Al 60° Festival Teatrale di Borgio Verezzi va in scena la prima nazionale di “Elettra 1944” con Pamela Villoresi

Pamela Villoresi – ELETTRA 1944_ph Manuela Giusto

BORGIO VEREZZI (SV)- Sabato 11 e domenica 12 luglio nella Piazza Sant’Agostino di Verezzi, andrà in scena la prima nazionale dell’opera teatrale ‘Elettra 1944’, un thriller drammatico che esplora conflitti familiari e storici nella Roma occupata dai nazisti.Testo e regia Giancarlo Nicoletti.

Lo spettacolo vede protagonista l’attrice Pamela Villoresi. Con Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa.

E con  Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi

Scene Alessandro Chiti

Musiche Mario Incudine

Costumi Giuseppe Ricciardi

Disegno luci Giuseppe Filipponio

Produzione: Altra Scena, L’Altro Teatro

Si ringrazia L’accademia Nazionale D’arte Drammatica “Silvio D’amico”

Produzione: Altra Scena & L’Altro Teatro

ELETTRA 1944_ph Manuela Giusto

Roma, inverno 1944. La città è allo stremo sotto il giogo nazista e in un appartamento del centro una famiglia deve fare i conti con un passato inquietante che presenta il conto. Mentre gli Alleati sono alle porte, i tedeschi rastrellano e gli eventi stanno per precipitare, la guerra civile diventa domestica ed entra nelle mura, devastando gli equilibri e riscrivendo i rapporti di sangue. Ognuno è costretto a scegliere e nessuno può dirsi innocente. Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa sono fra i protagonisti del nuovo lavoro drammaturgico di Giancarlo Nicoletti (“1984”, “I due Papi”, “Elena, la matta”): una riscrittura inedita dell’Orestea ambientata nella Roma occupata della Seconda Guerra Mondiale. Il testo è un avvincente thriller familiare che intreccia eventi reali e finzione teatrale, facendo convivere il fatto storico e la libertà della narrazione. In scena anche Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi, con le musiche originali di Mario Incudine, le scene firmate da Alessandro Chiti, i costumi da Giuseppe Ricciardi e le luci da Giuseppe Filipponio. Il mito tragico attraversa il Novecento italiano e lo illumina dall’interno: non come citazione ma come struttura del conflitto. Vendetta o giustizia, silenzio o responsabilità, memoria o rimozione diventano domande urgenti, incarnate in gesti quotidiani che assumono un peso insostenibile. La storia invade le vite comuni non come cornice narrativa, ma in quanto presenza viva: quando il tempo stringe e le conseguenze sono immediate, anche ciò che sembra minimo diventa decisivo. La scrittura costruisce un racconto che procede per tensione e accumulo, alternando dialoghi serrati e improvvise fratture, accompagnando lo spettatore dentro una casa che è insieme rifugio e trappola, fino a un punto di non ritorno in cui la dimensione privata e quella collettiva si sovrappongono. “Elettra 1944” è una storia avvincente che incolla lo spettatore alla poltrona, trasportandolo in un tempo in cui non esistono scelte semplici e raccontando cosa succede quando la Storia smette di essere lontana e costringe a decidere, qui e ora.

ELETTRA 1944_ph Manuela Giusto

Sinossi

Un’Orestea italiana in tempo di guerra

Roma, inverno 1943-44. In una casa borghese della capitale, mentre la città è occupata dai nazisti e la guerra stringe d’ assedio le vite quotidiane, una famiglia si ritrova dopo anni di separazioni e lutti. Il padre è morto, una figlia è stata uccisa durante il conflitto, e la madre ha ricostruito un fragile equilibrio accanto a un uomo legato al potere fascista. Il ritorno del figlio Flavio e il coinvolgimento clandestino della figlia Alma nella Resistenza fanno crollare quella stabilità apparente. Quando emerge che la madre, per proteggere la famiglia, ha accettato compromessi e denunciato chi le era più vicino, il conflitto esplode: ciò che era stato fatto in nome dell’amore diventa colpa, ciò che era protezione diventa tradimento. I due figli riconoscono nel presente della loro casa una storia antica: quella di Elettra e Oreste. La vendetta contro la madre e contro l’uomo che ha preso il posto del padre sembra inevitabile, inscritta nel sangue e nella memoria. Ma fermarsi e scegliere un limite diventa l’atto più difficile. Intanto, per le strade della città, la Storia incalza. Il rastrellamento del Ghetto, l’attentato di via Rasella, le Fosse Ardeatine, le rappresaglie e la paura quotidiana entrano nel racconto come una pressione costante, mentre l’avanzata degli Alleati e l’attesa della Liberazione sembrano promettere una fine che, dentro la casa, non arriva mai davvero. I fatti storici non restano sullo sfondo, ma attraversano le scelte, le parole e i silenzi, determinando il destino dei legami familiari. La costruzione della Repubblica che verrà diventa, così, l’atto fondativo di un nuovo ordine, familiare e sociale.

