Paesaggi da sogno / Dreamscapes: Le 53 stazioni della Tokaido – MAO di Torino, fino al 29 novembre

Una scena di un ponte con figure in abiti tradizionali giapponesi, un uomo in primo piano e due donne in abiti blu che camminano verso di lui, con paesaggio collinare e acqua sullo sfondo.
Utagawa Hiroshige (1797-1858), Stazione n. 26 – Kakegawa, vista del Monte Akiba, Giappone, 1832-1834, silografia su carta, nishiki-e

Il MAO presenta la mostra dedicata all’omonima serie di stampe di Hiroshige

che ci trasporta sulla leggendaria Via del Mare Orientale,

fra l’antica capitale imperiale Kyoto ed Edo, l’odierna Tokyo.

TORINO – Fino al 29 novembre, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la mostra Paesaggi da sogno / Dreamscapes,dedicata alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit.

Un paesaggio con un ponte di legno, un uomo in un mantello giallo si allontana, mentre un bambino corre verso un cappello che è stato lasciato cadere, circondato da canne e un corpo d'acqua.
Utagawa Hiroshige (1797-1858), Stazione n. 43 – Yokkaichi, Il fiume Mie, Giappone, 1832-1834, silografia su carta, nishiki-e

Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale che hanno accompagnato e reso possibile l’esperienza del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.

Il progetto – seconda parte di un percorso già avviato al MAO nel 2025 – è curato da Laura Vigo, Conservatrice per l’arte e l’archeologia asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), con Claudia Ramasso, conservatore del MAO, e si avvale di un’importante collaborazione con i Musei Reali di Torino.

Stampa giapponese che rappresenta un gruppo di persone che si godono l'acqua, con un grande monte sullo sfondo.
Utagawa Hiroshige (1797-1858) Titolo: Stazione n.19 – Fuchū, il fiume Abe Giappone, 1832-1834 Epoca: Edo (Tokugawa) Materia e Tecnica: silografia su carta, nishiki-e

Nelle sale del MAO, le celebri vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, due opere di grande valore provenienti dalle collezioni dei Musei Reali di Torino. Entrambe offrono una testimonianza tangibile della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo e dell’immaginario evocato dalle stampe.

Grazie alla collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione, in linea con l’orientamento sviluppato dal MAO negli ultimi anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali.

Un'immagine che raffigura un villaggio giapponese con una casa di paglia, alcuni bambini che giocano e un uomo che cammina con un bastone. Sullo sfondo, ci sono montagne e alberi spogli.
Utagawa Hiroshige (1797-1858) Titolo: Stazione n.20 – Mariko, la famosa casa da tè Giappone, 1832-1834 Epoca: Edo (Tokugawa) Materia e Tecnica: silografia su carta, nishiki-e

La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non sono le opere a viaggiare, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale che la accompagnano. Il progetto si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta con la medesima chiave interpretativa basata sulla vita sociale ed economica di questi oggetti culturali effimeri al tempo in cui furono prodotti.

Attraverso le tecniche di comunicazione verbale ispirate alla Visual Thinking Strategy, la narrazione riesce a rendere più accessibili – e pertinenti – contenuti scritti complessi al più grande numero di lettori.

Un gruppo di uomini e un cavallo stanno trasportando casse in un mercato, con una scena vivace che rappresenta la vita quotidiana in Giappone.
Utagawa Hiroshige (1797-1858) Titolo: Stazione n. 22 – Fujieda, cambio di uomini e cavalli Giappone, 1832-1834 Epoca: Edo (Tokugawa) Materia e Tecnica: silografia su carta, nishiki-e

Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen, venivano comprate e presto dimenticate.

Queste immagini furono rivoluzionarie. Non nacquero come opere da museo, ma piuttosto come prodotti editoriali di largo consumo, e fu solo successivamente, durante la seconda metà del XIX secolo, che in Occidente vennero riscoperte e consacrate come opere d’arte.

Illustrazione giapponese che mostra un sentiero di montagna con figure umane che camminano lungo la strada, circondati da alberi e montagne sullo sfondo, nel tardo pomeriggio.
Utagawa Hiroshige (1797-1858) Titolo: Stazione n. 25 – Nissaka, il passo del Monte Sayo Giappone, 1832-1834 Epoca: Edo (Tokugawa) Materia e Tecnica: silografia su carta, nishiki-e

In questo contesto la direzione artistica di Takenouchi Magohachi fu cruciale: non solo nella stampa e distribuzione, ma anche nel concept narrativo e visivo dell’intera serie, costruita come una sorta di storyboard ante litteram, pensato per catturare l’attenzione di un pubblico ampio, assetato di immaginazione e novità.

