Analisi dell’economia di Cremona, Mantova e Pavia nel Q2 2026: crescita, incertezze e performance settoriale nel contesto globale

Nel secondo trimestre del 2026, l’andamento economico delle province di Cremona, Mantova e Pavia continua a essere influenzato dalle complessità del contesto macroeconomico e geopolitico globale.

Il persistere delle tensioni in Medio Oriente e le attuali dinamiche tariffarie internazionali mantengono un elevato grado di incertezza, con ricadute dirette sulle prospettive dell’export e sui costi di approvvigionamento.

A livello territoriale, i dati evidenziano una rideterminazione delle dinamiche di crescita rispetto all’avvio d’anno: la provincia di Pavia registra la performance più marcata con un incremento del +6,8%, seguita dal solido consolidamento di Mantova, che si attesta al +4,8%. Si rileva invece un rallentamento per il territorio di Cremona, la cui variazione si ferma a un più contenuto +1,3%.

Nonostante i risultati del trimestre risultino nel complesso positivi, il comparto artigianale delle tre province mantiene un profilo di forte cautela: le aspettative degli operatori per la seconda metà dell’anno restano infatti improntate alla prudenza, in stretta correlazione con le perduranti incognite dei mercati internazionali.

Un uomo in abito scuro parla a un microfono, mentre si trova dietro a un podio.

“Il secondo trimestre del 2026 conferma la capacità di resilienza e di adattamento dei territori di Cremona, Mantova e Pavia, pur all’interno di un quadro macroeconomico in costante evoluzione e non privo di insidie” – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, Gian Domenico Auricchio – “Le perduranti tensioni internazionali e le incognite legate alle dinamiche commerciali globali continuano a condizionare le aspettative del nostro sistema produttivo. Tuttavia, i dati di questo trimestre testimoniano una vitalità diffusa, pur con equilibri interni mutati rispetto all’inizio dell’anno. Spicca in questa fase l’eccellente performance di Pavia, affiancata dalla solida progressione di Mantova, a dimostrazione della forte reattività e competitività dei rispettivi tessuti economici. Cremona, dopo aver trainato la crescita nei primi mesi dell’anno, attraversa oggi una fase di più cauto assestamento, riuscendo comunque a mantenere un segno positivo. Resta alta l’attenzione sul comparto artigiano, dove il persistere di un clima di prudenza in vista della seconda metà dell’anno ci ricorda che le sfide imposte dall’attuale congiuntura internazionale non sono affatto superate.

Oggi più che mai, in un contesto di continui riposizionamenti dei mercati, è fondamentale accompagnare le nostre imprese nei percorsi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. La Camera di commercio, in forte sinergia con il sistema camerale lombardo, continuerà a garantire il proprio supporto concreto al tessuto economico locale.

Proseguiremo nella promozione di interventi e strumenti dedicati alla transizione sostenibile, allo sviluppo delle competenze e al rafforzamento della competitività, affinché le aziende dei nostri territori possano affrontare con gli strumenti adeguati le sfide dei prossimi mesi”.

CREMONA

Il secondo trimestre del 2026 delinea una fase di fisiologico rallentamento per l’economia della provincia di Cremona, che, dopo aver registrato l’accelerazione più marcata nel contesto regionale nei primi mesi dell’anno, evidenzia ora dinamiche più contenute. Il settore manifatturiero locale archivia, infatti, il periodo in esame con un incremento della produzione pari al +1,3% rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Sul fronte della domanda si evidenziano andamenti divergenti: a trainare le vendite è principalmente la spinta dei mercati internazionali, con gli ordinativi esteri che mettono a segno un solido +5,3%, mentre la componente interna accusa una battuta d’arresto, registrando una flessione del -2,4%. Grazie al buon andamento dell’export, il fatturato complessivo delle imprese industriali riesce a chiudere in territorio positivo, segnando un +3,3%.

Nonostante il rallentamento dei ritmi produttivi e la debolezza del mercato nazionale, gli imprenditori cremonesi manifestano aspettative orientate alla fiducia. Per il terzo trimestre del 2026, infatti, emerge un sentiment positivo su tutti i principali indicatori economici (produzione, fatturato, occupazione e ordini), sostenuto in particolar modo dalle previsioni riguardanti i futuri livelli produttivi e il consolidamento della domanda estera.

Nel secondo trimestre del 2026, il comparto artigiano ha confermato le previsioni di rallentamento ipotizzate a inizio anno, con una flessione della produzione pari al -2,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questa contrazione dell’attività si accompagna a una debolezza diffusa della domanda, evidenziata da un calo degli ordinativi che si attestano al -3,3%.

Nonostante le evidenti difficoltà sul fronte produttivo e commerciale, le imprese del settore riescono ancora a difendere i ricavi, mantenendo il fatturato in territorio positivo con un +2,4%, seppur in decelerazione rispetto ai mesi precedenti. Guardando al futuro immediato, permane un clima di cautela: in controtendenza rispetto alla fiducia espressa dai colleghi dell’industria, le aspettative degli artigiani per il terzo trimestre del 2026 stimano ancora valori negativi per tutti i principali indicatori economici nel breve periodo.

MANTOVA

Il panorama economico della provincia di Mantova conferma anche per il secondo trimestre del 2026 un andamento a due velocità: alla marcata accelerazione dei risultati dei principali indicatori si contrappone, infatti, il persistere di un clima di diffusa prudenza per i mesi a venire. Il settore manifatturiero mantovano consolida il proprio percorso di crescita, con un robusto incremento della produzione pari al +4,8% su base tendenziale.