Note di regia

Giancarlo Nicoletti

Ho scritto e immaginato Elettra 1944 partendo da una domanda semplice e, per me, ancora necessaria: che cosa succede quando la Storia smette di essere lontana ed entra in casa? Non mi interessava raccontare la guerra attraverso figure esemplari o categorie già giudicate. Il Fascismo ha prodotto distruzione, persecuzione, morte; la Resistenza ha contribuito a salvare l’Italia e a renderne possibile la rinascita democratica. Ma il teatro, prima ancora delle idee, incontra i corpi: uomini e donne presi dentro la paura, la fame, il lutto, il compromesso, la necessità di scegliere quando il futuro non è ancora visibile.

Per questo la guerra civile, in questo spettacolo, diventa domestica. Entra nelle stanze, nella tavola, nei vestiti, nei silenzi,nei legami di sangue. Una casa borghese della Roma occupata si trasforma in un campo di battaglia: una madre, due figli, un padre morto, un uomo che ne ha preso il posto. Lì il mito di Elettra e dell’Orestea non è una citazione, ma una struttura profonda: la violenza che nasce dentro la famiglia, la vendetta che ritorna, la memoria che non consente pace.

Il cuore dello spettacolo è il passaggio dalla vendetta alla giustizia. Dalla legge privata del sangue alla possibilità, fragile e imperfetta, di un ordine comune. In questo senso la Liberazione e la nascita della Repubblica non sono un lieto fine, ma un atto di limite: il tentativo di fermare la catena della violenza senza cancellarne la memoria.

La regia nasce da questa tensione. Da una parte una casa chiusa, assediata, piena di fantasmi; dall’altra il tempo della Storia che avanza, scandito dalle date, dalle voci della radio, dagli eventi reali che premono fuori dalle finestre. Ho cercato uno spazio in cui il quotidiano potesse caricarsi progressivamente di tragedia: il pane contato, le medicine nascoste, gli abiti dei morti indossati dai vivi, una musica che arriva da un altro tempo. Questo lavoro non vuole dire al pubblico da che parte stare. Quello lo sappiamo. Vuole piuttosto chiedere che cosa accade agli esseri umani quando stare da una parte non basta più a salvarli dalla colpa, dal dolore, dalla paura, dal desiderio di vendetta. Vuole sostare nel punto più scomodo: quello in cui la Storia attraversa i corpi prima di diventare racconto, e in cui una famiglia, una città, una nazione devono decidere se continuare a obbedire ai propri fantasmi o provare, finalmente, a trasformarli.

Programma 60° Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Dall’8 luglio al 13 agosto 2026

Direttore artistico Maximilian Nisi

Mercoledì 8 / giovedì 9 luglio  (ore 21.30 Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

DON GIOVANNI

di J.B.P.Molière 

Traduzione Edoardo Sanguineti

Con Simone Toni, Enzo Paci, Federica Castellini, Giorgia Coco, Francesca Osso

Regia Carlo Sciaccaluga

Luci Aldo Mantovani
Scene e costumi a cura degli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti Arianna Roveri, Siria Siri, Olimpia Cecilia Tonini con Matilde Grillo, Andrea Parodi, Virginia Serino, Giulia Servili

Assistente alla regia Leonardo Nicolini

Produzione: Gli Incauti – Teatro Nazionale di Genova

Chi è Don Giovannni? Personaggio o archetipo frutto del genio di Molière, simbolo di un’arte della seduzione che ha ispirato tante opere diverse. Una tragicommedia in cui Don Giovanni non è un dongiovanni: certamente innesca un gioco di fascinazione e abbandoni, ma il senso del suo agire sembra dettato da una insopprimibile critica dei modi in cui l’umanità vede sé stessa, soprattutto in relazione a Dio. A partire dalla traduzione di Edoardo Sanguineti, Carlo Sciaccaluga si confronta con un testo così paradigmatico, convinto che «Molière propone una straordinaria raffigurazione del nostro inconscio, perché in ciascuno di noi c’è veramente Don Giovanni, il suo grande sogno di libertà».

