18° AiaFolkFestival a Novi di Modena: cinque giorni di musica, arte e cultura dal 23 al 27 settembre

Cinque giornate di musica folk, arte pubblica con la VI edizione di “Ramificazioni”, teatro, libri e cultura nei Giardini della Parrocchia di San Michele Arcangelo. Tra i grandi appuntamenti: i Flexus con il Coro Mondine, la rivelazione etno-folk dei giovani Kantaré, l’omaggio a Frida Kahlo, Syusy Blady, Lara Ferrari e il suo swing e le opere dal vivo delle Madonnare.

NOVI DI MODENA – Torna dal 23 al 27 settembre 2026 uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale della Bassa Modenese: il 18° AiaFolkFestival, promosso e organizzato dal Coro Mondine di Novi di Modena. La nuova edizione, incentrata sul tema evocativo “Seminiamo Bellezza”, ospiterà cinque giorni ricchi di concerti, proiezioni, laboratori per bambini, incontri letterari ed esposizioni d’arte negli spazi dei Giardini e della Sala Emmaus della Parrocchia di San Michele Arcangelo, in Via Grandi 46.

«Raggiungere la diciottesima edizione è un traguardo fondamentale per il Coro Mondine» dichiara Manuela Rossi, presidente del sodalizio che ha ideato il festival. «L’AiaFolkFestival nasce per custodire la memoria e trasformarla in un bene vivo e condiviso. Il tema scelto per quest’anno, “Seminiamo Bellezza”, riassume perfettamente la nostra missione: in un momento storico complesso, vogliamo che l’aia torni a essere il luogo dove piantare semi di speranza, relazioni umane, canto popolare e cultura di pace. Come facevano le mondine nelle risaie unendo le forze attraverso il canto, oggi continuiamo a seminare valore e bellezza per le generazioni future».

L’apertura di mercoledì 23 settembre sarà dedicata alla proiezione del docufilm “Carlo Moretti, l’arte è il sostantivo” del regista Ezio Aldoni.

Giovedì 24 e venerdì 25 settembre sarà dato spazio allo storico connubio tra i Flexus e il Coro Mondine (con una matinée speciale dedicata alle scuole del territorio), per poi proseguire con l’evento narrativo-musicale dedicato a Frida Kahlo, fino a chiudere la serata con il travolgente concerto della band etno-folk calabrese Kantaré.

«Il programma di quest’anno è tra i più ricchi e sfaccettati di sempre. Accanto a conferme storiche del nostro palco, abbiamo voluto inserire una proposta speciale che rappresenta la vera novità di questa diciottesima edizione: il concerto della band etno-folk calabrese Kantaré, previsto per venerdì 25 settembre. Ospitare sei giovanissimi musicisti capaci di rielaborare le sonorità tradizionali del Sud con energia e arrangiamenti contemporanei significa puntare forte sulla bellezza dei giovani. Vedere ragazzi che ritrovano nella musica folk tutta la sua straordinaria modernità e il suo slancio culturale dimostra che la tradizione non è un museo polveroso, ma un linguaggio vivo e dirompente» aggiunge Diego Zanotti, responsabile dell’organizzazione della manifestazione.”

Sabato 26 settembre vedrà l’inaugurazione della sesta edizione della rassegna d’arte diffusa “Ramificazioni – UrbanLandArt”, curata dalla dottoressa Francesca Manzini, la presentazione del libro di Syusy Blady in collaborazione con il Centro Antiviolenza Vivere Donna Aps e le cantate popolari con “I Musicant ad la Basa”.

«La rassegna ‘Ramificazioni’ giunge quest’anno alla sua sesta edizione all’interno dell’AiaFolkFestival, confermandosi un punto di riferimento per l’arte diffusa e la rigenerazione degli spazi. Come da nostra tradizione, non abbiamo mai imposto un tema rigido agli artisti partecipanti, lasciando totale libertà espressiva e concettuale.

Tuttavia, l’edizione di quest’anno risente in modo profondo delle urgenze ambientali del nostro tempo: le sfide imposte dal cambiamento climatico e l’impatto dell’inquinamento sono tematiche che attraversano la sensibilità di molti autori e che trovano un’eco naturale nel contesto che ci ospita.

