Come fanno davvero amicizia gli studenti internazionali? Club universitari e coinquilini battono social e app

Secondo una nuova indagine di HousingAnywhere, il 65% degli studenti internazionali indica associazioni e club universitari come principale modo per conoscere nuove persone, seguito dai coinquilini (46%).

In Italia condividere casa ha un peso ancora maggiore: i coinquilini sono indicati dal 54% degli studenti internazionali, il dato più alto tra i Paesi analizzati, mentre bar, caffè e vita notturna raggiungono il 34%.

MILANO – Con l’inizio del nuovo anno accademico, migliaia di studenti internazionali si trasferiscono nelle città universitarie europee per iniziare un nuovo percorso di studio e, spesso, una nuova vita lontano da casa. Ma come fanno davvero amicizia una volta arrivati a destinazione?

Secondo una nuova ricerca di HousingAnywhere, la principale piattaforma europea di affitti per studenti, su 686 studenti internazionali tra i 18 e i 30 anni, la risposta è più tradizionale di quanto si potrebbe pensare: club universitari e associazioni studentesche sono il principale canale attraverso cui gli studenti costruiscono nuove relazioni, indicato dal 65% degli intervistati, seguiti dai coinquilini (46%) e da bar, caffè e vita notturna (28%).

In Italia i coinquilini contano ancora di più

La condivisione della casa assume un ruolo particolarmente rilevante tra gli studenti internazionali che scelgono l’Italia come destinazione. Il 54% indica infatti i coinquilini come uno dei canali attraverso cui fare amicizia, la percentuale più alta tra i Paesi analizzati e superiore alla media complessiva del 46%.

Anche bar, caffè e vita notturna hanno un peso maggiore in Italia: sono indicati dal 34% degli studenti internazionali con destinazione Italia, rispetto al 28% registrato a livello complessivo.

Il dato mostra come la casa e la quotidianità possano assumere un ruolo centrale nel processo di adattamento a una nuova città: trovare un alloggio non significa quindi soltanto avere un luogo in cui vivere, ma anche entrare in contatto con persone e contesti che possono contribuire alla costruzione di una nuova rete sociale.

Tra maggio e agosto 2026, HousingAnywhere ha aiutato oltre 15.000 studenti a trovare casa per il nuovo anno accademico, in 540 città e località di 30 Paesi europei. Per molti di loro, trovare un alloggio rappresenta però soltanto il primo passo: una volta arrivati, inizia la fase altrettanto importante di costruire una nuova rete sociale e sentirsi parte della comunità locale.

Età, abitudini e aspettative: come cambiano i modi di fare amicizia

I dati mostrano che l’età cambia il modo in cui gli studenti costruiscono nuove relazioni. Per i più giovani, tra i 18 e i 21 anni, i club universitari e le associazioni studentesche rappresentano il canale più diffuso (71%), seguiti dai coinquilini (53%) e da bar, caffè e vita notturna (33%). Tra i 22 e i 25 anni, invece, acquistano maggiore importanza il lavoro part-time o gli stage (30%) e le attività sportive o le palestre (27%), mentre la vita notturna scende al 25%. Una tendenza che prosegue anche tra i 26 e i 30 anni, quando lavoro e stage raggiungono il 28% e le attività sportive il 25%.

Nonostante la forte presenza della tecnologia nella vita quotidiana degli studenti, il digitale sembra avere un ruolo secondario nella creazione di nuovi legami. I gruppi online – tra Facebook, WhatsApp, Discord e Reddit – sono indicati dal 15% degli intervistati, mentre le app dedicate alle nuove amicizie o agli incontri, sono utilizzate dall’8% degli intervistati.

I risultati mettono inoltre in luce una distanza tra come gli studenti immaginano di fare amicizia prima di lasciare casa e ciò che accade realmente una volta arrivati. Tra gli studenti che devono ancora trasferirsi, il 70% degli studenti pensa di conoscere nuove persone attraverso club e associazioni universitarie; al contrario, alcuni canali più spontanei e legati alla quotidianità si rivelano più efficaci del previsto: le amicizie nate attraverso conoscenti, amici o familiari già presenti in città registrano uno scarto positivo di circa 14 punti percentuali, mentre lavori part-time e stage di circa 10 punti.

I risultati suggeriscono che costruire una nuova rete di amicizia non dipenda necessariamente dalla ricerca di occasioni specificamente pensate per questo scopo. La quotidianitàdalla condivisione dell’appartamento al lavoro, fino alle relazioni già esistenti – può diventare il vero punto di partenza per sentirsi parte di una nuova città.

Tra maggio e agosto abbiamo aiutato 15.000 studenti a trovare la loro nuova casa per questo anno accademico, e molti di loro si stanno trasferendo proprio in questo mese. Ma trovare casa è solo l’inizio dell’esperienza in una nuova città”, dichiara Antonio Intini, CEO di HousingAnywhere. “Per questo abbiamo voluto capire come gli studenti costruiscono davvero la propria rete di relazioni una volta lontani da casa. I risultati mostrano che, nonostante siano una generazione profondamente digitale, quando si tratta di fare nuove amicizie sono ancora i contesti più concreti ad avere il peso maggiore.”.

Per gli studenti internazionali, quindi, trovare casa non significa soltanto assicurarsi un luogo in cui vivere, ma anche creare le condizioni per iniziare a sentirsi parte di una nuova comunità. In questo senso, poter cercare e prenotare un alloggio online prima della partenza può rendere più semplice il trasferimento e lasciare agli studenti più tempo ed energie per concentrarsi sull’esperienza universitaria, conoscere la città e costruire nuove relazioni.

HousingAnywhere conta oggi oltre 110.000 proprietà in più di 170 città studentesche europee e offre un’esperienza di prenotazione online sicura, mettendo in contatto studenti da tutto il mondo con proprietari verificati. La piattaforma consente di cercare alloggi per città o università, visualizzare le diverse aree attraverso la mappa, valutare collegamenti e punti di interesse, impostare filtri specifici per tipologia di soluzione e salvare le opzioni preferite. Un supporto pensato per aiutare gli studenti a orientarsi meglio, risparmiare tempo e trovare una casa arredata più in linea con le proprie esigenze, anche a distanza.

Metodologia

Nel luglio 2026, HousingAnywhere ha coinvolto nell’indagine 686 studenti internazionali che avevano recentemente utilizzato la piattaforma per cercare un alloggio in Europa. Tutti gli intervistati erano studenti attualmente iscritti a un percorso di studi o laureati da non più di sei mesi, con un’età compresa tra i 18 e i 30 anni. Per fascia d’età, il 40% aveva tra 18 e 21 anni, il 41% tra 22 e 25 anni e il 19% tra 26 e 30 anni.

Gli intervistati si trovavano in diverse fasi della ricerca di un alloggio: il 30% era ancora alla ricerca di una casa, il 44% aveva già trovato un alloggio ma non vi si era ancora trasferito, il 24% si era già trasferito, mentre il 3% aveva cambiato programma.

Il campione comprende studenti alla ricerca di un alloggio in Spagna (23%), Italia (22%), Germania (20%), Paesi Bassi (18%), Francia (4%) e altri Paesi europei (13%). Per area di provenienza, il 56% degli intervistati proveniva dall’Europa e il 43% da Paesi extraeuropei — principalmente dall’Asia e dal Medio Oriente e dalle Americhe — mentre l’1% ha preferito non indicare il proprio Paese di origine,

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