CAVALESE (TN)– Dal 5 dicembre 2026 al 4 aprile 2027 il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta Festina lente, mostra personale di Jacopo Dimastrogiovanni, a cura di Elsa Barbieri.
Il titolo dell’esposizione trae origine dall’espressione latina festina lente, “affrettati lentamente”. Formulata da Svetonio in riferimento alla vita dell’imperatore Augusto, l’espressione fu successivamente ripresa in epoca rinascimentale, quando venne adottata da tipografi e condottieri come emblema di un agire capace di coniugare rapidità e ponderazione. Quest’espressione rispecchia pienamente la cifra artistica di Jacopo Dimastrogiovanni: un’indagine vorace e concentrata sulla pittura figurativa, profondamente influenzata dalla tradizione barocca, che l’artista scompone e rielabora con un processo lento e stratificato, lasciando che ogni frammento sedimenti. È proprio in questo equilibrio tra urgenza e attesa che prende forma una riflessione sull’inquietudine, sulla vulnerabilità e sulle tensioni della natura umana.
La mostra presenta un’ampia selezione delle serie Iniuria, Humanitas e Mirror, già note nella ricerca dell’artista, riunite in un percorso emozionale che non segue un ordine cronologico. A guidare l’esperienza sono due direttrici fondamentali: lo sguardo, inteso come reciproco gioco tra il guardare e l’essere guardati, e la cura, quale possibile risposta a quella condizione di invisibilità che lo scrittore Pajtim Statovci descrive con queste parole: «Se la morte fosse una sensazione sarebbe questo, l’invisibilità».
Sguardo e cura attraversano le sale del museo e trovano il loro punto culminante nell’installazione site-specific realizzata nell’ultima sala espositiva. Qui l’intero spazio è rivestito di coperta isotermica e si trasforma in un ambiente immersivo e straniante, destinato ad accogliere una nuova opera Ad lucem di Dimastrogiovanni, realizzata appositamente per la mostra.

L’opera nasce come una trasfigurazione contemporanea della pala d’altare recentemente riscoperta e attribuita a Pietro Ricchi (1606–1675), conservata nella Cappella del Cimitero Monumentale di Cavalese e rimasta per decenni relegata nell’oscurità, pressoché dimenticata e sconosciuta al pubblico.
Ad lucem è composta come un polittico di elementi circolari di dimensioni differenti e dialoga con un’ampia selezione di opere delle serie Iniuria e Mirror. I protagonisti dei dipinti, raffigurati mentre guardano frontalmente o lateralmente, sembrano orientare il proprio sguardo verso la nuova composizione, innescando un dialogo inedito tra passato e presente: personaggi contemporanei che osservano una memoria antica, a lungo rimasta nascosta.
Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di una vera e propria Wunderkammer, che rivela l’indole di collezionista di Dimastrogiovanni, insieme a una serie di opere su cartone del vino che l’artista ha realizzato per la storica enoteca trentina “Grado 12”, accettando la sfida di misurarsi con un supporto diverso dalla tela, senza rinunciare alla propria cifra stilistica né all’utilizzo dei materiali che caratterizzano la sua ricerca.
«All’inizio di questo anno ho scommesso su una parola precisa: “occasione”. Non una semplice contingenza, ma l’accezione per cui l’essenza di qualcuno o qualcosa risiede nell’occasione della sua esecuzione, capace di far emergere significati altrimenti latenti. Ecco, Festina lente è proprio questo: è l’occasione per ricordarci che la memoria culturale, esattamente come la nostra identità, non è un dato statico, bensì un puzzle continuo che possiamo e dobbiamo ricomporre per non rassegnarci all’invisibilità. Jacopo Dimastrogiovanni, che osservavo da tempo attraverso le sue opere e che poi ho personalmente conosciuto e fortemente voluto qui al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese per questo progetto, è come un collezionista di frammenti che si appropria di memorie che carpisce agli altri, al passato, ai loro nomi, per dar voce alle inquietudini dell’uomo contemporaneo, fino a svelare che nessuno è davvero tenuto a rimanere l’individuo che è nato, né prigioniero della propria storia», dichiara Elsa Barbieri, curatrice della mostra e direttrice del Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese.
Con Festina lente, il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, sotto la direzione di Elsa Barbieri, si conferma ancora una volta un’istituzione aperta al dialogo e alla riflessione sul presente, capace di mettere in relazione epoche, linguaggi e memorie differenti. Un luogo di attivazione culturale in cui la memoria storica, collettiva e individuale diventa materia viva, da interrogare e ricomporre.
La mostra è realizzata dal Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese ed è promossa dal Comune di Cavalese, con il sostegno di APT Fiemme Cembra e Cassa Rurale Val di Fiemme.