A trainare questa performance è la spinta del mercato nazionale, evidenziata da un balzo degli ordini interni del +8,7%, che si affianca alla sostanziale tenuta del fronte internazionale, dove gli ordinativi esteri tornano in territorio lievemente positivo (+0,3%). Il fatturato complessivo delle imprese chiude il trimestre con un significativo progresso del +3,7%.

Nonostante questi risultati, lo sguardo degli industriali verso il terzo trimestre del 2026 continua a essere improntato alla massima cautela. Le aspettative degli imprenditori si mantengono infatti di segno negativo per la quasi totalità dei principali indicatori economici, con l’unica eccezione dei volumi di produzione, per i quali si prevede una sostanziale stabilità.

Nel secondo trimestre del 2026, il comparto artigianale di Mantova consolida e rafforza la dinamica positiva già delineatasi a inizio anno. Il periodo in esame si chiude con un ulteriore incremento della produzione, che accelera attestandosi al +3,3%. A sostenere questa espansione contribuisce il ritorno in territorio positivo degli ordinativi (+0,8%), una ripresa commerciale che si è riflessa direttamente sui ricavi, spingendo il fatturato a un solido +2,3%.

Tuttavia, questo andamento si scontra con il clima di fiducia degli imprenditori: le aspettative degli artigiani per il terzo trimestre del 2026 vedono previsioni di segno negativo per la totalità dei principali indicatori analizzati; i timori degli operatori si concentrano, in particolar modo, su un deterioramento dei futuri livelli produttivi, degli ordini interni e del fatturato.

PAVIA

Il secondo trimestre del 2026 segna un vero e proprio exploit per l’economia della provincia di Pavia, che assume il ruolo di traino regionale grazie a una fortissima accelerazione del comparto manifatturiero. La produzione industriale registra infatti un eccellente balzo del +6,8% su base tendenziale.

A fare da volano a questa performance è soprattutto il recupero dei mercati internazionali: dopo la contrazione di inizio anno, gli ordinativi esteri segnano un’impennata del +23,0%, ben supportati dalla solida tenuta della domanda interna, che cresce del +6,1%. Anche il fatturato complessivo chiude i mesi primaverili con un progresso del +5,2%.

Nonostante i risultati, le aspettative degli imprenditori pavesi per il terzo trimestre del 2026 delineano un quadro più cauto e articolato. Se da un lato le previsioni rimangono orientate all’ottimismo per quanto riguarda i futuri volumi di produzione e si stima una sostanziale stabilità per il fatturato e per la domanda interna, le attese relative alla domanda estera virano in territorio negativo, suggerendo il timore di un possibile ripiegamento dopo l’eccezionale picco registrato nel trimestre.

Di segno nettamente opposto, invece, l’andamento che ha interessato il comparto artigianale pavese, che vede concretizzarsi i timori espressi dagli operatori nei mesi scorsi. Nel secondo trimestre dell’anno, l’artigianato locale mostra evidenti segnali di cedimento, accusando una contrazione della produzione del -2,8% su base tendenziale.

La perdurante debolezza della domanda, testimoniata da ordinativi totali in calo del -0,7%, finisce per penalizzare anche i livelli di incasso delle imprese, con il fatturato che retrocede del -1,5%. In questo scenario, il clima di fiducia degli artigiani pavesi non mostra alcun segnale di ripresa: le aspettative per il periodo estivo si mantengono diffusamente negative per tutti i principali indicatori economici, confermando lo stato di profonda incertezza che grava sui piccoli imprenditori del territorio.

Analizzando il territorio regionale nel suo complesso, nel secondo trimestre del 2026 l’industria manifatturiera della Lombardia conferma un andamento positivo e consolidato. La produzione registra un incremento tendenziale del +2,1%, accompagnata da una crescita generalizzata degli altri indicatori principali: il fatturato sale del +4,4%, trainato in particolar modo dall’ottima performance degli ordini esteri, che compiono un balzo del +6,7%, mentre la domanda interna si attesta su un solido +2,1%.

A livello settoriale, l’industria lombarda vede segni positivi per i comparti dei mezzi di trasporto (+5,5%), delle pelli-calzature (+3,3%), della chimica (+3,0%), degli alimentari (+2,8%), della carta-stampa (+2,7%) e della meccanica (+2,4%). Valori sempre di segno più, ma inferiori alla media, si segnalano per il tessile (+1,9%), i minerali non metalliferi (+1,2%) e la gomma-plastica (+1,2%).

Al contrario, le maggiori difficoltà si registrano per le industrie attive nei settori della siderurgia (-0,5%), del legno-mobilio (-0,9%) e dell’abbigliamento (-2,9%). Per quanto concerne il clima di fiducia verso il terzo trimestre del 2026, le aspettative degli industriali lombardi delineano uno scenario misto: le previsioni si mantengono infatti improntate all’ottimismo per i futuri livelli di produzione e per il fatturato, mentre si registra un diffuso pessimismo sul fronte commerciale, con attese in territorio negativo per gli ordinativi sia sul mercato interno sia su quello internazionale.

Per quanto riguarda l’artigianato lombardo, i dati consuntivi del secondo trimestre confermano la sostanziale tenuta del comparto. La produzione si mantiene su un percorso di crescita stabile, replicando il +2,0% registrato a inizio anno, dinamica che si riflette positivamente sui ricavi, spingendo il fatturato a un progressivo +2,5%. Sul fronte commerciale, le imprese artigiane vedono gli ordinativi esteri che registrano un +8,7%, e una crescita più moderata degli ordini interni (+1,1%).

Nonostante questi risultati, il clima di fiducia per il terzo trimestre del 2026 resta confinato in area negativa. Le attese degli operatori sono infatti improntate a un diffuso pessimismo per la totalità dei principali indicatori economici, a testimonianza delle persistenti incertezze che gravano sulle prospettive a breve termine dei piccoli operatori.

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