Fondazione Cariverona assegna le risorse del bando Capitale naturale 2026: interventi
a Mantova, Asola e Quistello per rafforzare verde urbano, zone umide e connessioni ecologiche. Sono tre degli 11 progetti sostenuti complessivamente con 4,5 milioni di euro
In sintesi
- 1,2 milioni di euro assegnati a 3 progetti nel Mantovano
- Interventi a Mantova, Asola e Quistello
- Sono 3 degli 11 progetti sostenuti complessivamente con 4,5 milioni di euro
- Obiettivo: usare la natura come infrastruttura di prevenzione e adattamento
- Un modello basato su enti pubblici, ricerca, educazione, monitoraggio e manutenzione nel tempo
Tre progetti e 1,2 milioni di euro per rigenerare il capitale naturale del Mantovano, intervenendo su città, acqua e paesaggio. Dal rafforzamento delle connessioni verdi nel capoluogo alla creazione di una nuova zona umida ad Asola, fino a un parco naturalistico e didattico a Quistello: sono gli interventi sostenuti in provincia di Mantova da Fondazione Cariverona attraverso il bando Capitale naturale 2026, che nel complesso assegna 4,5 milioni di euro a 11 progetti nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona. Alla base c’è un cambio di prospettiva: considerare suolo, acqua, vegetazione e biodiversità non come elementi accessori, ma come componenti essenziali del funzionamento di città e territori. Significa aumentare la capacità di trattenere l’acqua, ridurre il calore urbano, ricostruire connessioni ecologiche e rendere gli ecosistemi più resilienti.
«Per troppo tempo abbiamo trattato la natura come un costo da comprimere o un elemento da aggiungere a fine progetto. È un errore di impostazione. La natura è infrastruttura: quando un territorio mantiene vivi i propri habitat, funziona meglio e produce più valore. Ma, come ogni infrastruttura, deve essere progettata bene, misurata e mantenuta. Con questi 11 progetti vogliamo spostare il baricentro: spendere meno energie a rincorrere i danni e investire prima, facendo della prevenzione una scelta strutturale per il futuro dei territori», afferma Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona.
A Mantova, VERSO – Valorizzazione Ecologica e Rigenerazione Sostenibile degli spazi urbani, sostenuto con 444 mila euro, interverrà nella parte settentrionale del centro storico per rafforzare la continuità del verde urbano. Una nuova fascia vegetata e alberata lungo via Virgilio si collegherà ai giardini di Piazza Virgiliana e, attraverso questi, al lungolago del Lago di Mezzo, dove sarà ripristinato e potenziato un tratto di siepe. L’obiettivo è aumentare la dotazione verde, mitigare temperature e deflussi superficiali e rafforzare il rapporto tra gli spazi urbani e la più ampia rete ecologica del Mincio.
Ad Asola, AWARE – Asola Wetland for Awareness, Research and Education, sostenuto con 436 mila euro, realizzerà una zona umida multifunzionale collegata al canale Vaso Vò. L’intervento è pensato per migliorare la qualità delle acque, favorire la ritenzione e la rimozione dei nutrienti e aumentare la biodiversità, integrando monitoraggi chimici, biologici ed ecosistemici. Scuole e comunità saranno coinvolte attraverso percorsi educativi, citizen science e attività di cura partecipata, con l’obiettivo di costruire un modello utile anche per la futura gestione del territorio.
A Quistello, I Paesaggi del Tempo Lento, sostenuto con 300 mila euro, trasformerà un’area di circa 7.300 metri quadrati vicina al canale Sabbioncello, tra un complesso scolastico e gli impianti sportivi, in un parco naturalistico e didattico. Il progetto prevede la creazione di habitat diversificati, il rafforzamento delle connessioni ecologiche e nuovi spazi dedicati all’educazione ambientale e alla partecipazione della comunità, inserendosi nel più ampio sistema ecologico del Parco delle Golene del Secchia.
A collegare interventi molto diversi è anche il metodo. Ogni progetto è guidato da un ente pubblico territoriale e riunisce amministrazioni, università o centri di ricerca, organizzazioni con esperienza nell’educazione ambientale e altri soggetti locali. Monitoraggio, cura e strategie di gestione coerenti con le funzioni ecologiche delle aree devono essere previsti fin dall’inizio, così come il coinvolgimento di scuole, giovani e cittadini attraverso formazione, citizen science e percorsi partecipativi. «Il vero test non sarà l’inaugurazione, ma quello che resterà dopo tre anni. Se alla fine avremo realizzato un intervento ma non avremo costruito le competenze per gestirlo nel tempo, non avremo fatto un buon investimento. Se invece avremo habitat più sani, dati che misurano i risultati, amministrazioni più competenti, scuole e cittadini coinvolti e strategie di cura e gestione coerenti con le caratteristiche ecologiche delle aree, allora avremo creato capitale. È la differenza tra sostenere un’opera e costruire capacità: noi puntiamo sulla seconda», aggiunge Giordano.
