Oltre l’algoritmo: Bonaffini ha presentato il suo nuovo libro alla Canottieri Mincio
MANTOVA – Sabato 19 settembre, alle ore 18, nella suggestiva cornice della Società Canottieri Mincio di Mantova, si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Luca Bonaffini, La rivoluzione del suono, pubblicato dalla casa editrice Universitas Studiorum. A condurre l’incontro sarà il professor Edoardo Scarpanti, figura di riferimento della stessa casa editrice.
Autore poliedrico, Bonaffini si è distinto nel corso della sua carriera come compositore di canzoni, autore teatrale e produttore musicale. Accanto alla produzione artistica, ha sviluppato una solida attività saggistica, dedicata in particolare alla storia della popular music, senza trascurare incursioni nel romanzo. Attualmente ricopre il ruolo di direttore scientifico del Centro Internazionale Studi di Antropologia Musicale di Roma, in collaborazione con l’associazione Frammenti Sonori, ed è, dal 1° luglio, direttore editoriale della testata nazionale di società e cultura Condi-Visioni.
Il volume che è stato presentato a Mantova rappresenta l’esito di oltre quindici anni di riflessione sul rapporto tra essere umano, musica e tecnologia. Al centro dell’analisi si colloca una prospettiva che rifiuta visioni riduttive o distopiche dell’innovazione: la tecnologia non viene interpretata come un soggetto autonomo destinato a sostituire l’autore, né come un’entità proprietaria dell’opera, bensì come uno strumento evoluto, capace di suggerire, ampliare e stimolare il processo creativo.
In questa cornice, muta profondamente anche la figura dell’autore musicale. Non più semplicemente coautore, ma co-creatore: una figura che assume tratti quasi architettonici, progettando l’opera musicale come uno spazio complesso e stratificato. La canzone, l’album, il progetto artistico diventano così luoghi abitabili, vere e proprie costruzioni simboliche. Da spazio intimo si trasformano progressivamente in ambienti più ampi, fino a configurarsi come città sonore, capaci di generare comunità.
Bonaffini ha tracciato dunque un percorso che attraversa le grandi trasformazioni della storia della musica: dal grammofono, primo dispositivo di riproduzione, al boom industriale del vinile, fino alla rivoluzione del digitale e all’avvento dell’intelligenza artificiale generativa. In questo continuum evolutivo, la musica si configura come uno dei principali vettori di costruzione della comunità globale, un linguaggio condiviso che, pur mutando nei mezzi e nei processi, mantiene intatta la propria funzione relazionale e identitaria.
La rivoluzione del suono si propone quindi non solo come un saggio sulla musica, ma come una riflessione ampia sul presente e sul futuro della creatività umana, in un’epoca in cui il confine tra naturale e artificiale si fa sempre più sottile, e al tempo stesso sempre più ricco di possibilità.



