Presente anche la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini. L’Unione della Romagna Faentina promuove da molti anni una stretta collaborazione con la Fondazione, ente gestore dei servizi promossi dalla Caritas Diocesana di Faenza-Modigliana
BOLOGNA – Circa 3.900 accessi all’accoglienza notturna maschile, 137 per quella femminile. 9.704 pasti distribuiti dal servizio mensa, 2.393 pacchi di viveri consegnati, 990 docce effettuate. Sono alcuni dei dati, relativi al 2025, che attestano l’intensa attività a favore delle persone in condizioni di grande fragilità sociale ed economica svolta dai servizi della Fondazione Pro Solidarietate Ets, ente gestore del Centro di ascolto della Caritas Diocesana di Faenza-Modigliana e soggetto del Terzo settore.
Li hanno incontrati oggi l’assessora regionale al Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, e la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, nella sede della Fondazione, in via D’Azzo Ubaldini a Faenza: qui sono attivi il Centro di ascolto, l’ambulatorio medico sociale (gestito in convenzione da Farsi Prossimo Odv), la mensa, la distribuzione dei viveri, il servizio docce, la seconda accoglienza e altri interventi di prima accoglienza e contrasto alla povertà.
“Dietro le migliaia di pasti distribuiti, le docce calde e i posti letto offerti ogni notte qui a Faenza, ci sono storie di vita, sguardi e persone che attraversano il momento più difficile della loro esistenza- ha affermato l’assessora Mazzoni-. La grave marginalità è un labirinto complesso, e per uscirne non basta un semplice aiuto materiale: servono percorsi personalizzati, ascolto e, sostegno.La bella realtà della Fondazione Pro Solidarietate ci dimostra che la risposta non può arrivare da un unico attore. È l’abbraccio tra il pubblico, la professionalità degli operatori e l’infaticabile cuore dei quasi duecento volontari a fare la differenza. È questa l’Emilia-Romagna che cura e che include: una terra dove le istituzioni e il Terzo settore si stringono la mano per proteggere i più fragili. Garantire un pasto o un letto è il primo, fondamentale passo, ma il vero obiettivo è quello che viene dopo: non fermarsi all’emergenza, ma prendere per mano queste persone e accompagnarle, giorno dopo giorno, a ritrovare la propria autonomia, la propria dignità e il proprio posto nella società”.
“Voglio esprimere prima di tutto un ringraziamento di cuore a questa realtà, la Fondazione Pro Solidarietate, che conosco bene, che ho frequentato e visto crescere in tutti questi anni fino a diventare un punto di riferimento riconosciuto per tutta la città- ha commentato la sottosegretaria Rontini-. Da sempre Faenza è animata da una forte vocazione alla solidarietà, che negli anni non solo si è rafforzata, ma si è strutturata per diventare un modello di welfare integrato. Gli ottimi dati di quest’anno – con quasi 10mila pasti distribuiti e migliaia di accessi ai servizi di accoglienza – ci dicono che, di fronte alle nuove povertà e alle sfide sociali ed economiche, questa comunità ha saputo rimboccarsi le maniche, rispondendo con i fatti. Come Regione Emilia-Romagna crediamo fortemente in questo modello: l’inclusività, la coesione sociale e il rifiuto di lasciare indietro chi è in difficoltà sono nel nostro Dna. Per questo- ha aggiunto Rontini– l’impegno delle istituzioni e degli amministratori non è solo morale, ma si traduce in investimenti concreti, come dimostrano le risorse del Fondo povertà e i progetti europei come INtegra-ER. Il nostro obiettivo è far sì che questa straordinaria ricchezza, nata dall’alleanza tra l’Unione della Romagna Faentina e il Terzo settore, continui a consolidarsi e a innovarsi, offrendo non solo un tetto sicuro nell’emergenza, ma una reale prospettiva di futuro e dignità”.
“Questo appuntamento con la Regione- ha commentato l’assessore alle Politiche sociosanitarie e internazionali del Comune di Faenza, Davide Agresti– è per noi molto importante perché pone i riflettori su dei servizi estremamente fondamentali della nostra comunità. Il modo in cui ci prendiamo cura delle persone spesso invisibili della nostra società è il vero termometro per misurare il livello di salute della società stessa ed è, per questo, che per i servizi offerti da Caritas vanno ringraziati i propri operatori e i propri volontari che quotidianamente si prendono cura di un segmento della popolazione faentina. La loro capacità di farlo in maniera così professionale e dal contempo con un’altissima qualità umana è un vanto per la città di Faenza. Compito della pubblica amministrazione che, sia regionale sia locale, è quello di sostenere le loro attività anche con nuovi strumenti amministrativi. In questi anni, proprio con Caritas- ha concluso l’assessore- abbiamo sperimentato l’utile strumento della co-progettazione, uno strumento che ci aiuta a definire meglio sia i bisogni sia le risposte ai bisogni”.
Dopo i saluti istituzionali e una presentazione delle attività, si è svolta la visita ai servizi veri e propri. Tappa successiva, il Centro diurno “La Tenda”, in via Manzoni: uno spazio di socializzazione per persone in situazione di grave marginalità, integrato con i servizi di accoglienza notturna per l’utenza maschile, che si trova nello stesso stabile. Contestualmente alla presentazione del servizio, si è svolta la visita degli spazi e un confronto con operatori e volontari sui bisogni emergenti.
Pubblico, privato, volontariato e solidarietà organizzata: insieme per il contrasto alla povertà e alla grave marginalità adulta
L’Unione della Romagna Faentina, nell’ambito delle politiche di contrasto alla povertà e alla grave marginalità adulta, promuove da circa trent’anni una stretta collaborazione con la Fondazione Pro Solidarietate Ets.
Attraverso l’integrazione di risorse pubbliche e private (della Chiesa locale), del volontariato e della solidarietà organizzata, vengono così garantiti servizi essenziali e percorsi di inclusione sociale rivolti alle persone indigenti e senza dimora. Al Centro di ascolto e prima accoglienza di via D’Azzo Ubaldini e nelle strutture collegate sono assicurati servizi a bassa soglia e interventi di accompagnamento che non si limitano a rispondere ai bisogni primari, ma accompagnano la persona nella costruzione di percorsi di autonomia attraverso una presa in carico integrata e personalizzata.
La Fondazione opera con il supporto di circa 170 volontari formati, affiancati da operatori qualificati. Complessivamente il sistema è in grado di assicurare l’ospitalità contemporanea di almeno 18 persone.
Dal 1^ gennaio 2026 al 31 dicembre 2029 è in vigore il nuovo Accordo di collaborazione tra l’Unione della Romagna Faentina e la Fondazione Pro Solidarietate Ets per la realizzazione di interventi a favore delle persone indigenti e senza fissa dimora presenti sul territorio distrettuale.
La collaborazione si è ulteriormente rafforzata attraverso l’attuazione del progetto regionale INtegra-ER, finanziato nell’ambito del Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 Fse+, finalizzato al potenziamento degli interventi di inclusione sociale e di contrasto alla grave marginalità.
Insieme al contributo ordinario dell’Unione, i servizi sono sostenuti attraverso le risorse della “quota povertà estrema” del Fondo povertà che, unitamente al progetto INtegra-ER, consente all’Unione della Romagna Faentina di disporre complessivamente di circa 390mila euro.


