Padiglione Nazionale del Qatar alla Biennale di Venezia: scopri il programma culinario e musicale con artisti e chef di fama internazionale

Un evento musicale all'aperto sotto una struttura rossa, con un pubblico vario che ascolta artisti che suonano diversi strumenti. Si vedono musicisti che suonano batteria, violoncello e altri strumenti mentre la folla osserva e partecipa.
Thomas Gouband, Mazen Kerbaj, Gobi Drab, Naghib Shanbehzadeh and Sarah Ourahman perform at the National Pavilion of Qatar for the 61st International Art Exhibition at La Biennale di Venezia on May 06, 2026 in Venice, Italy. (Photo by Simone Padovani/Getty Images for National Pavilion of Qatar at La Biennale di Venezia)

Un programma di due giorni che vedrà la partecipazione dello chef italo-egiziano Walter El Nagar, dello chef italiano Marco Ambrosino e della beverage designer polacco-britannica Anna Patrowicz.

L’artista Tarek Atoui presenterà Frame Drums, una performance di percussioni con musicisti provenienti da Libano, Italia e Francia.

VENEZIA — Il Padiglione Nazionale del Qatar alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia annuncia i dettagli delle prossime attivazioni culinarie e musicali, che verranno realizzate dallo chef palestinese Fadi Kattan e dall’artista libanese Tarek Atoui il prossimo 11 e 12 luglio.

Nell’ambito della mostra untitled 2026 (a gathering of remarkable people), il programma presenta lo chef italo-egiziano Walter El Nagar, lo chef italiano Marco Ambrosino e la beverage designer polacco-britannica Anna Patrowicz, che proporranno piatti della tradizione mediterranea e bevande analcoliche ispirati alle diverse culture e storie della regione.

Accanto al programma culinario, Tarek Atoui presenterà Frame Drums, una performance realizzata in collaborazione con un ensemble di percussionisti di tamburo a cornice provenienti da diverse tradizioni del Medio Oriente e oltre.

Concepita come uno spazio di scambio, dialogo e improvvisazione, la performance collettiva vedrà la partecipazione di Uriel Barthélémi (Francia), Christelle Njeim (Libano), Francesca Remigi (Italia) e Khaled Yassine (Libano).

Insieme, questi interventi esplorano l’ospitalità come pratica artistica e culturale, facendo di cibo, bevande e musica strumenti di dialogo, scambio e comunità.

Ritratto in bianco e nero di un uomo con occhiali e barba folta, che guarda direttamente il fotografo su uno sfondo scuro.
Fadi Kattan (© Elias Halabi)

Fadi Kattan ha dichiarato: “L’ospitalità comincia molto prima di sedersi a tavola. Inizia dalle persone che coltivano il nostro cibo e dalle tradizioni che custodiscono. Coinvolgere Walter, Marco e Anna in questo nuovo capitolo significa celebrare modi diversi di interpretare l’ospitalità, mostrando come il cibo e le bevande possano diventare un linguaggio di dialogo, curiosità e connessione.”

Un uomo in abbigliamento casual, con una sciarpa, sta suonando un dispositivo musicale su un tavolo. Sullo sfondo, si vede una struttura rossa e un tetto verde.
Tarek Atoui performs at the National Pavilion of Qatar for the 61st International Art Exhibition at La Biennale di Venezia on May 06, 2026 in Venice, Italy. (Photo by Simone Padovani/Getty Images for National Pavilion of Qatar at La Biennale di Venezia)

Tarek Atoui ha dichiarato: “Frame Drums riunisce musicisti provenienti da diverse parti del mondo in un dialogo musicale fondato sull’ascolto reciproco e sull’interazione intuitiva. I miei collaboratori, provenienti da Libano, Italia e Francia, portano con sé tradizioni che attraversano geografie e storie differenti, arricchendole con nuove idee che riflettono il nostro tempo”.

Commissionata da Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, Presidente di Qatar Museums, prodotta da Qatar Museums e presentata da Rubaiya Qatar (quadriennale d’arte contemporanea del Qatar), untitled 2026 (a gathering of remarkable people) è co-curata da Tom Eccles (Executive Director, Center for Curatorial Studies e dell’Hessel Museum of Art, Bard College) e Ruba Katrib (Chief Curator e Director of Curatorial Affairs, MoMA PS1).

Il programma mensile di musica e gastronomia si svolge all’interno della struttura ispirata a una tenda progettata da Rirkrit Tiravanija come luogo di scambio culturale, concepita per favorire diverse forme di partecipazione e pratica artistica.