L’area verde dei Giardini della Parrocchia di San Michele Arcangelo diventa così un luogo privilegiato di riflessione sul nostro rapporto con il pianeta. Con la curatela scientifica della dottoressa Francesca Manzini, direttrice del Museo ‘Il Correggio’, oltre 30 artisti e la formazione della ‘Cascina degli Artisti’ trasformeranno questo spazio in un atelier a cielo aperto, integrando le loro opere con la natura per offrire al pubblico un’esperienza visiva intensa, partecipata e ricca di significato» interviene Carlo Moretti, responsabile e coordinatore artistico di “Ramificazioni – UrbanLandArt”.

Domenica 27, giornata conclusiva della kermesse, vedrà la performance live delle Madonnare per l’intera giornata e la chiusura in musica affidata al jazz-swing del Lara Ferrari Quartet.

A coronamento dei cinque giorni del 18° AiaFolkFestival, il Coro Mondine di Novi di Modena propone per martedì 29 settembre, alle ore 17.30, in occasione della festa del Santo Patrono di Novi di Modena, uno speciale appuntamento “Fuori Festival” intitolato “Quando segni di fede esorcizzano la morte: immagini religiose scolpite su ossa e avorio”.

L’evento, a ingresso libero, vedrà l’esposizione di opere della collezione privata del fotografo Gianni Bellesia, accompagnata da una conversazione e da proiezioni dedicate.

«Questo momento culturale rappresenta prima di tutto un sentito gesto di ringraziamento verso il Parroco Don Germain, tutti i volontari e i membri del Consiglio Parrocchiale. Un riconoscimento profondo per lo splendido connubio che, da due anni a questa parte, vede la Parrocchia e il Coro Mondine unire forze, cuori ed energie per trasformare i Giardini e gli spazi parrocchiali nel centro propulsore di quasi una settimana intera di eventi, comunità, arte e bellezza per tutto il paese» concludono gli organizzatori.”

La manifestazione si avvale del patrocinio del Comune di Novi di Modena e dei contributi della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Gli organizzatori esprimono la loro gratitudine a queste istituzioni per il sostegno fondamentale che consente la realizzazione di un evento di tale portata culturale.

Docufilm

CARLO MORETTI: ARTE E’ IL SOSTANTIVO

Breve sinopsi:

Cosa significa vivere d’arte senza compromessi e con profonda ironia nel cuore della pianura padana? In “Carlo Moretti: ARTE è il sostantivo”, il regista Ezio Aldoni (già autore di apprezzate opere documentaristiche dedicate a grandi maestri e storie del territorio, tra cui Antonio Ligabue e Renzo Margonari) posa il suo sguardo su una figura d’artista fuori da ogni schema.

Nato a Suzzara e attivo tra la Bassa reggiana, mantovana e modenese, Carlo Moretti incarna l’essenza dell’artista poliedrico: pittore, scultore, poeta e creatore visivo con all’attivo centinaia di mostre, premi di prestigio ma anche un viscerale legame con la gente e i luoghi popolari.

Il docufilm traccia la parabola umana e creativa di un autore capace di spaziare dai versi brevi degli Haiku d’ispirazione Zen alle sculture vibranti e ai murales pubblici. La telecamera di Aldoni entra negli spazi del maestro con un linguaggio diretto e cinematografico, mettendo in luce l’etica di un’arte intesa non come cornice decorativa o mero attributo estetico, ma come sostantivo necessario: un atto concreto di semina culturale, libertà e rigenerazione interiore.

LA PROIEZIONE DEL DOCUFILM AL 18° AIAFOLKFESTIVAL

La proiezione si inserisce perfettamente nel tema guida della 18ª edizione dell’AiaFolkFestival, “Seminiamo Bellezza”, promosso dal Coro Mondine di Novi di Modena. Il film dialoga strettamente con il pilastro artistico del festival “Ramificazioni – UrbanLandArt”, dedicato alla rigenerazione urbana e all’arte pubblica come bene comune. Presentare il ritratto di un artista che ha speso la vita tra la gente e nella Bassa padana riafferma il valore della cultura decentrata e vicina alle comunità.

CARLO MORETTI NELLE PAROLE DEL REGISTA EZIO ALDONI:

“Raccontare Carlo Moretti significa raccontare una forza della natura. L’intento del film è quello di andare oltre la semplice catalogazione delle sue opere e mostrare l’uomo dietro al pennello e allo scalpello. Per Moretti l’Arte non è una parola che qualifica qualcos’altro; è l’elemento primario intorno a cui ruota la vita. Il film restituisce la sua schiettezza, la sua poetica e il suo legame indissolubile con il territorio.”

