L’ATTESA di Serafino Valla alla Chiesa di San Domenico a Modena: un viaggio nell’arte e nella meditazione del Mistero. Inaugurazione il 1° ottobre

MODENA – L’attesa necessita di cuore e di consapevolezza. È capace di attendere chi riesce a guardare oltre il presente come se quel futuro fosse già presente. L’attesa ha bisogno della semplicità dei piccoli gesti perché solo con quelli si può rappresentare e meditare il Mistero. 

È L’Attesa, la mostra di Serafino Valla (1919-2014) che si svolgerà a Modena, nella Chiesa di San Domenico, dal 1° ottobre al 1o novembre.

La personale, a cura del professor Giammarco Puntelli e in collaborazione con Giuseppina Valla, curatrice e figlia del maestro, e con il centro culturale Giacomo Alberione, sarà inaugurata giovedì 1 ottobre alle 16:30.  

“Serafino Valla è stato un uomo e un maestro che con il suo amore e con la sua generosità ha condiviso, negli scritti e nell’arte, insegnamenti dell’esperienza, dello studio e delle sue meditazioni dell’anima e- spiega il professor Puntelli- le opere nella chiesa di San Domenico, nell’evento pensato con don Mimmo Aquino,  rappresenteranno e condivideranno con i visitatori l’essenza dell’attesa, dal messaggio della nascita del Salvatore agli elementi che arricchiscono la dimensione invisibile dell’esistenza per metterla in contatto con un camino terreno coerente e amorevole. Grazie al maestro Valla ritroviamo la pazienza, la fiducia e la gratitudine con cui guardare al nostro futuro”.

Il maestro Valla, scomparso nel 2014, è nato a Luzzara nel 1919.

La sua attività artistica, partita da un’esperienza naïf per poi svoltare verso una ricerca originale caratterizzata da precisi simboli ricorrenti nella sua pittura e nella sua scultura, e da una poesia e da una filosofia che si interroga sull’esistenza dell’uomo in rapporto con l’ambiente e con il trascorrere del tempo, è stata segnata dalla collaborazione e dall’intervento di Cesare Zavattini che ha dimostrato stima e ammirazione per la sua ricerca. Da una figurazione tradizionale, appunto, ha sviluppato una ricerca unica che si è rivolta verso un’arte narrativa che favorisce la meditazione e l’analisi dell’esistenza dell’uomo. 

Dopo mostre prestigiose in sedi italiane ed estere, ricordiamo recentemente la mostra al Museo Il Correggio, a Palazzo dei Principi a Correggio, al Santuario della Verna, a Palazzo della Cultura Pasquino Crupi a Reggio Calabria, al Refettorio Monastico dell’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po. 

La stampa e il mondo dell’editoria ai massimi livelli si sono interessati al suo lavoro. Nel periodo espositivo, nell’ambito del Modena Organ Festival 2026, sabato 24 ottobre alle ore 15.30 nella chiesa di San Domenico verrà eseguito un capolavoro della musica sacra poco praticato: la messa opera 84 per coro e organo di Dvorak. All’organo, il maestro Stefano Pellini mentre la parte corale è affidata al coro filarmonico di Modena Luigi Gazzotti, diretto da Giulia Manicardi. Ingresso gratuito.

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