Visione e creazione artistica SPECULUM: l’arte di Mat Cenere in mostra a Torino

Locandina dell'evento Ottolinfestre con il titolo 'Speculum' di Mat Cenere, da un'idea di Carola Allemardi, che si terrà a Torino dal 7 al 28 ottobre 2026. Include dettagli sull'inaugurazione e l'ingresso libero.

TORINO – In occasione della ripresa della sua attività espositiva dopo la pausa estiva, Ottofinestre è lieta di annunciare la realizzazione dell’intervento Speculum a opera dello street artist italiano Mat Cenere, che inaugurerà ufficialmente il giorno 7 ottobre e che rimarrà visibile fino al 28 ottobre.

L’opera, che coinvolgerà la superficie delle otto grandi vetrate dello spazio espositivo, si inserisce in una riflessione che vede nella finestra un’elaborazione critica del dispositivo dello schermo ottico, nonché un espediente per interrogare l’atto della visione e della creazione dell’arte a partire dal gesto, e quindi dal corpo.

Suddivisa in tre aree narrative distinte, l’opera di Cenere guarda allo spazio in cui è inserita e ci porta a ragionare sul significato simbolico dello specchio – omaggiando la Casa degli Specchi, progetto architettonico di Elio Luzi e Sergio Jaretti degli anni Sessanta, in cui è inserita la realtà di Ottofinestre – recuperandone il retaggio mitologico, magico e scientifico-filosofico.

Nel solco di una riflessione ancorata all’elemento costitutivo dell’edificio stesso, quindi, Cenere ne estende il raggio discorsivo mettendolo in dialogo con una più vasta rete di rimandi e collegamenti iconografici.

Vetrina con illustrazioni artistiche di un sole, una luna, e una figura che tiene uno specchio.

Noi vediamo attraverso un vetro: può essere il cristallino del nostro occhio, la lente di una fotocamera, un qualsiasi schermo; il concetto di visione si è articolato e frammentato all’interno dello sviluppo tecnico portando nuovi significati all’automatismo per eccellenza della nostra anatomia.

Le grandi vetrate di Ottofinestre sono lette, quindi, non soltanto come filtro in grado di connettere l’interno dello spazio con l’esterno, bensì come supporto al segno fisico che ne indaga la natura e l’origine. La finestra, nella propria indipendenza, è solita dare vita a immagini riflesse; è creatrice autonoma di visione: Cenere la porta a riflettere, letteralmente, (su) sé stessa.

Troviamo, per esempio, il tema dello specchio nel retaggio culturale dell’Antico Egitto come nella figura mitologica del Basilisco di tradizione ellenica. L’interrogativo che questo oggetto ci pone è da sempre ciò che vediamo davvero nel in ciò che riflette: mai l’immagine fedelmente corrispondente al dato di realtà di cui pure sarebbe emanazione diretta, quanto un suo doppio, spesso vivente di una propria autonomia, e di un proprio mistero. Partendo da una riflessione sullo spazio espositivo, lo specchio diventa così il bacino di una ricerca più ampia, in cui il doppio e il riflesso sono i temi di un’indagine applicata alle loro radici storiche, quanto alla struttura presente che la contiene. 

Lo specchio nasce nell’assetto naturale che compone l’ambiente in cui l’uomo vive, poi come frutto della tecnica – fu Efesto, il dio fabbro, secondo la mitologia greca cui allude sempre l’opera di Cenere, a fabbricare il primo esempio di specchio grazie a metalli lucidati, come il bronzo o il rame puro (il materiale su cui pure nacquero i primi dagherrotipi, “specchi dotati di memoria”, secondo le prime definizioni date al nuovo medium).

Vetrina di un negozio con decorazioni artistiche in bianco illuminate, vista notturna da un angolo stradale.

Approcciato sotto forma di pattern, lo specchio può essere rotto, secondo la sua declinazione nell’ambito della superstizione, può essere acqua, o ancora volta celeste – a cui in passato l’occhio poteva avvicinarsi mediante l’uso di lenti più o meno riflettenti – portando il tema principale all’interno di un’unica rete visiva interconnessa.

Spostando il proprio tratto dal muro al vetro, dall’opacità alla trasparenza, Cenere ci invita a ripercorrere i modi in cui lo specchio è entrato all’interno della vita e della cultura dell’uomo, e a recuperare una storia che ancora oggi plasma e dirige il nostro comportamento. L’artista tende a un’immagine effimera, come quelle a cui più di ogni altra siamo abituati, e facendo della dissolvenza del tratto parte integrante del proprio intervento. Il segno bianco sui vetri di Ottofinestre può diventare quindi gesto meta-visivo e meta-architettonico quando più di prima è bene ricordarsi che ciò che si vede vive sempre a un passo da ciò che si tocca, si fa, si costruisce davvero.

Mat Cenere

Mat Cenere è uno street artist e illustratore italiano.

Sin da giovanissimo segue e si approccia alla scena underground del graffiti e della street art internazionale.

Mentre vive in varie città europee, approfondisce la propria ricerca artistica attraverso la sperimentazione di vari tipi di tecniche, media e supporti differenti legati principalmente al disegno e la pittura, evolvendo ed affinando la sua cifra stilistica personale, fino ad approdare alla sua identità grafica attuale.

Attingendo a livello di ricerca tecnica principalmente dall’arte incisoria, dalla grafica sia editoriale che pubblicitaria e dell’illustrazione tutta, Cenere realizza interventi capaci di interfacciare il fruitore con il contesto in cui sono inseriti, utilizzando la storia, la tradizione, il folklore e i miti dei quattro angoli del pianeta come bacino d ‘ispirazione concettuale, plasmando in questo modo allegorie grafiche capaci di far dialogare necessità narrativa e produzione visuale.

Ottofinestre

Ottofinestre è uno spazio espositivo e associazione culturale che si distingue per la sua vocazione a promuovere la ricerca artistica e culturale attraverso mostre, eventi e progetti interdisciplinari. Situato in un ambiente dinamico e accogliente, il suo obiettivo è quello di stimolare la riflessione sul rapporto tra arte e società, offrendo una piattaforma per artisti emergenti e affermati che operano in ambito contemporaneo. Una delle peculiarità di Ottofinestre è la fruibilità continua delle mostre, grazie alle otto grandi finestre che caratterizzano lo spazio espositivo, in cui molte delle opere sono visibili in qualsiasi momento, rendendo l’arte accessibile in modo permanente, giorno e notte. L’associazione annoverà tra le sue attività anche sessioni di critica (crit) per gli artisti, oltre a quelle formative e ai laboratori, creando così un punto di riferimento per l’arte e la cultura. Con un forte impegno verso l’innovazione e l’inclusività, Ottofinestre si configura come un laboratorio di sperimentazione creativa, in grado di coinvolgere il pubblico in un dialogo continuo e stimolante.

Informazioni utili

Mat Cenere. Speculum

Dal 7 al 28 ottobre 2026

Inaugurazione: 7 ottobre 2026 – ore 18.30

Dove: Ottofinestre – Via Saluzzo 88/F, Torino

Visite su appuntamento: info@ottofinestre.com | +39 3357667982

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