Presenti al taglio del nastro, insieme al presidente de Pascale, il manager del Tecnopolo, Celli, la socia fondatrice della Fondazione Iret, Giardino, e la socia fondatrice e presidente di Iret, Calzà. A seguire, tavola rotonda con il professor Romano Prodi, il presidente de Pascale, il sindaco di Ozzano dell’Emilia Lelli e rappresentanti del mondo della ricerca, della sanità e dell’impresa
BOLOGNA – Più laboratori e spazi per la ricerca, ambienti destinati alla collaborazione e alla divulgazione, un’area per il “wellness cognitivo”. E nuove dotazioni tecnologiche, tra cui una piattaforma di microscopia light sheet per campioni macroscopici: un sistema unico in Emilia-Romagna e tra i primi in Italia.
È il Tecnopolo di Bologna-Ozzano “Rita Levi-Montalcini”, a Ozzano dell’Emilia, centro dedicato alle Scienze della Vita che, sotto la gestione della Fondazione Iret Ets, riunisce laboratori e competenze nel campo della salute, delle biotecnologie, delle terapie avanzate e dei dispositivi medici, favorendo il collegamento tra ricerca scientifica, Università e imprese. Una realtà che oggi può contare su spazi e infrastrutture più ampi, grazie a un intervento di ampliamento che ha portato la superficie complessiva da 750 a 1.200 metri quadrati e ha permesso di potenziare sia gli ambienti destinati alle attività di ricerca sia la dotazione di attrezzature scientifiche.
Un intervento, sostenuto dalla Regione con 1,5 milioni di euro nell’ambito della programmazione Fesr 2021-2027, che rientra nel progetto “Tecnopolo Boz Rlm 2030: High Tech Lab per Ricerca e Innovazione Responsabile al servizio di malattie ‘senza cura’”, nato per rafforzare le infrastrutture di ricerca e creare nuove opportunità di collaborazione e trasferimento tecnologico, anche attraverso spazi aperti alle Università, ai centri di ricerca e alle imprese.
I nuovi spazi sono stati inaugurati dal presidente della Regione, Michele de Pascale, dal manager del Tecnopolo di Bologna-Ozzano, Paolo Celli, dalla socia fondatrice della Fondazione Iret, Luciana Giardino, e dalla socia fondatrice e presidente di Iret, Laura Calzà, nell’ambito di una giornata che ha riunito istituzioni, mondo della ricerca, della sanità e dell’impresa per un confronto sul ruolo dell’innovazione di fronte ai cambiamenti della società e ai nuovi bisogni delle persone. Un tema al centro anche della tavola rotonda “La responsabilità di progettare il futuro: quale innovazione per una società che cambia?”, alla quale hanno partecipato, insieme al presidente de Pascale, il professor Romano Prodi, già presidente del Consiglio dei ministri e della Commissione europea; il sindaco di Ozzano dell’Emilia Luca Lelli; il direttore del Dimevet dell’Università di Bologna, Pier Paolo Gatta; il direttore scientifico del Gruppo di ricerca Geriatrica di Brescia, Marco Trabucchi; il vicepresidente Global R&D Strategy di Chiesi Farmaceutici, Riccardo Mariani, e il commissario straordinario del Montecatone Rehabilitation Institute, Mario Tubertini.
“Il Tecnopolo di Ozzano è una realtà di eccellenza della nostra rete regionale, dove competenze scientifiche di alto livello lavorano su alcune delle sfide più complesse che abbiamo davanti, dalla ricerca sulle malattie neurologiche alla medicina rigenerativa e riparativa, fino ai biomateriali. Un lavoro prezioso, portato avanti dalla Fondazione Iret, che voglio ringraziare, e da tante giovani ricercatrici e giovani ricercatori ai quali dobbiamo offrire spazi, strumenti e opportunità per sviluppare qui le proprie competenze e i propri progetti- afferma il presidente de Pascale-. Con questo ampliamento rafforziamo proprio questa capacità: mettiamo a disposizione nuovi laboratori, infrastrutture e tecnologie avanzate per sostenere una ricerca che possa tradursi sempre di più in nuove conoscenze e nuove risposte, in particolare nel campo delle malattie neurodegenerative. È questa la ragione per cui investire nella ricerca significa investire direttamente nel futuro delle nostre comunità e nella qualità della vita delle persone. Ozzano è parte di una strategia più ampia che come Regione stiamo portando avanti e sulla quale vogliamo continuare a investire: costruire una rete di Tecnopoli e infrastrutture scientifiche capace di mettere le competenze migliori a disposizione del territorio e del suo sistema produttivo. Vogliamo che l’Emilia-Romagna continui a essere un luogo nel quale si produce conoscenza, si attraggono competenze e investimenti e si creano opportunità per chi sceglie di fare ricerca. Per questo dobbiamo rafforzare sempre di più il legame tra mondo accademico e realtà produttive, mettendo a loro disposizione tecnologie e competenze di alto livello. Per noi- conclude il presidente- investire nei Tecnopoli significa esattamente questo: creare le condizioni perché conoscenze e risultati scientifici non rimangano confinati nei laboratori, ma possano diventare innovazione, lavoro qualificato, competitività per le imprese e nuove opportunità di sviluppo per i nostri territori”.
Il Tecnopolo di Bologna-Ozzano “Rita Levi-Montalcini”
Gestito dalla Fondazione Iret Ets e dedicato alle Scienze della Vita, il Tecnopolo di Bologna-Ozzano “Rita Levi-Montalcini” è un luogo di connessione tra ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, Università, imprese e istituzioni, con particolare attenzione alle applicazioni nel campo della salute, delle biotecnologie, delle terapie avanzate e dei dispositivi medici. La struttura rappresenta un punto di accesso alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e ospita laboratori e competenze dedicati, tra gli altri ambiti, alla biologia cellulare e molecolare, alla proteomica, alla morfologia, alla microscopia avanzata e all’analisi dell’immagine.
Con l’ampliamento la superficie è passata da 750 a 1.200 metri quadrati, con nuovi spazi destinati ai laboratori e un’area dedicata a eventi, riunioni, seminari e convegni. Il progetto comprende inoltre una zona dedicata al wellness cognitivo e nuove dotazioni tecnologiche, tra cui una piattaforma di microscopia light sheet per campioni macroscopici, che il Tecnopolo indica come unica in Emilia-Romagna e tra le prime in Italia.

