, con il progetto “The Quarry as a Stage”, la vincitrice della prima edizione del Premio AMA, nato in occasione del 30° anniversario dell’USI-Accademia di architettura di Mendrisio.
Il riconoscimento è stato assegnato sabato 20 giugno durante l’annuale Cerimonia dei Diplomi dalla giuria 2026, coordinata da Alice Brocato USI-ARCH 2023 e composta da Loreta Castro Reguera USI-ARCH 2004, Stefano Ceresa USI-ARCH 2013 e Reto Egloff USI-ARCH 2008, con la seguente motivazione: “Il progetto dimostra una matura consapevolezza professionale. Il riuso di infrastrutture esistenti rimargina ferite del paesaggio offrendo un palco pubblico ad una scala sia locale che globale. Trasforma un luogo abbandonato in uno spazio specifico con una risonanza territoriale che fa sognare”.
Promosso dall’associazione AMA-Accademia Mendrisio Alumni, che riunisce gli oltre 3.000 architetti diplomati all’Accademia di Mendrisio dell’USI e provenienti da 60 Paesi del mondo, il Premio è dedicato ai progetti di Diploma dell’Accademia di architettura dell’USI che meglio interpretano il concetto di architettura territoriale.
Il riconoscimento si inserisce nel contesto del Diploma 2026 “Ticino. Valli laterali”, per una visione unitaria del territorio cantonale ticinese, diretto da Martino Pedrozzi. Ai 130 studenti, suddivisi in 16 atelier di progettazione, che hanno affrontato le gli esami finali, la giuria di AMA ha chiesto:
“Il tuo progetto chi aiuta?”.
Francesco Di Gregorio, presidente di AMA, dichiara: “La Giuria ha valutato la capacità dei progetti di sintetizzare tutte le discipline umanistiche che definiscono il mestiere dell’architetto inteso come servizio pubblico per la società in cui l’opera architettonica non è concepita come un oggetto isolato, bensì come un elemento capace, con generosità e spirito critico, di ordinare, interpretare e attribuire senso a un determinato contesto”.
La vincitrice ha ricevuto l’opera “Origine del possibile”, appositamente realizzata dall’artista Arcangelo Sassolino, che spiega: “Non è una metafora, è reale. Un cubo composto da lamiere in acciaio saldate assieme è riempito d’olio in pressione tramite una pompa idraulica. La pressione è invisibile, astratta e silenziosa. E tuttavia determinante. Una forza estrema, che può diventare implacabile e pericolosa. In questa sua forma trattenuta è energia potenziale sospesa nel tempo. È l’origine di un misterioso ed enigmatico possibile per ricordare agli architetti neolaureati che d’ora in poi le loro idee e i loro pensieri non dovranno rimanere solo concetti astratti ma trasformarsi in realtà”.
Elisa Valentina Botti, architetta neolaureata in Scienze dell’Architettura, sarà introdotta nel network professionale di AMA per favorire il suo inserimento nel mondo del lavoro insieme agli altri due architetti neolaureati a cui state inoltre assegnate le menzioni del Premio AMA. Gli architetti Marie Tassan-Din dell’Atelier Pedrozzi con il progetto “Distretto Artigianale” e Karl Rune Gustav Sigvant dell’Atelier Geers con il progetto “Permanent Structure, Temporary Stay”.
Il Premio AMA è stato consegnato durante la Cerimonia dei Diplomi, sabato 20 giugno 2026, presso il Parco di Villa Argentina a Mendrisio, cui è seguita l’inaugurazione dell’esposizione dei progetti di Diploma che rimarrà aperta fino al 29 agosto 2026 presso Palazzo Canavée di Mendrisio.
Ogni anno accademico, il Consiglio Direttivo di AMA in collaborazione con il Servizio USI Alumni, nominerà i membri della Commissione del Premio, espressione di una rappresentanza delle diverse generazioni di Diplomati all’Accademia.
L’identità visiva del Premio AMA è curata da Lorenzo Mason Studio di Venezia.
Il prossimo evento di AMA avrà luogo presso i Laboratori Ansaldo del Teatro alla Scala di Milano il 23 ottobre 2026, un incontro pubblico dal titolo AMA MI. Sarà un momento di confronto e riflessione sugli sviluppi urbani della metropoli lombarda vista attraverso una selezione dei lavori degli architetti diplomati all’Accademia che operano a Milano. Il format di questo incontro sarà poi replicato nelle varie capitali europee dove confluiscono gli architetti diplomati all’Accademia.
AMA-Accademia Mendrisio Alumni
L’architettura è un fatto collettivo
Fondata nel 2021, in occasione dei 25 anni dell’Università della Svizzera Italiana, l’associazione AMA-Accademia Mendrisio Alumni riunisce gli oltre 3.000 architetti diplomati all’USI-Accademia di architettura di Mendrisio e provenienti da 60 Paesi nel mondo.
Piattaforma di dialogo tra le diverse generazioni di architetti diplomati, AMA, in collaborazione con il Servizio USI Alumni, è un network professionale che custodisce e diffonde all’interno della società lo spirito e gli insegnamenti trasmessi dall’Accademia. Motore di idee e scambi interdisciplinari, AMA organizza esposizioni, conferenze e installazioni, sviluppando progetti con istituzioni internazionali pubbliche e private.