Sabato 11 / domenica 12 luglio (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

ELETTRA 1944

Testo e regia Giancarlo Nicoletti

Con Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa

E con  Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi

Scene Alessandro ChitI

Musiche Mario Incudine

Costumi Giuseppe Ricciardi

Disegno luci Giuseppe Filipponio

Produzione: Altra Scena, L’Altro Teatro

Si ringrazia L’accademia Nazionale D’arte Drammatica “Silvio D’amico”

Produzione: Altra Scena & L’Altro Teatro

Roma, gennaio 1944. La città è occupata dai nazisti, attraversata dalla fame, dalle retate, dai bombardamenti e da una guerra civile che non resta fuori dalle case, ma entra nelle stanze, nelle tavole e tra i legami di sangue. In casa Verani, Velia attende il ritorno del figlio Flavio dopo anni di lontananza. Attraverso i nomi di battaglia dei protagonisti — Elettra, Oreste e Pilade — il mito greco dell’Orestea riaffiora dentro la Roma occupata. La vendetta familiare si intreccia alla lotta politica, il lutto privato alla violenza della Storia, il desiderio di giustizia alla tentazione del sangue. Elettra 1944 è un dramma borghese e nazionale, un thriller familiare ambientato nei mesi più bui dell’occupazione nazifascista. Un testo sulla colpa, sulla memoria e sulla possibilità di fondare una comunità nuova.

Martedì 14 / mercoledì 15 luglio (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

L’INCONVENIENTE

di Juan Carlos Rubio

Traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia

Con Milena Vukotic e con Giulia Fiume e Marco Grossi

Uno spettacolo di Luca Manfredi

Scene Alessandro Chiti

Costumi Metella Raboni

Musiche originali di Roberto Gatto

Disegno luci Michele Lavanga

Produzione: Società per Attori, Accademia Perduta Romagna Teatri, Teatro Quirino Centro di Produzione

Una commedia contemporanea che unisce humour, cinismo, tenerezza e disincanto per raccontare un incontro inatteso: quello tra Sara, giovane donna rigorosa e razionale, e Carmen, anziana dal carattere ribelle, lucida, imprevedibile e con una malattia che incombe. Il pretesto narrativo è semplice e dirompente: una vendita con nuda proprietà. La convivenza forzata tra presente e futuro, tra vita e morte, tra prudenza e desiderio, diventa terreno fertile per un duetto teatrale che esplode in dialoghi brillanti, comici, ma attraversati da un’intima verità emotiva. È un testo sull’ascolto, sul coraggio di cambiare e sulla possibilità di reinventarsi anche quando sembra troppo tardi, o troppo presto.

Venerdì 17 / sabato 18 luglio (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

TERZO TEMPO

di Lidia Ravera

liberamente ispirato all’omonimo romanzo Ed. Bompiani

drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano

con Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio

Regia e luci Emanuela Giordano

Scene Stefano Zullo
Costumi realizzati da Simona Dondoni – sartoria del Teatro Franco Parenti
Musiche Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli

Produzione: Teatro Franco Parenti in coproduzione con Agidi

Si ringrazia la Fondazione Ravasi Garzanti

Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe. Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti.

Martedì 21 / mercoledì 22 luglio  (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

TRE VARIAZIONI DELLA VITA

di Yasmina Reza

Traduzione Rita Cirio

Con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta, Laura Mazzi

Regia Luigi Saravo

Aiuto regia Cristian Giammarini

Scene Luigi Siravo

Luci Cesare Agoni

Costumi Bruna Calvaresi

Produzione: Centro Teatrale Bresciano, ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, CMC Nidodiragno, Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona

Una serata tra amici… o forse no. L’astrofisico Henri e sua moglie Sonia, affermata avvocata finanziaria, aprono le porte della loro elegante casa parigina per un aperitivo con il professor Hubert Finidori e sua moglie Inès. Ma quella che sembra una tranquilla serata mondana prende presto una piega inattesa. Vecchi rancori, tensioni sopite e verità taciute emergono con forza, trasformando la serata in un campo di battaglia emotivo. La stessa serata viene raccontata tre volte, ognuna dal punto di vista di un personaggio diverso. Un brillante gioco teatrale sulla percezione, la verità e le relazioni umane, tra ironia, tensione e colpi di scena.

