MANTOVA – La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Cappello 17, Sabato 3 ottobre alle ore 17.30, inaugura la mostra retrospettiva del M° Panfilo intitolata “Il cerchio e le geometrie: l’occhio di PANFILO su Mantova e i suoi antichi mestieri”.
L’esposizione è organizzata dai figli; curata da Arianna Sartori, presenta una selezione di opere di grafica (acqueforti e serigrafie) affiancate da alcuni dipinti che riprendono gli stessi soggetti.
La mostra rimane aperta al pubblico fino al 22 ottobre 2026 con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, Domenica chiuso.
Per informazioni: tel. 0376.324260,info@ariannasartori.eu
Sintesi biografica:
Panfilo (Panfilo Di Giacomo) Nato a Padova nel 1925. Deceduto a Mantova nel 2022. Figurativo moderno. Ha allestito mostre personali a Suzzara, Mantova, Pallanza, Venezia, Brescia, Bergamo. Ha partecipato a collettive e concorsi a Roma, Viterbo, Verona, Piacenza, Livorno, Bologna, Parma, Parigi, Madrid, Ferrara, Napoli, Milano, ecc. ottenendo premi e riconoscimenti. Hanno scritto di lui i critici: Buda, Carvalho, Gauthron, Lazzari, Meozzi, Millet, Pezzotta, Punzo, Salvalaggio, Servolini, Torriano, Vincenti ed altri.
Commenti critici:
Da Milano – Ivo Andreini: “…una sentita impressione che si trasmette immediatamente all’osservatore… questa particolare attitudine di cogliere l’essenzialità del vero e, così scarnita, farne dono prezioso …”
Da Mantova – Mario Cattafesta: “…(Panfilo) traduce questi stati emotivi (…) con un linguaggio penetrante e incisivo. I suoi quadri sono caratterizzati da chiari e profondi segni, che dividono le cose e i personaggi in una scomposizione abile, non gratuita …”
Da Bergamo – Lino Lazzari: “…Panfilo fa delle proposte che vale la pena di esaminare in un contesto di poche…parole, perché a lui piace essere sintetico, ma completo in ogni sua parte…”
Da Palermo – Vito La Piana: “Mantova (…) è vista in tutti i suoi aspetti più caratteristici; quegli aspetti, sovente, vengono fusi in un unico contesto, senza aneddoti, trasognati, quasi irreali, eppure sempre inconfondibili. A volte sofferma lo sguardo su figure tipiche mantovane, personaggi appartenenti ad un ambiente popolare in via di scomparizione (…) Un modo di fissare sulla tela aspetti e momenti di un folclore quasi in declino con superba verità artistica”
Da Bologna – Sandro Signorini: “Nella pittura di Panfilo si scorge un attento studio che lo porta, attraverso un processo per astrazione, a cogliere una situazione, un sentimento, un particolare stato d’animo, non nella particolarità del contingente, ma nella globalità dell’assoluto (…) Nei suoi quadri tutto è ridotto all’essenziale, quasi volesse con questo processo verificare i valori assoluti che possono dare all’uomo l’illusione di non essere solo”
Da Roma – Franco Andreani: “(…) Credo nel risultato storico della sua opera, che lascia un segno tangibile”
Da Mantova – Giulio Salvadori: “(…) ho visto Panfilo Di Giacomo nel suo studio mentre dipinge (…). Dall’impostazione delle opere e dall’impaginazione, ove ogni forma, ogni segno, ogni colore appare studiato e dosato con accorta perizia e raffinato gusto pittorico, e nulla sembra lasciato al caso, si rileva che il momento creativo è stato preceduto dalla completa maturazione del pensiero nell’animo dell’artista. Di qui la validità della sua pittura, sotto il duplice profilo del contenuto e della forma”
Da Mantova – Lanfranco: “Quando Di Giacomo dipinge cerca nella sua conclusione un rifugio (…). Talvolta egli esce come in un viaggio ad incontrare un paesaggio fiabesco. Ed ecco il castello di Mantova imprigionato nelle luci e negli orizzonti come all’interno di un cristallo di Boemia”.
Da Brescia – Luigi Armondi del Bolaffi – Mondadori – “Panfilo (attraverso le sue incisioni dedicate a Mantova) è particolarmente apprezzabile perché riesce a continuare il suo discorso raffinandosi nel segno e nella scelta dei soggetti, che rimangono legati alle tradizioni mantovane.