Ma cosa rende questa serie così speciale rispetto a tutte le altre?

Una scena marittima con barche a vela su acque blu, montagne sullo sfondo e una spiaggia con persone che pescano e lavorano.
Utagawa Hiroshige (1797-1858) Titolo: Stazione n. 31 – Arai, Scena con traghetto
Giappone, 1832-1834 Epoca: Edo (Tokugawa) Materia e Tecnica: silografia su carta, nishiki-e

Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto conosciuto – il tragitto lungo la Tōkaidō, 490 km di strada che collegavano Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese, ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige e la sua squadra non si limitarono a rappresentare il paesaggio: lo reinventarono. Ogni stampa diventa così una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura.

La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, istituita nel 1601 e percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, da mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo, servizi di tutti i generi e prodotti tipici. Hiroshige ed il suo team seppe restituire tutto questo, trasmettendo il senso del movimento, la vivacità e la varietà degli incontri e il fascino di un paese in movimento e in trasformazione. Le sue stampe trasformarono l’ordinario in straordinario, aprendo al pubblico giapponese – e in seguito anche a quello occidentale – un mondo sospeso tra realtà e sogno.

Una panoramica di un'antica città giapponese, con costruzioni tradizionali, persone in abiti storici e un paesaggio collinare sullo sfondo.
Rakuchu Rakugai zu (Scene della Capitale e dintorni), Giappone, 1626 ca.; paravento a sei ante;
Inchiostro, tempera e foglia d’oro su sette strati di carta. Bordo di seta damascata e montatura in legno laccato

Contestualmente all’apertura della mostra, nella galleria Giappone 1 verranno esposti al pubblico anche due coppie di paraventi, una della serie Rakuchū rakugai zu (“Vedute della capitale e dei suoi dintorni”), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra che rievoca episodi cruciali della Guerra Genpei del XII secolo (“Le battaglie di Ichinotani e Yashima”), appartenente alla collezione del MAO.

I paraventi, recentemente restaurati, sono raffigurazioni enciclopediche: da un lato le vedute della capitale, in cui luoghi panoramici e monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto sono magnificamente immortalati — tra nuvole dorate fluttuanti — dagli artisti della scuola Kanō; dall’altro le rappresentazioni della Guerra Genpei, in cui la pittura epica celebra episodi del XII secolo, rielaborati in età Tokugawa come rievocazione del passato guerriero e della continuità del potere dei samurai.

Una rappresentazione dettagliata di una battaglia storica giapponese, con flotte navali e soldati impegnati in combattimento, circondati da paesaggi montuosi e nuvole dorate.
Le battaglie di Ichinotani e Yashima
Giappone, prima metà XVII secolo Materia e Tecnica: inchiostro, colori minerali e foglia d’oro su sette strati di carta. Bordo di seta damascata. Montatura su struttura in legno laccato del periodo, con borchie in bronzo originali

La prima coppia di paraventi commemora il corteo dell’imperatore Go-Mizunoo per il festival di Gion del 6 settembre 1626, mostrando la parte orientale della città e il festival estivo che domina la vita delle strade da un lato e il castello di Fushimi e la metà occidentale della capitale dall’altro. Come i paesaggi da sogno di Hiroshige, tra le nuvole si intravedono vedute aeree di altre attività urbane, sia commerciali che di svago. Tuttavia, a differenza delle democratiche stampe delle 53 stazioni del Tōkaidō, queste erano cartografie di lusso che, seppure leggibili da chiunque all’epoca, sarebbero state accessibili esclusivamente a una ristretta élite.

La seconda coppia rievoca invece alcuni momenti salienti della Guerra Genpei tra i clan Minamoto e Taira nel XII secolo. Bandiere araldiche, samurai a cavallo armati di archi, imbarcazioni all’arrembaggio e alabarde che emergono tra nubi dorate animano una scena intensa e drammatica, dove l’esito è già noto: un evento epico, espressione di continuità politica e di casta.

Pur essendo state prodotte in epoca coeva, i paraventi e la serie di stampe esposti rappresentano due punti di vista antitetici: da un lato l’esaltazione del potere, apprezzata dalla ristretta cerchia di nobili e samurai, dall’altro un inno discreto alla vita quotidiana e al movimento, amata e consumata da ampie fasce della popolazione.

Accesso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.

Paesaggi da sogno / Dreamscapes

24 luglio – 29 novembre 2026

MAO Museo d’Arte Orientale

Via San Domenico, 11, Torino

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