Si ringraziano Manuel Zoia Gallery (Milano), Mondoromulo Arte Contemporanea (Castelvenere, BN), ZAION Gallery (Biella), Grado 12 (Trento) e i collezionisti privati per i prestiti concessi.
Biografia Jacopo Dimastrogiovanni
Jacopo Dimastrogiovanni è nato a Livorno nel 1981. Laureatosi con lode nell’Ateneo trentino di giurisprudenza nel 2006, è stato poi allievo di Silvio Lacasella presso l’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” di Verona fino al 2011.
A partire dal 2007 collabora con gallerie in Italia e all’estero. Tra le principali mostre personali si ricordano “Dialogo” nel 2012 (Molesworth Gallery, Dublino Irlanda), “Iniuria” nel 2020 (Zaion Gallery, Biella) ed “Ecce omnes” nel 2022 (Mondoromulo Arte Contemporanea, Castelvenere – Benevento).
Dopo l’esperienza alla 54ª Biennale di Venezia (Padiglione Italia, Torino), nel 2013 è invitato ad esporre al MART di Rovereto, nell’ambito della mostra “In risonanza. Istantanee di creatività nel cervello”. Nel 2015 presenta il proprio lavoro al St. James Cavalier Centre di La Valletta (Malta) in occasione del progetto “Afterselfie – beyond masks”. Nel 2019 vince il Premio Residenza all’Artkeys Prize. Nel 2022 è selezionato tra i finalisti dell’Arte Laguna Prize, esponendo in Arsenale a Venezia durante l’anno successivo. Nel 2026 partecipa alle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, esponendo nella rassegna di Villa Vallero a Rivarolo Canavese (TO). Tra il 2024 e il 2026 arriva invece alle fasi finali dell’Exibart Prize, giungendo al secondo posto nell’edizione EP6.
A partire dal 2014 è docente di pittura e disegno a Trento, città nella quale vive e lavora.
Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese
Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese nasce nel 2001 all’interno dello storico Palazzo Rizzoli, antico complesso signorile situato nel centro storico di Cavalese, in Val di Fiemme, che nel corso degli anni ha vissuto significative trasformazioni, sia nell’aspetto che nella funzione, vantando oggi diverse unità che si differenziano per epoca di costruzione, stile ed elementi architettonici. Il primo nucleo della collezione d’arte moderna e contemporanea del Museo si forma a partire da una preziosa selezione di opere di Bruno Munari e di numerosi artisti storicizzati appartenuta al Dottor Giancarlo Baccoli, medico di origine bresciana residente nel comune fiemmese, che negli anni coltivò relazioni con artisti, collezionisti e critici protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del Novecento. Negli anni il Museo ha organizzato mostre temporanee collettive e personali e momenti culturali pensati per promuovere il legame con il territorio alpino, in stretta connessione con le tradizioni locali e insieme con uno sguardo verso i nuovi linguaggi della scena artistica. Oggi il Museo d’Arte Contemporanea, arricchitosi di una sala dedicata al progetto “LA COLLEZIONE VIVE”, è un luogo dove la percezione dell’identità alpina nelle sue peculiarità e valori viene rafforzata attraverso il confronto con prospettive di ricerca e di fruizione sempre nuove, ma complementari, da cui trarre una maggiore consapevolezza culturale e sociale.
Informazioni
Museo Arte Contemporanea Cavalese
Piazzetta Rizzoli, 1 – Cavalese (TN)
0462 235416
www.museoartecontemporaneacavalese.tn.it | museo@comunecavalese.it
Orari
01/01 – 31/05 | mercoledì – domenica 15.00 – 19.00
01/06 – 30/09 | martedì – domenica 15.30 – 19.30
01/10 – 31/12 | martedì – domenica 15.00 – 19.00
Altri orari su appuntamento. Aperto al mattino per gruppi prenotati
Ingresso
Biglietto intero: 5€
Biglietto ridotto: 2,50€ (studenti 19 – 26 anni, over 65)
Biglietto omaggio: visitatori fino ai 18 anni, persone con disabilità, accompagnatori di persone con disabilità, possessori FIEMME CEMBRA Guest Card, giornalisti.
I biglietti d’ingresso sono acquistabili presso la biglietteria del Museo al momento della visita. Non è possibile prenotare il biglietto di ingresso via e-mail o telefonicamente e pagarlo al momento della visita in mostra.
Visite Guidate
È possibile prenotare un servizio di visita guidata alla mostra contattando anticipatamente l’ufficio all’indirizzo museo@comunecavalese.it. Il servizio di visita guidata ha un costo di 50,00€ a gruppo (max 20 persone), non comprensivo del biglietto d’ingresso.