Sabato 25 / domenica 26 luglio (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

ORLANDO, la commedia

di Giuseppe Dipasquale

Liberamente ispirato al romanzo di Virginia Woolf

Con Viola Graziosi, Arturo Cirillo, David Coco

e con Cesare Biondolillo, Irene Ciani, Ginevra Pisani, Giacomo Vigentini

Regia Giuseppe Dipasquale

Scene Antonio Fiorentino

Costumi Stefania Cempini

Movimenti coreografici Camilla Montesi

Produzione: Marche Teatro, Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Palermo con il sostegno di SIAE

Giovane cortigiano dell’epoca elisabettiana, Orlando attraversa quasi quattro secoli di storia cambiando epoche, esperienze, paesi e persino sesso, diventando donna. Tra passioni amorose, viaggi e ambizioni poetiche mai pienamente realizzate, solo nel XX secolo troverà finalmente l’amore, la vita e la sua voce. La riduzione teatrale di Giuseppe Dipasquale spoglia il romanzo per esaltare il ritmo scenico della storia. Attraverso una metamorfosi a vista, lo spettacolo fonde estetica elisabettiana e urgenza contemporanea in un atto visivo potente. 

Martedì 28 / mercoledì 29 luglio – EVENTO SPECIALE AL TEATRO GASSMAN DI BORGIO

PRIMA

CI VEDIAMO ALL’ALBA

di Zinnie Harris

Traduzione e adattamento di Monica Capuani

Regia Davide Livermore

Con Anna Della Rosa e Linda Gennari

Musiche Roberta Di Mario

Scene e costumi Anna Varaldo

Luci Francesco Traverso

Musiche Roberta di Mario

Sound designer Edoardo Ambrosio

Assistente alla regia Alessia Camera

Produzione: Teatro Nazionale di Genova

La drammaturga inglese Zinnie Harris ha creato un testo intenso e onirico spingendosi sul confine sottile tra l’amore e il lutto. Tema d’ispirazione è il mito di Orfeo ed Euridice: la prospettiva classica viene ribaltata in chiave contemporanea, intimista e misteriosa per un dramma dai toni aspri e duri, dall’atmosfera sospesa e quasi esoterica o magica. Due donne, dopo un incidente in mare, naufragano su una costa apparentemente deserta. Mentre cercano di orientarsi e di elaborare lo shock dell’accaduto, la realtà inizia a mutare. Davide Livermore disegna una regia che scava nel subconscio della mente delle due protagoniste.

Giovedì 30 / venerdì 31 luglio (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

HUIS CLOS L’inferno sono gli altri

di J. P. Sartre

Traduzione G. V. Sampieri

Regia di Maximilian Nisi

Con Gaia Capelli, Gaia De Giorgi, Iacopo Ferro, Pietro Ramello

Musiche originali Stefano De Meo

Scene e costumi a cura degli studenti  dell’Accademia Liguistica di Belle Arti di Genova Orsola Brtruzzone, Margherita Cassinari, Vittoria De Barbieri, Giada Granero, Eleonora Onnis

Luci Francesco Scibilia

Fonica Milo Prunotto

Direttore di scena Michele Abrate

Produzione: Compagnia del Barone Rampante

Un inferno senza fiamme, senza demoni, ma dominato da uno sguardo spietato. Tre sconosciuti si ritrovano reclusi in un salotto d’epoca, privo di specchi e di finestre. Nessun boia li attende: la loro condanna eterna è una convivenza forzata e senza sonno. In questo claustrofobico labirinto psicologico, l’altro diventa l’unico, feroce carnefice. Sotto gli occhi dei compagni cadono le maschere, rivelando colpe, fobie e verità atroci. L’opera magnetica di Sartre che ha rivoluzionato il Novecento vi trascinerà nel vivo del suo enigma più celebre e vertiginoso: “L’inferno sono gli altri”.

Domenica 2 / lunedì 3 agosto (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

UNO SCHERZO DEL GENERE

di Jade-Rose Parker

Traduzione e adattamento di David Conati

Con Emanuela Grimalda, Gianluca Ramazzotti e con Mauro Conte e Virginia Bonacini

Regia Gabriel Olivares

Scena Rob Howell

Costumi e arredo Maria Giulia Rossi

Disegno luci Vito Gallo

Produzione: Oliver & friends srls

Successo clamoroso della scorsa stagione a Parigi e Madrid. Lei è una elegante signora dell’alta borghesia sposata a un uomo politico in corsa come favorito sindaco nelle prossime elezioni municipali. Ma la loro vita stabile e felice è improvvisamente scossa dall’arrivo di una lettera inattesa. Lo tsunami di rivelazioni che travolgerà i protagonisti farà sì che alla fine ognuno prenda coscienza del proprio posto nel mondo. Lo spagnolo Gabriel Olivares firma la regia dello spettacolo, dopo aver diretto a Madrid la versione spagnola della commedia. Il risultato sarà un equilibrio perfetto tra l’irriverenza spagnola, le sfumature di un solido testo francese e l’umorismo corrosivo della commedia all’italiana.