IL REGISTA EZIO ALDONI:

Regista, documentarista e videomaker di Brescello (RE), Ezio Aldoni vanta una solida carriera nel cinema documentario a forte vocazione culturale e antropologica. Con uno stile attento ai dettagli umani e alle radici storiche della Pianura Padana, ha realizzato importanti lavori, tra cui il docufilm “L’Uomo Antonio Ligabue” (prodotto dal Museo Ligabue), “Margonari. L’imprevisto premeditato” e “Con gli occhi di un bambino”. Le sue opere sono state presentate e premiate in festival e rassegne su scala nazionale.

In questa pianura bassa che più bassa non si può

Flexus & Coro delle Mondine di Novi di Modena

I Flexus e il Coro delle Mondine di Novi di Modena tornano insieme sul palco con lo spettacolo “In questa pianura bassa che più bassa non si può”, un progetto live che celebra un sodalizio artistico nato nel lontano 2009 e tradottosi in dischi, videoclip e centinaia di concerti in tutta Italia.

Lo spettacolo è un intenso viaggio in musica nella storia del nostro Paese: dai canti di lavoro di fine ‘800 a quelli della risaia, dalle canzoni degli emigranti diretti verso le Americhe ai brani simbolo della Resistenza partigiana. In un susseguirsi di racconti ed emozioni, la musica popolare si fonde con le sonorità folk e rock dei Flexus, delineando un affresco corale dell’Italia attraverso le storie dei suoi protagonisti: braccianti, mondine, scariolanti, operaie, minatori e combattenti per la libertà.

In scaletta figurano brani storici e canti simbolo della tradizione e delle lotte sociali – come I pugni in tasca, Se otto ore, Son la mondina son la sfruttata, Noi vogliamo l’uguaglianza, Bella ciao e Il fischio del vapore – affiancati da brani originali dei Flexus e omaggi ai grandi cantautori italiani, primo fra tutti Fabrizio De André.

Un concerto di forte impatto emotivo che affronta temi quanto mai attuali come l’emancipazione femminile, la tutela dei diritti e l’ecologia, unendo il canto degli ultimi con la musica del futuro per riscoprire le nostre radici e guardare al domani.

BIOGRAFIA CORO MONDINE DI NOVI DI MODENA

Il Coro delle Mondine di Novi di Modena (APS) è una formazione folk e di memoria storica composta da oltre venti donne – figlie e nipoti delle storiche mondariso o appassionate di tradizioni popolari – definita un gruppo musicale unico nel suo genere.

Nato con l’obiettivo di conservare e tramandare un immenso patrimonio culturale e sociale, il Coro porta sul palco le canzoni e le testimonianze legate al lavoro nelle risaie, alle lotte sociali e all’emancipazione femminile. La loro attività rappresenta una vera e propria radice della memoria storica italiana: canti di fatica, sofferenza, speranza e riscatto che raccontano l’affermazione dei diritti dei lavoratori e il senso di giustizia sociale.

Sotto la guida della presidente Manuela Rossi e della direttrice artistica Laura Biolcati Rinaldi, il Coro Mondine prosegue un’intensa attività live fatta di concerti, festival, partecipazioni televisive e collaborazioni artistiche, affinché le battaglie e la voce delle donne del passato rimangano vive per le nuove generazioni.

BIOGRAFIA FLEXUS:

Flexus è una storica band emiliana caratterizzata da un’eclettica fusione di canzone d’autore, folk e rock, con un’intensa attività live e teatrale. La formazione vede Gianluca Magnani (voce, chitarre acustiche e classiche), Andrea Cerè (basso elettrico, contrabbasso), Enrico Sartori (batteria, percussioni) e Davide Vicari (sax, pianoforte, tastiere, cori).

Nel corso di una carriera ultraventennale, il gruppo si è distinto per la propria versatilità artistica: dalla pubblicazione di album di brani originali (tra cui Le orchestre non suonano più e il recente progetto Cinerama) all’ideazione di importanti progetti tematici dedicati ai grandi nomi della canzone italiana, come Fabrizio De André e Giorgio Gaber. I Flexus sono inoltre ideatori della celebre lezione-concerto “La Storia del Rock”, portata in scena in oltre 60 teatri italiani, e vanta importanti riconoscimenti nel panorama della musica d’autore, tra cui la finalissima al Premio Tenco 2025 con l’album Canzoni di fuga e di speranza.

Attraverso una continua ricerca musicale, la band unisce tradizione e sonorità contemporanee, collaborando costantemente con diverse realtà culturali e sociali del territorio.

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