VOGHERA FOTOGRAFIA SI “SVELA” ALLA CITTA’: Dal 12 al 27 settembre il Castello Visconteo ospiterà 7 mostre, 200 immagini, workshop, talk e incontri

“Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi” sarà il cuore di un’edizione che celebra il bicentenario della fotografia guardando alle trasformazioni dell’immagine, fino all’intelligenza artificiale

VOGHERA – Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della settima edizione di “Voghera Fotografia”, Festival Nazionale promosso dall’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS in collaborazione con il Comune di Voghera, in programma dal 12 al 27 settembre al Castello Visconteo.

Un appuntamento che ha segnato ufficialmente l’avvio del percorso verso un’edizione particolarmente significativa, dedicata ai 200 anni dalla nascita della fotografia e costruita attorno a una domanda che riguarda ormai non soltanto fotografi e professionisti dell’immagine, ma l’intera società: che cosa significa fotografare, raccontare e testimoniare la realtà nel momento in cui l’intelligenza artificiale è in grado di generare immagini di mondi che non sono mai esistiti?

Alla presentazione sono intervenuti Paola Garlaschelli, Sindaco di Voghera; Simona Virgilio, Assessore alla Cultura; Arnaldo Calanca, direttore del Festival; e Michele Dalla Palma, direttore artistico e curatore delle mostre. La conferenza stampa ha permesso di presentare alla stampa e alla città non soltanto il programma dell’edizione 2026, ma anche la visione culturale che accompagnerà Voghera Fotografia nei prossimi mesi.

Duecento anni di fotografia, dal 1826 all’intelligenza artificiale

Era il 1826 quando Nicéphore Niépce realizzò in Francia quella che viene considerata la più antica fotografia conosciuta, dando inizio a una rivoluzione destinata a cambiare per sempre il nostro modo di osservare, raccontare e ricordare il mondo.

Due secoli dopo, mentre miliardi di immagini vengono prodotte quotidianamente e l’intelligenza artificiale rende possibile generare fotografie perfettamente verosimili di realtà mai accadute, Voghera Fotografia ha scelto di celebrare il bicentenario non con uno sguardo nostalgico, ma trasformandolo in un’occasione di riflessione sul passato, sul presente e soprattutto sul futuro dell’immagine.

L’edizione 2026 vuole infatti rappresentare il punto di partenza di un percorso destinato a proseguire anche dopo la chiusura delle mostre del 27 settembre, sviluppando nuovi appuntamenti dedicati ai duecento anni della fotografia e mettendo in relazione memoria, cultura dell’immagine, evoluzione tecnologica e nuovi linguaggi.

Un percorso che idealmente collega la camera obscura, presente all’interno del Castello Visconteo e simbolo delle origini tecniche della fotografia, alle immagini contemporanee che possono nascere attraverso un algoritmo, persino senza una macchina fotografica e senza un soggetto reale davanti all’obiettivo.

Paola Garlaschelli: «Un Festival che rafforza l’offerta culturale e l’attrattività di Voghera»

Nel corso della conferenza stampa, il Sindaco di Voghera Paola Garlaschelli ha sottolineato il valore ormai consolidato della manifestazione nel panorama culturale cittadino: «Voghera Fotografia è ormai uno degli appuntamenti culturali che qualificano l’offerta della nostra città e ne rafforzano la capacità di attrarre pubblico anche da fuori territorio. L’edizione di quest’anno assume un valore particolare perché celebra i 200 anni dalla nascita della fotografia, ripercorrendone la storia ma soprattutto interrogandosi sulle trasformazioni del presente e sul futuro dell’immagine. Siamo orgogliosi che Voghera possa essere protagonista di questa riflessione attraverso un Festival cresciuto, anno dopo anno, per qualità e autorevolezza. Ringrazio l’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS per il lavoro svolto e tutti i fotografi che partecipano a questa edizione, contribuendo con il loro talento e la loro sensibilità a rendere Voghera un luogo di incontro, cultura e bellezza».

