In Emilia l’arte abita luoghi straordinari ed emozionanti tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia

Dipinto di un cane che cammina in un paesaggio con alberi e colline.

Da Goya a Brian Eno, da Luigi Ghirri a Bernardo Bertolucci, con Visit Emilia, la Terra dello Slow Mix tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia, un solo grande viaggio nella bellezza

Non serve attraversare oceani per incontrare l’arte che emoziona. In Emilia, la Terra dello Slow Mix, nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, la primavera e l’estate 2026 regalano un calendario espositivo prezioso. 

Mostre che abitano palazzi storici, corti rinascimentali, spazi contemporanei: ogni tappa vale il viaggio, e tutte sono raccontate su www.visitemilia.com, il sito ufficiale della destinazione turistica. «Chi viene in Emilia per una mostra spesso si ferma per il territorio, e chi arriva per il territorio scopre che l’offerta culturale è di primissimo livello. È questo il senso dello Slow Mix: cultura, natura ed enogastronomia si valorizzano a vicenda», sottolinea Simone Fornasari, Presidente di Visit Emilia.

PARMA

Un'immagine di un uomo in piedi di fronte a un muro rosso, vestito con un cappello e un cappotto, che tiene in mano una macchina fotografica.

Fino al 26 luglio, Palazzo del Governatore celebra i cinquant’anni di “Novecento” di Bernardo Bertolucci con una mostra in venticinque sale, che restituisce la genesi del film attraverso materiali inediti, testimonianze d’epoca e capolavori di Fontana, Guttuso e Boetti. 

Installazione artistica con pannelli colorati proiettati su uno sfondo scuro, accompagnata da forme piramidali luminose in primo piano.

Fino al 2 agosto, Brian Eno trasforma due luoghi del centro storico in altrettanti palcoscenici: all’Ospedale Vecchio va in scena My Light Years, la raccolta più completa mai esposta delle sue installazioni audiovisive; nei Giardini di San Paolo prende vita SEED, installazione sonora site-specific realizzata con la scrittrice Ece Temelkuran. Arte ambientale, suono generativo, architettura, Parma non si è mai sentita così contemporanea. 

Interno di un museo con diverse opere d'arte appese alle pareti, inclusa una figura centrale in un abito lungo e una cornice dorata.

Alla Fondazione Magnani Rocca, fino al 28 giugno, Il Simbolismo in Italia riunisce oltre 140 opere, tradipinti, sculture, incisioni, per raccontare la stagione più visionaria dell’arte italiana tra Otto e Novecento, con lavori di Segantini, Pellizza da Volpedo e Böcklin. 

Tre abiti esposti in una galleria d'arte, con quadri appesi alle pareti. Il primo abito è grigio con dettagli in bianco, il secondo è verde e il terzo è decorato con foglie rosse e nere.

Al Labirinto della Masone, sempre fino al 28 giugno, Erté. Lo stile è tutto presenta oltre 150 lavori dell’artista Art Déco per eccellenza, molti mai esposti prima, tra geometrie sofisticate e il dialogo inconfondibile tra alta moda e cultura di massa. 

Donna sorridente affacciata a un balcone con vista su una strada cittadina, in un'atmosfera malinconica.

All’APE Parma Museo, fino al 28 giugno, Giovannino Guareschi fotografo indaga il lato meno noto del creatore di Don Camillo: la produzione fotografica tra il 1934 e il 1956, raccontata attraverso nuclei tematici che intrecciano immagine e parola.

PIACENZA

A Piacenza, XNL Centro per le Arti Contemporanee ospita fino al 5 luglio “Oltre le nuvole”, un progetto multidisciplinare che mescola installazioni site-specific, dipinti, immagini filmiche e opere scultoree intorno al tema della nuvola.

Venti artisti, tra cui Piero Manzoni e Mario Schifano, costruiscono un percorso in cui le opere si fondono con sonorità diffuse attraverso un impianto audio multicanale realizzato con il Conservatorio Nicolini. Una mostra che non si guarda soltanto: si ascolta, si attraversa, si abita.

Nel borgo medievale di Vigoleno, tra i Borghi più Belli d’Italia, l’Oratorio della Madonna delle Grazie ospita fino al 27 settembre “I disastri della guerra: da Goya ai nostri giorni”: le incisioni di Francisco Goya a confronto con gli scatti di reporter contemporanei come Giorgio Bianchi e Gabriele Micalizzi. Un dialogo tra secoli e linguaggi, uniti dalla stessa urgenza etica.

REGGIO EMILIA

Un tavolo da calciobalilla in un ambiente accogliente con pareti arancioni e decorazioni di legno.

A Reggio Emilia, la stagione si apre con Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo, ospitata a Spazio Gerra fino al 18 ottobre: un percorso immersivo tra musica, fotografia e illustrazione che celebra il legame del cantautore con l’Emilia-Romagna, nell’ambito di Fotografia Europea.

Tre sagome rappresentanti figure umane con maschere di animali, in un ambiente minimalista. I soggetti mostrano pose espressive e indossano abiti vari, mentre sono appoggiati su supporti mobili.

Alla Collezione Maramotti, fino al 26 luglio, Heaven’s Truth porta in Italia la prima personale di Ndayé Kouagou, artista parigino che reinterpreta il fotoromanzo per indagare identità e finzione. 

Al Palazzo dei Musei, fino a febbraio 2027, A series of dreams esplora il legame tra suono e immagine nel lavoro del fotografo reggiano Luigi Ghirri.

Una mostra per chi vuole capire come uno sguardo possa diventare musica. A Gualtieri (RE), Palazzo Bentivoglio espone fino a dicembre quindici opere di Ligabue accanto ai costumi di Umberto Tirelli.

Tutti gli eventi sono consultabili su www.visitemilia.com

Per informazioni: Visit Emilia

E-mail: info@visitemilia.com 

Sito web: www.visitemilia.com 

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