Per la prima volta in Italia, il lavoro del fotografo e regista Jordan Rossi viene presentato in un’importante mostra personale presso la Galleria Rubin di Milano.
ABOUT THE EXHIBITION
MILANO – Per la prima volta in Italia, il lavoro del fotografo e regista Jordan Rossi viene presentato in un’importante mostra personale presso la Galleria Rubin di Milano. Per Rossi, nato in una famiglia di origini italo-irlandesi, il cui stesso cognome racconta radici che hanno sempre esercitato un forte richiamo, questo progetto rappresenta tanto un ritorno a casa quanto un debutto.
Curata da Federico Poletti e inserita nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, la mostra propone un’intensa riflessione sull’identità, la cultura delle celebrities e l’evoluzione del linguaggio e concetto stesso di mascolinità contemporanea.
Il lavoro di Jordan Rossi si distingue per la capacità di fondere la sofisticazione visiva della fotografia di moda con l’urgenza del commento sociale. I suoi ritratti non si limitano a catturare personalità: riflettono i cambiamenti culturali e le trasformazioni generazionali che stanno ridefinendo il nostro presente.
Negli ultimi dieci anni Rossi si è affermato come una delle voci più originali della fotografia contemporanea. Attraverso un linguaggio visivo caratterizzato da palette cromatiche incisive, composizioni grafiche e una straordinaria capacità di cogliere la complessità emotiva dei suoi soggetti, ha costruito un corpus di opere che supera i confini tradizionali della fotografia di moda e del ritratto. Le sue immagini si collocano all’incrocio tra arte, attivismo e pop culture, dando vita a un archivio visivo di una generazione impegnata a ridefinire norme sociali e aspettative culturali.
Federico Poletti, curatore della mostra, commenta:
«Presentare per la prima volta in Italia il lavoro di Jordan Rossi alla Galleria Rubin, durante la Milano Fashion Week e all’interno del calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, rappresenta un momento di grande rilievo. Homecoming è insieme un debutto e un ritorno alle proprie radici: le origini italo-irlandesi di Jordan hanno sempre alimentato il suo percorso artistico e personale. La sua fotografia unisce il linguaggio della moda a una forte prospettiva sociale, trasformando i ritratti di attori e musicisti fino ai protagonisti della cultura queer in un archivio visivo di una generazione che sta ridefinendo identità, genere e rappresentazione. Nelle sue immagini i soggetti superano la dimensione della celebrità per rivelare autenticità e vulnerabilità. La mostra invita il pubblico in uno spazio in cui arte, attivismo e cultura contemporanea si incontrano.»
EXHIBITION STATEMENT
C’è qualcosa di particolare nel crescere tra due luoghi. Essere cresciuti in una famiglia italo-irlandese significa comprendere, prima ancora di capire quasi qualsiasi altra cosa, che l’identità non è mai qualcosa di fisso. Ciò che siamo cambia a seconda della stanza in cui ci troviamo e cambia ancora a seconda di chi ci osserva o ci pone una domanda. Si impara presto a convivere con più versioni di sé e, se si presta attenzione, si impara anche a riconoscere quando gli altri fanno lo stesso.
Da questa consapevolezza lo sguardo di Jordan si è progressivamente ampliato. Il suo lavoro attraversa fantasia, moda, musica, cultura queer e cinema senza mai appartenere completamente a una sola categoria. Cambiano i linguaggi, ma resta immutata la domanda centrale: che cosa accade quando una persona sceglie, pienamente e senza compromessi, di essere esattamente ciò che è? Che cosa porta con sé il corpo quando si pone davanti all’obiettivo? Che cosa viene rivelato, che cosa viene nascosto e chi decide tutto questo?
La costruzione delle immagini è uno degli strumenti di trasformazione più potenti che esistano. Jordan lo ha compreso fin dal momento in cui ha iniziato a fotografare la propria comunità: l’impatto immediato e incontestabile dell’essere davvero visti. È questa consapevolezza che rende la visibilità queer un filo conduttore dell’intera sua ricerca.
