Economia sociale: al via il primo bando da 5 milioni di euro per realizzare in Emilia-Romagna ecosistemi territoriali innovativi

La Regione promuove un nuovo modello di sviluppo e culturale per generare benessere, inclusione e competitività, stanziando i primi fondi per i territori. Dal 1^ ottobre al 15 dicembre aperte le candidature: i progetti selezionati dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2028. In collaborazione con Art-ER, la Regione organizzerà degli incontri territoriali aperti a tutti i soggetti interessati e attiverà uno sportello di supporto per la presentazione delle candidature

BOLOGNA – Sull’Economia sociale l’Emilia-Romagna punta a una sfida ambiziosa: dopo la visione, con l’approvazione degli “Indirizzi strategici” da parte della Giunta regionale, viale Aldo Moro passa ora alla concreta attuazione.

Arriva, infatti, il primo tassello operativo della nuova attenzione che la Regione dedica all’economia sociale come leva strutturale di modello culturale e di sviluppo per l’Emilia-Romagna.

Un apposito bando, che stanzia risorse per 5 milioni di euro, andrà a sostenere progetti pilota ad alto impatto sociale ed economico per realizzare ‘ecosistemi territoriali innovativi di economia sociale’ capaci di rafforzare coesione, innovazione e competitività dei territori.

Questo, in un quadro strategico che riconosce gli attori dell’economia sociale e li assume come modello di riferimento anche per le filiere tradizionali, estendendo principi come il primato della persona, il reinvestimento degli utili e la governance partecipativa all’intero sistema economico dell’Emilia-Romagna.

In questa prima fase, chiamati a guidare la realizzazione di ‘ecosistemi territoriali innovativi’ sono i Comuni, le Province, le Unioni di Comuni e la Città Metropolitana di Bologna che dovranno, in qualità di abilitatori e capofila del partenariato, mettere insieme soggetti dell’economia sociale e dell’imprenditoria for profit, nonché attori dell’ecosistema dell’innovazione e della ricerca (Università, Enti di ricerca, Centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, Clust-ER o soggetti analoghi).

Il perimetro di questa misura è dato da una delle missioni individuate negli ‘Indirizzi strategici per l’economia sociale in Emilia-Romagna’, provvedimento approvato lo scorso 3 giugno dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale.

Questa ‘strategia’, progressiva e integrata, è aperta ai contributi di imprese, territori e parti sociali e la sua governance farà perno sui firmatari del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, in corso di sottoscrizione. Cinque le missioni individuate: il riconoscimento dell’economia sociale; l’integrazione con le filiere; l’innovazione sociale e tecnologica; la valorizzazione del capitale umano; la creazione di ecosistemi territoriali.

Un approccio che fa dell’Emilia-Romagna la prima regione italiana a dotarsi di una strategia integrata per l’economia sociale, allineata al Seap europeo (Social economy action plan) e al Piano d’azione nazionale dell’Economia sociale e strutturata per durare nel tempo.

Tra le azioni già avviate, una mappatura delle policy per ridurre la frammentazione e ricomporre un quadro unitario, l’avvio di un Osservatorio dedicato e, ora, il lancio di questo bando sperimentale.

“Con il lancio di questo primo bando da 5 milioni di euro non stiamo semplicemente attivando una misura finanziaria, ma stiamo inaugurando una nuova stagione per l’Emilia-Romagna: la transizione verso un modello che è prima di tutto culturale e, di conseguenza, di sviluppo economico- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Un modello capace di superare la vecchia separazione tra la produzione della ricchezza e la sua redistribuzione sociale attraverso principi cardine quali la centralità della persona, la governance partecipativa e il reinvestimento degli utili nel territorio, che devono diventare punti di riferimento culturali per l’intero sistema produttivo. Attraverso lo stanziamento di queste prime risorse vogliamo sostenere progetti capaci di innescare un reale cambiamento strategico nei territori, traducendo in azioni concrete le cinque missioni dei nostri indirizzi regionali. Vogliamo creare veri e propri ecosistemi innovativi dove i Comuni e le Province facciano da abilitatori, mettendo allo stesso tavolo l’economia sociale, le aziende private e il mondo della ricerca, dalle Università alla Rete Alta Tecnologia. Questa sinergia attiverà una leva finanziaria potente per attrarre capitali privati da investire in sfide cruciali: dalla rigenerazione urbana alle comunità energetiche, dal welfare territoriale all’uso etico dell’intelligenza artificiale, fino al contrasto dello spopolamento delle nostre aree interne. La coesione e la qualità sociale di una comunità sono il valore aggiunto indispensabile per il successo delle imprese e per la loro competitività globale”.

Elemento distintivo della misura è l’approccio ecosistemico: i progetti devono essere promossi da enti locali in partenariati ampi che coinvolgano obbligatoriamente soggetti dell’economia sociale, imprese private for profit, ricerca e innovazione. Si superano così i finanziamenti a singoli interventi, puntando su reti stabili, co-investimento pubblico-privato e obiettivi trasformativi misurabili. Tra gli ambiti possibili: rigenerazione urbana e housing sociale, rafforzamento di tutte le filiere, contrasto allo spopolamento, alla povertà e alle vulnerabilità, cura dell’ambiente innovazione nelle aree interne, welfare territoriale, economia circolare, energia sostenibile, uso di tecnologie digitali e intelligenza artificiale nei servizi.

Le candidature potranno essere presentate dal 1^ ottobre al 15 dicembre 2026. I progetti selezionati dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2028. Per accompagnare la costruzione delle proposte, in collaborazione con Art-ER, la Regione organizzerà incontri territoriali aperti a tutti i soggetti interessati e attiverà uno sportello di supporto per la presentazione delle candidature.

“Solo dopo aver attivato i processi previsti negli indirizzi strategici- concludono de Pascale e Colla– e valutato quello che già esiste, ci dedicheremo alla definizione di una legge regionale specifica sull’economia sociale. L’Emilia-Romagna si candida, quindi, a diventare laboratorio avanzato e interlocutore di riferimento a livello nazionale ed europeo, guidando le trasformazioni e costruendo uno sviluppo di qualità, radicato nei territori e nelle comunità, con un consolidamento di partecipazione diffusa”.

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