RISO, Coldiretti Mantova: “si va verso la raccolta anticipata, importante tutelare il Made in Italy contro le importazioni a dazio zero”

No a riso asiatico a dazio zero, tutelare produzione Made in Italy

MANTOVA – Il caldo anticipa la raccolta del riso in provincia di Mantova di una decina di giorni. Manca ancora una manciata di giorni, ma già dal 20 settembre le mietitrebbie cingolate dovrebbero entrare nelle risaie per la raccolta di un prodotto che si preannuncia sano.

“Quest’anno dovremmo avere un raccolto soddisfacente per qualità e quantità – afferma Nicola Valli, agricoltore di Coldiretti di San Giorgio –. Non abbiamo avuto problemi nonostante la crisi idrica, a differenza di altre zone risicole italiane dove la siccità ha compromesso le rese in campo e la qualità del prodotto”.

Anche per Francesco Parise, risicoltore di Porto Mantovano, le premesse per il raccolto 2026 sembrano essere rosee. “Il prodotto è sano, non sembra esserci presenza di brusone, e grazie alla capacità del consorzio di bonifica è stato possibile gestire l’acqua nelle risaie con oculatezza e senza particolari criticità, ma con solamente una turnazione nelle ultime settimane”, spiega Parise.

Un quadro decisamente opposto rispetto alla media nazionale, dove ondate di calore, siccità e aggressioni climatiche hanno tagliato le produzioni anche del 25%, con punte del 70-80% nelle realtà più colpite delle aree non irrigue.

A preoccupare il comparto risicolo, spiega Coldiretti, sono altri elementi di criticità, a partire dai prezzi di mercato, particolarmente bassi.

“Servono scelte immediate e non più rinviabili – raccomanda Coldiretti in occasione di Risò, il Festival internazionale del riso di Vercelli, inaugurato questa mattina dal premier Giorgia Meloni -: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, controlli serrati sull’origine del prodotto, sostegno al reddito delle imprese e contratti di filiera che garantiscano prezzi equi agli agricoltori. Coldiretti ribadisce inoltre la necessita di attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà”.

L’Europa, insiste Coldiretti, “non può continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero, prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre agli agricoltori italiani impone regole e costi sempre più pesanti. È una concorrenza sleale che mette a rischio insieme il reddito delle imprese e la salute dei cittadini, alimentando attraverso le agevolazioni commerciali un sistema nel quale a guadagnare sono i trafficanti di prodotto straniero mentre viene impoverita la Risaia Italia”.

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