La trigolera, il gelataio Sossi, la venditrice di pesce, il muleta, sono figure presentate in personale interpretazione e libera ambientazione che accentuano il sapore evocativo. Sono temi che si ricordano con amore, poiché fanno parte di un passato non lontano nel tempo, ma già dimenticato dal nostro troppo correre.
Con queste sue rappresentazioni racchiuse in un cerchio, quale occhio nel passato, Panfilo ha saputo fondere con gusto raffinato e giusto equilibrio il pensiero con la realtà ed il vecchio con il nuovo, tornando ancora, come sempre, a meritarsi il plauso del suo pubblico di ammiratori”.
Da Brescia – Fabrizio Bernardelli Curuz –“Il ricordo in Panfilo è l’occhio aperto su un passato fatto di immagini fresche e lineari, profumate dalle canne dei laghi e dai vegetali sulle rive, il passato di chi si guarda alle spalle e vede un mondo inevitabilmente perduto, ritrovabile solo con l’arte (…).
Le figure di Panfilo sono fuse talmente con l’ambiente fino a diventare ambiente stesso, fino ad essere la loro funzione. Così la venditrice di pesce ha il viso che si adegua alla sua merce e il venditore di gelati è il suo carretto o si dilegua dietro ad esso.
Il segno tende alla semplificazione che il dettaglio esige, per occupare una parte mai occupata, perché in ogni oggetto vibri una forza che lo percorra tutto. Panfilo è attento all’integrazione geometrica delle parti, collega la “città dell’uomo” alla “città superna” mediante linee cielo-terra in questa Mantova di vita medioevale, di tagli dichiaro e di scuro.
Il passato per questo pittore perde il “pittoresco” per diventare testimonianza e storia delle cose semplici”
Da Mantova – Luigi Beduschi, Direttore del “Merlin”–“Le composizioni che Panfilo ha creato e racchiuso nei cerchi di queste acqueforti riconfermano in lui il geniale intuito dell’artista che sa cogliere e fondere in contesti figurativi pensieri, emozioni e ricordi di ognuno di noi”
Da Pisa – Mario Meozzi, critico de “la Zattera” – “Panfilo nel suo operare cerca sempre una sintesi formale nella composizione, attraverso il rigore dell’impaginazione, l’accordo e l’equilibrio grafico dell’immagine (…). Egli ha dato vita ad una interpretazione sintetica ed elaborata della città (…). E’ una Mantova antica, magica, raccolta su se stessa, arroccata su una striscia di terra sospesa su acque stagnanti e immobili, immersa in un’atmosfera silente (…). Panfilo tratta il tema del passato con la riscoperta di personaggi esercitanti mestieri ormai scomparsi, visti con la realtà di oggi, attraverso un flash-back, una carrellata all’indietro nel tempo. Un discorso grafico allacciato al dato mnemonico (…).
Panfilo rappresenta, in una sua personalissima sintesi formale, ambienti e figure caratteristiche quasi caricaturali, racchiuse in cerchi, come viste attraverso un flash d’obiettivo che scava nel passato alla ricerca di mestieri che non esistono più, sopraffatti dalle esigenze e dai problemi della odierna società tecnicistica (…).
Una lettura essenzialmente ottica, visiva, piacevole, al di fuori del tempo, con una leggera ombra di malinconia per il recupero di una dimensione umana che nella realtà di oggi non è più possibile avere”.
Poesie
A. Prandini (1970)
“… ora è il lago di Mantova
che parla parole
di un ciclo infinito
racchiuso in un palmo;
parole su un’acqua distesa
che culla un’inutile attesa:
risveglio di torri
di palazzi
di templi…”
Piero Crotti (1971)
UNA GIORNATA D’ESTATE SUL LAGO SUPERIORE
“Lago,
liquido piombo azzurrato
petalo acquoreo
di fiore armonioso
pace
silenzio
umiltà
Ascolto: è la voce
di onde
che nascono lontane
esatte
dolcissime
da prore inclinate
di barche sospinte
in solitudini
immense”
ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN
46100 MANTOVA – Via Cappello 17 – Tel. 0376.324260 – ,info@ariannasartori.eu
Titolo della mostra: Il cerchio e le geometrie: l’occhio di PANFILO su Mantova e i suoi antichi mestieri.
Mostra a cura di: Arianna Sartori
Inaugurazione: Sabato 3 ottobre ore 17.30
Date: dal 3 ottobre al 22 ottobre 2026
Orario: da Lunedì a Sabato 10.00-12.30/15.30-19.30, Domenica chiuso