Simona Virgilio: «Un ponte tra le origini della fotografia e le trasformazioni del presente»

L’Assessore alla Cultura del Comune di Voghera, Simona Virgilio, ha posto invece l’accento sul significato culturale del bicentenario e sulla necessità di continuare a educare lo sguardo anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale: «Il bicentenario della nascita della fotografia offre l’occasione per costruire un ponte tra le origini dell’immagine fotografica e le grandi trasformazioni che stiamo vivendo oggi, che non devono farci dimenticare la bellezza reale pur nell’era dell’intelligenza artificiale. Con “Universi Paralleli” vogliamo inoltre invitare il pubblico a riscoprire la bellezza e la capacità di osservare. Mostre, workshop, incontri e approfondimenti trasformeranno il Castello Visconteo in un luogo vivo di cultura, confronto e partecipazione».

“Universi Paralleli”: la bellezza degli altri mondi

Il bicentenario si intreccia con il tema scelto per questa settima edizione: “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi”. In un’epoca in cui la comunicazione quotidiana è attraversata continuamente da immagini di guerre, conflitti, violenza e paura, il Festival propone un cambio di prospettiva: tornare a guardare ciò che esiste accanto a noi e che troppo spesso non riusciamo più a vedere.

Saranno circa duecento le immagini esposte al Castello Visconteo, in un viaggio che attraverserà dimensioni e ambienti completamente diversi: dai micromondi ai grandi spazi, dalla natura agli oceani, dai ghiacci alle montagne, fino agli universi più lontani. Protagonisti delle sette esposizioni saranno Alberto Ghizzi PanizzaLuca FornaciariMilko MarchettiFrancesco TuranoDavide Camisasca, Marco Cavazza ed Erminio Annunzi. Una fotografia che torna così alla propria funzione più semplice e, allo stesso tempo, più potente: insegnarci a guardare.

Fotografia, giornalismo e intelligenza artificiale

Tra gli appuntamenti che caratterizzeranno il Festival ci sarà anche, domenica 13 settembre, un talk dedicato al rapporto tra fotografia e giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale, con la partecipazione di Claudio Pastrone, presidente d’onore di FIAF; Luca Pianigiani, giornalista e fotografo; Luigi Erba, storico della fotografia e autore; Luisa Bondoni, storica dell’arte e critica della fotografia; Manila Alfano, direttore de La Provincia Pavese.  

Al centro dell’incontro una questione ormai decisiva per il mondo dell’informazione: che valore conserva una fotografia come testimonianza del reale quando è possibile produrre immagini perfettamente credibili di qualcosa che non è mai accaduto?

Per due secoli la fotografia ha rappresentato documento, memoria e testimonianza. L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa apre oggi nuovi interrogativi sull’autenticità delle immagini, sulla loro verifica, sulla responsabilità di chi le produce e le pubblica e sulla fiducia stessa del pubblico nell’informazione.

Non soltanto mostre: tre weekend per vivere la fotografia

Durante i tre fine settimana del Festival, il Castello Visconteo diventerà un vero e proprio luogo d’incontro tra pubblico, fotografi e protagonisti della cultura dell’immagine. Accanto alle esposizioni sono previsti workshop, talk, presentazioni di libri, dimostrazioni tecniche, videoproiezioni e visite guidate, dando vita a un programma nel quale la fotografia non sarà soltanto osservata, ma anche raccontata, discussa e sperimentata.

Tra i workshop in programma figurano quelli di Massimo Sestini, dedicato all’utilizzo del drone come nuovo strumento del fotografo; Renato Marcialis, sulla costruzione della luce nella fotografia di food; Roberto Cifarelli, sull’arte dell’improvvisazione nel ritratto; e Fabio Salmoirago, che accompagnerà i partecipanti nella realizzazione di uno shooting editoriale di moda.

Dalla camera obscura all’intelligenza artificiale, saranno così duecento anni di immagini ad attraversare idealmente Voghera Fotografia 2026. Non per limitarsi a celebrare ciò che la fotografia è stata, ma per continuare a fare ciò che la fotografia fa da due secoli: interrogarci sul nostro modo di guardare il mondo.

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