Con l’esposizione itinerante “Postcards from the Immediate Future” ha presentato il lavoro di oltre 300 architetti diplomati all’Accademia e ha organizzato incontri pubblici con Arcangelo Sassolino, Abel Ferrara, Letizia Battaglia, Mario Botta e Anna Heringer presso il Teatro dell’architettura Mendrisio, il Castello di Versailles, il Teatro Farnese di Parma e il Porto Vecchio di Trieste.
L’associazione cura una raccolta di testi a firma degli architetti diplomati presso l’USI-Accademia, dal titolo L’architettura territoriale, dedicata ai temi più rilevanti dell’attualità e pubblicata sul quotidiano italiano “Domani”. Nel 2026 in occasione dei 30 anni dell’Università della Svizzera Italiana nasce il Premio AMA.
Attraverso i profili eterogenei di tutti coloro che hanno studiato all’Accademia, AMA non definisce il contemporaneo ma se ne assume la responsabilità.
“I progetti degli studenti devono uscire dalla torre d’avorio delle grandi università e avere maggiore visibilità politica, perché è lì che si stabiliscono le condizioni-quadro della nostra professione” dichiara Elena Fontana, architetta USI-ARC, urbanista ETHZ e Co-presidente SIA Ticino.
Arcangelo Sassolino
Per Sassolino, la scultura è un atto imprevisto e autonomo, del tutto svincolato dalla volontà umana. L’attenzione si sposta sul processo che la genera, punto di contatto tra materiali, forze ed emozioni differenti, giocando sulla tensione tra tecnologia e natura e mettendo continuamente in discussione l’idea di limite.
Nel corso di trentacinque anni, le sue opere sono state esposte in alcune delle più prestigiose istituzioni pubbliche e private del mondo, tra cui il Palais de Tokyo di Parigi, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il MART di Rovereto, il Grand Palais di Parigi, il Museum Tinguely di Basilea e il MONA di Hobart.
Ha tenuto mostre personali al Contemporary Art Museum di St. Louis, al MACRO e a Villa Medici a Roma. Nel 2022 ha rappresentato il Padiglione di Malta alla 59ª Biennale d’Arte di Venezia con l’installazione “Diplomazija astuta”, riconosciuta come uno dei più significativi progetti di padiglione nazionale degli ultimi anni. Nel 2025 è stato l’unico artista italiano invitato alla Islamic Arts Biennale di Jeddah, dove ha presentato la monumentale opera site-specific “Memory of Becoming”.
La giuria 2026 del Premio AMA
Loreta Castro Reguera
Fondatrice dello studio Taller Capital, è professoressa di Architettura presso la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) ed è stata professoressa ospite in America Latina, Europa e Stati Uniti. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il MCHAP.emerge Award (IIT Chicago), l’Emerging Voices Award della Architectural League of New York e premi alla Biennale di Architettura Iberoamericana.
È stata pubblicata su media internazionali come The New York Times ed El País, e ha pubblicato saggi diffusi a livello globale.
Ha ricevuto la Druker Traveling Fellowship dalla Harvard Graduate School of Design nel 2010, dove ha conseguito un Master in Architettura e Urban Design.
È stata Direttrice del Design e Coordinatrice Tecnica del progetto UNAM Hydropuncture a Città del Messico, che ha ricevuto il Global Holcim Awards Gold nel 2018 e l’Holcim Awards Gold per l’America Latina nel 2017. Ha fatto parte del Consiglio della Holcim Foundation for Sustainable Construction da novembre 2023 al 2025.
Stefano Ceresa
Ha collaborato con Brambilla-Orsoni a Como, Aurelio Galfetti a Lugano, Ferrari a Mendrisio, Bergmeisterwolf a Bressanone.
“Non si progetta il luogo, si progetta il territorio” è il pensiero che sta alla base della progettazione dello studio Ceresa Grandis. Da questo concetto si elabora una ricerca architettonica in costante dialogo tra antico e nuovo, tradizione e innovazione, natura e costruito.
Tra i riconoscimenti più significativi: il Premio Maestri Comacini nella categoria installazioni nel 2019 e la Segnalazione nella categoria nuova costruzione nel 2023, la Menzione d’onore come Premio Giovane Talento dell’Architettura Italiana CNAPPC nel 2022 e la Menzione d’onore nella categoria restauro nel 2025.
Nel 2023 vincono il primo premio per la riqualificazione dell’area turistica del Pian del Tivano e dei Piani di Nesso. Hanno tenuto letture del loro metodo lavorativo presso il Politecnico di Milano nel 2020, lo IAAD di Torino nel 2022 e l’OAPPC di Como nel 2023.
www.ceresagrandisarchitetti.
Reto Egloff
L’odore dell’olio per le casseforme e del cemento fresco suscita in Reto Egloff un senso di casa e lo riporta con il pensiero direttamente alla sua infanzia. Cresciuto in una famiglia di impresari edili del Toggenburgo, ha dapprima completato una formazione come disegnatore edile e successivamente ha lavorato nell’atelier di Peter Zumthor.
Oltre alla sua attività di architetto, è stato invitato come critico ospite al Politecnico federale (ETH) di Zurigo, alla Chinese University of Hong Kong e all’Università “Spiru Haret” di Bucarest.