Mercoledì 5 / giovedì 6 agosto  (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

ANTEPRIMA

SCARAMUCCIA. Una commedia dell’arte.

con Sara Allevi, Marie Coutance, Marie-Anne Favreau, Anna De Franceschi in alternanza con Eleonora Marchiori, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Valerio Zaina, Marco Zoppello

Soggetto originale e regia di Marco Zoppello

Scenografia Alberto Nonnato
Costumi Eleonora Rossi
Disegno luci Matteo Pozzobon
Maschere Stefano Perocco di Meduna
Musiche Maria Luisa Zaltron
Trucco e parrucco Elena Polvani
Duelli Massimiliano Cutrera
Produzione: Stivalaccio Teatro, Coproduzione: Teatro Stabile del  Veneto, Teatro Stabile di Bolzano

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le maschere antiche.

Domenica 9 agosto – EVENTO SPECIALE BICENTENARIO DELLA NASCITA DI COLLODI – TORRIONE MEDIEVALE – BORGIO

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO. Raccontate da lui medesimo

1826 /2026 – Bicentenario della nascita di Collodi

Diretto e interpretato da Flavio Albanese

Collaborazione artistica Marinella Anaclerio

Voce della Fatina Cristina Spina

Musiche Fiorenzo Carpi (a cura di Giulio Luciani)

disegno luci Mattia Vigo

Scenografia Iole Cilento

Burattino gigante Renzo Antonello

Maschera asinello Luigia Bressan

Produzione: Compagnia del Sole

Flavio Albanese racconta in prima persona la vera storia di Pinocchio sulle note della celebre musica che Fiorenzo Carpi scrisse per il film-TV di Comencini. I personaggi appaiono e scompaiono sulla scena, spesso evocati attraverso la magia e gli espedienti del teatro di Varietà. Ci sono proprio tutti: Geppetto, la Fatina, il Gatto e la Volpe, il Grillo parlante, Mangiafuoco e l’Omino di burro. L’attore si moltiplica sulla scena, e lo spettatore può davvero “vedere” il mondo che il burattino diventato bambino ha affrontato nella sua incredibile avventura.

Lunedì 10 / martedì 11 agosto  (Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

PRIMA

LA CAMERIERA BRILLANTE

di Carlo Goldoni

Con Miriam Mesturino, Franco Oppini, Luca Negroni

E con Davide Diamanti, Silvia Di Cesare, Marta Virginia Morgavi, Lorenzo Vio, Alessio Zirulia

Regia Ferdinando Ceriani

Musiche di Stefano Fresi 

Scene Carlo Sala

Costumi Luisa Ludovico

Produzione: DianAct Ets

Questo testo fu tenuto a battesimo nel 1753 sul palcoscenico del teatro di San Luca. Goldoni aveva già scritto i suoi più celebri capolavori.  La commedia si rivela un sorprendete crocevia di temi e di personaggi che sembrano riassumere o evocare gran parte della sua drammaturgia. La storia si svolge nella casa di villeggiatura di Pantalone a Mestre. L’avaro mercante veneziano ha due figlie: Flaminia, che ama il nobile spiantato Ottavio, e Clarice che ama il ricco plebeo Florindo. La cameriera Argentina, mettendo in scena di una commedia, riuscirà a placare gli animi, con l’aiuto di Brighella e dello zanni Tracagnino.

Giovedì 13 agosto  EVENTO GRATUITO IN PIAZZA SAN PIETRO – BORGIO

PRIMA

ROSSO VENEZIANO – Goldoni vs Vivaldi

Testo e Regia di Mauro Canova

Voce recitante Maximilian Nisi

Interventi musicali dell’Ensemble MusAntica

Con Marco Bortoletti, flauto

Fabio Biale ed Edoardo Berta, violino

Angela Ferrando, viola

Margherita Abrate, violoncello

William Vivino, clavicembalo

Produzione: MusAntica “Vivaldi-La Musica Ritrovata”

Carlo Goldoni, agli inizi della propria carriera di autore teatrale, ebbe modo di incontrare Antonio Vivaldi per ragioni di lavoro e fu accolto con grande diffidenza. Molti anni dopo, scrivendo i suoi Mémoires, il commediografo,  raccontò l’incontro con sottile ironia. Nello spettacolo, i ricordi goldoniani che rievocano le alterne fortune del compositore –  all’epoca non sempre apprezzato da tutti – sono messe in dialogo con le composizioni del «Prete rosso»: spetterà al pubblico giudicare chi avesse ragione.

Tutti gli spettacoli cominciano alle ore 21.30

www.festivalverezzi.it

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.