Gruppo di cinque persone in un ritratto in bianco e nero, posando insieme in uno studio fotografico. Alcuni indossano abiti tradizionali e altri abiti contemporanei.
Sophia Al-Maria, Tom Eccles, Rirkrit Tiravanija, Tarek Atoui, Ruba Katrib (© Brigitte Lacombe)

Il Padiglione ospita, inoltre, una proiezione di DAMAR TV (2026), film narrativo sperimentale dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, e Jerrican (2026), una scultura di grandi dimensioni dell’artista kuwaitiana- portoricana Alia Farid.

Informazioni sugli chef

Walter El Nagar è uno chef italo-egiziano che interpreta l’ospitalità come una forma di attivismo. Attraverso i suoi progetti culinari esplora il tema della sovranità alimentare, le migrazioni e la responsabilità sociale della cucina, dando vita a spazi in cui la pratica di cucinare diventa strumento di dialogo, dignità e comunità. Attingendo alle proprie radici egiziane e italiane, El Nagar mette in discussione le concezioni tradizionali dell’alta cucina, mettendo al centro cura, inclusione e scambio culturale.

Marco Ambrosino è tra i maggiori chef italiani contemporanei, riconosciuto per la sua filosofia culinaria basata sulla ricerca e sulla storia culturale del Mediterraneo. Originario dell’isola di Procida, approccia la cucina attraverso le prospettive dell’antropologia, dell’ecologia e delle migrazioni, ripercorrendo i movimenti di ingredienti, tradizioni e persone attraverso i confini. La sua cucina propone il Mediterraneo non come una geografia fissa, ma come un paesaggio culturale vivo e in continua evoluzione.

Nell’ambito del programma del Padiglione, la beverage designer Anna Patrowicz presenterà inoltre un cocktail analcolico realizzato per l’occasione, ispirato alle essenze botaniche, agli ingredienti e alle tradizioni culinarie della Palestina e, in maniera più ampia, del mondo arabo. Nel suo ruolo di beverage designer al ristorante Akub di Londra, ha sviluppato un approccio distintivo all’ospitalità basato sulla narrazione culturale. Patrowicz, che da tempo collabora con lo chef Fadi Kattan, ha contribuito con i suoi beverage design a progetti negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, Irlanda, Norvegia e Svizzera.

Ritratto in bianco e nero di una donna che siede su una sedia nera, mentre sorride e si tiene un braccio dietro la testa.
Alia Farid (© Myriam Boulos)

Informazioni sui musicisti

Uriel Barthélémi (Francia) è batterista, compositore e musicista elettronico, la cui pratica artistica comprende anche opere sonore, video e installazioni visive. Ha ricevuto commissioni dal Ministero della Cultura francese, dal National Theater of China, dalla Sharjah Art Foundation e da Steirischer Herbst, oltre che da numerose altre istituzioni. Nel 2023 ha ottenuto il SACD Fund.

Christelle Njeim (Libano) è un percussionista e membro dell’Orchestra Filarmonica Libanese.

Francesca Remigi (Italia) è una musicista che vive e lavora tra Milano e Berlino. Selezionata da Nuova Generazione Jazz nel 2021 e vincitrice del premio Pathways to Jazz 2024, ha collaborato con musicisti quali Dee Dee Bridgewater e Kris Davis e si è esibita al Tashkent Jazz Festival (2024), North Sea Jazz Festival (2024), Jarasum Jazz Festival (2024) e al Montreux Jazz Festival (2025).

Khaled Yassine (Libano) è un percussionista autodidatta pluripremiato basato a Beirut. Nel corso della sua carriera si è esibito e ha inciso con artisti locali e internazionali fra cui Al Di Meola, Warda, Rene McLean, Erik Truffaz, Bojan Z, Charbel Rouhana, Arthur Satyan, Oumeima, Soumayya Baalbaki, Ghazi Abdel Baki e Ilham Al Madfai. Nel 2003 ha co-fondato la celebre fusion band libanese Fun Jan Shai, che ha collaborato con numerosi musicisti noti, fra cui il suonatore di oud e compositore libanese Ziad Al-Ahmadieh e la cantante giordana Macadi Nahhas.

Logo di Qatar Museums con forme geometriche colorate e testo in arabo e inglese, affiancato dal logo della Biennale di Venezia con il numero 61 dell'Esposizione Internazionale d'Arte.

Dettagli dell’evento Date: 11–12 luglio 2026

Sede: Padiglione Nazionale del Qatar, Giardini della Bien

Commissario: Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani Curatori: Tom Eccles e Ruba Katrib

Prodotto da: Qatar Museums Presentato da: Rubaiya Qatar

Espositori: Rirkrit Tiravanija, Sophia Al Maria, Tarek Atoui, Alia Farid, Fadi Kattan

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