Pubblico numeroso ed entusiasta per le tre serate
che hanno unito musica internazionale, impresa e territorio
CALCINATO (BS)- Grande successo per la quarta edizione del Saluber Jazz Festival, che ha trasformato la sede di Saluber a Calcinato in un vero e proprio spazio culturale aperto alla comunità.
Le tre serate hanno registrato una grande partecipazione del pubblico, con un’affluenza costante e un clima di grande entusiasmo, confermando il crescente radicamento della rassegna.
Anche quest’anno il palco del Saluber Jazz Festival ha avuto protagonisti artisti di rilievo internazionale: ad aprire il festival, Antonio Lizana Quintet, che ha conquistato il pubblico con l’energia e l’intensità della sua musica. Il “cantaor” de Cadiz era accompagnato da un ballerino di flamenco, la cui presenza ha contribuito a portare sul palco tutta l’essenza e il fascino della tradizione culturale andalusa, in un coinvolgente dialogo tra jazz e flamenco.
La serata di sabato è stata all’insegna dell’eleganza e dello swing con il Francesca Tandoi Trio featuring Emma Smith. Un omaggio al jazz della tradizione, impreziosito da un’interpretazione coinvolgente, da un brillante interplay tra i musicisti e dal virtuosismo pianistico e vocale delle protagoniste.
Il festival si è concluso con il concerto di Alain Pérez y La Orquesta; l’artista cubano, vincitore di un Latin Grammy Award ha saputo trasformare la sua esibizione in una festa collettiva, dissolvendo i confini tra pubblico e palco, regalando momenti di vera emozione.
La direzione artistica del festival è stata affidata a Ernesttíco, musicista e produttore di fama internazionale, che ha guidato la costruzione del programma con una visione ampia e contemporanea del jazz, capace di coniugare tradizione e contaminazioni cosmopolite. Il suo lavoro ha contribuito a definire l’identità musicale della rassegna e a rafforzarne la vocazione internazionale. Un progetto artistico orientato al dialogo tra linguaggi musicali e culture differenti che ha favorito il coinvolgimento intergenerazionale e interculturale, rafforzando il messaggio del festival: la musica come strumento di incontro, condivisione e unione.
Particolarmente significativa è stata la risposta del pubblico, non solo locale, che ha animato con entusiasmo gli spazi, contribuendo a creare un’atmosfera partecipata. L’evento ha confermato la capacità del festival di attrarre un pubblico eterogeneo, unito dalla passione per la musica e dalla curiosità verso un format che integra impresa e cultura.
La rassegna si conferma così un esempio di cultura d’impresa applicata, capace di trasformare uno spazio produttivo in luogo di incontro e condivisione. Il festival rafforza il legame tra territorio, comunità e linguaggi artistici internazionali, valorizzando il ruolo di Saluber come promotore di iniziative culturali.
“Siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico e dell’energia che si è creata durante le tre serate – ha dichiarato il Ceo di Saluber, Ciro D’Amicis –. Il festival è ormai un appuntamento atteso che ci permette di restituire alla comunità un’esperienza di benessere, tema centrale della nostra attività e del nostro modo di intendere l’impresa. Vedere così tanta partecipazione conferma la bontà di questa visione e ci spinge a continuare su questa strada”.
Il bilancio dell’edizione 2026 è quindi ampiamente positivo, con un riscontro significativo sia in termini di partecipazione sia di qualità percepita. Grande soddisfazione da parte dell’organizzazione per la riuscita complessiva dell’iniziativa e per il consolidamento del festival nel panorama culturale locale.
L’appuntamento è già fissato al prossimo anno, con l’obiettivo di proseguire nel percorso di crescita della rassegna e rafforzare ulteriormente un format che unisce qualità artistica, partecipazione e valorizzazione del territorio.