Il lavoro dedicato alla comunità queer gli ha insegnato qualcosa che continua a portare con sé in ogni ritratto: il ritratto più potente nasce non quando il soggetto recita davanti alla macchina fotografica, ma quando smette di farlo. La fama è una forma di armatura. Insegna a mostrarsi attraverso una versione di sé già approvata per il consumo pubblico. L’istinto di Jordan è sempre stato quello di cogliere l’istante che precede quella corazza.
Nasce così una serie di ritratti di celebrità che mostrano i loro protagonisti come raramente sono stati visti: non meno iconici, ma semplicemente più autentici. Nicholas Galitzine, Lashana Lynch, Rickey Thompson, Caleb McLaughlin e Finn Wolfhard vengono ritratti con una sensibilità che trasforma il ritratto in racconto. Lo sguardo di un sognatore applicato ad alcune delle figure più osservate del nostro tempo.
I musicisti costruiscono la propria identità pubblica come poche altre persone fanno, creando una versione di sé e scegliendo di abitarla completamente. Jordan è sempre stato attratto da questa forma di convinzione, da quei momenti in cui la persona e il personaggio coincidono perfettamente, anche solo per un istante. E, lungo tutto il suo percorso, non ha mai separato l’immagine fotografica da quella in movimento: entrambe sono espressioni dello stesso sguardo, della stessa sensibilità e delle stesse domande.
ABOUT JORDAN ROSSI
Jordan Rossi è un fotografo e regista che vive e lavora tra Londra e Los Angeles. Il suo lavoro occupa una posizione distintiva all’intersezione tra ritratto contemporaneo, moda, cultura queer e impegno sociale. Nell’ultimo decennio ha sviluppato un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, caratterizzato da palette cromatiche decise, precisione grafica e dalla capacità di rivelare, nei suoi soggetti, tanto la vulnerabilità quanto la forza.
Le sue prime esperienze professionali gli hanno fornito solide basi creative, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo di una cifra stilistica personale che sarebbe diventata la sua firma. Attraverso un coinvolgimento sempre più esplicito nei temi dell’identità, della visibilità queer e del cambiamento sociale, Rossi appartiene a quella generazione di autori che ha trasformato il ritratto in uno spazio di dialogo culturale e rappresentazione sociale.
Muovendosi tra editoria, campagne advertising e ricerca artistica, Rossi ha ritratto alcune delle personalità più influenti della cultura contemporanea: attori, musicisti, protagonisti della moda, attivisti e nuove voci impegnate nelle riflessioni su identità, rappresentazione e inclusione. I suoi lavori sono stati pubblicati su importanti testate internazionali, tra cui Vogue Italia, Attitude, HUNGER, Gay Times e The Sunday Times Style.
Uno dei temi centrali della sua ricerca è l’esplorazione della mascolinità contemporanea e della visibilità queer. Attraverso i suoi ritratti mette in discussione le concezioni tradizionali di genere, bellezza e potere, realizzando immagini che celebrano l’individualità e riflettono le più ampie trasformazioni sociali e culturali. Le sue fotografie sono al tempo stesso studi intimi del carattere e dichiarazioni visive sull’evoluzione dell’identità nel XXI secolo.
Accanto alla fotografia, Rossi si è affermato come direttore creativo e regista, portando nel linguaggio dell’immagine in movimento la stessa sensibilità cinematografica e la medesima profondità emotiva che caratterizzano il suo lavoro fotografico. Questo approccio multidisciplinare lo ha reso una delle voci più significative di una nuova generazione di autori capaci di mettere in relazione moda, attivismo e cultura visiva contemporanea.
Enquiries:
Galleria Rubin, Press: Beverley Luckings, beverley@beverleyluckings.com www.galleriarubin.com
Via Santa Marta, 10, 20123 Milano MI
Telefono: 02 8909 6921