Con l’edizione 2026 salgono a 47 i progetti accompagnati da Fondazione Cariverona nelle quattro edizioni di Capitale naturale, per oltre 15,5 milioni di euro complessivamente messi in campo. Nelle prime tre edizioni erano stati sostenuti 36 progetti con più di 11 milioni di euro e il coinvolgimento di oltre 250 enti partner.
BANDO CAPITALE NATURALE 2026
Progetti sostenuti
PROVINCIA DI VERONA
NATURAFORTE – HUB di socialità e biodiversità urbana
Ente: Comune di Verona
Contributo deliberato: 449.000 euro
Forte Santa Caterina diventerà un laboratorio a cielo aperto di biodiversità urbana, inclusione e conoscenza della natura. Il progetto punta a rafforzare la rete ecologica locale attraverso la riforestazione con specie autoctone, il recupero dei prati stabili e il contrasto alle specie invasive, tra cui l’ailanto. Gli effetti degli interventi saranno verificati nel tempo attraverso monitoraggi scientifici dedicati a impollinatori, fauna del suolo e vertebrati, così da misurare concretamente l’evoluzione degli habitat. Alla rigenerazione ecologica si affiancherà un programma triennale di educazione ambientale e citizen science, costruito insieme alle realtà del territorio, con particolare attenzione ai giovani. Sono previsti anche strumenti per raccontare biodiversità e interventi in modo interattivo e inclusivo, secondo i principi del Design for All. Al termine del progetto, Forte Santa Caterina sarà candidata al riconoscimento regionale di Bosco Didattico, consolidando la sua funzione di spazio per l’outdoor education e la partecipazione.
RISORGI: acqua e verde per la Buttapietra che vorrei
Ente: Comune di Buttapietra
Contributo deliberato: 449.000 euro
RISORGI mette in relazione due elementi preziosi del paesaggio di Buttapietra – una risorgiva urbana e il Bosco del Menago – per costruire una vera infrastruttura verde-blu. Nel Parco Libertà dei Popoli saranno rinaturalizzati l’alveo e le sponde della risorgiva, mentre nel Parco Bovolino e nel bosco planiziale gli interventi punteranno a migliorare la qualità ecologica e gli habitat disponibili per la fauna. Il progetto prevede anche pozze per anfibi, percorsi e strutture leggere per rendere le aree fruibili senza comprometterne il valore naturalistico. Una parte importante del lavoro sarà dedicata alla conoscenza: il TESAF dell’Università di Padova coordinerà il monitoraggio scientifico, mentre l’IIS Stefani-Bentegodi sarà coinvolto direttamente nella gestione del verde, nelle attività didattiche, nei PCTO e nella citizen science. L’obiettivo è fare in modo che, insieme agli ecosistemi, crescano anche competenze locali e capacità di gestione, sostenute da un protocollo destinato a garantire la cura delle aree nel tempo.
Sorgenti in Rete – Rigenerazione ecologica delle risorgive del Tione delle Valli
Ente: Comune di Mozzecane
Contributo deliberato: 250.000 euro
Le risorgive del Tione delle Valli saranno al centro di un intervento che punta a ricostruire habitat e connessioni ecologiche in un’area inserita nel sistema delle risorgive veronesi e collegata al vicino sito Natura 2000 “Fontanili di Povegliano”. Oggi il territorio presenta criticità legate alla semplificazione della vegetazione, alla qualità ridotta delle fasce marginali e alla frammentazione degli habitat. Sorgenti in Rete interverrà rinaturalizzando le scarpate e mettendo a dimora alberi, arbusti e specie erbacee coerenti con gli ambienti di risorgiva; saranno inoltre realizzate fasce tampone, siepi, microhabitat e rifugi pensati per anfibi, insetti, avifauna e fauna minore. Università e partner scientifici monitoreranno nel tempo qualità dell’acqua, vegetazione, fauna e habitat, producendo dati sull’efficacia degli interventi. Scuole, giovani, cittadini e realtà locali saranno coinvolti nelle attività, con l’ambizione di trasformare l’area in un laboratorio diffuso sul capitale naturale e in un modello utile anche per altre risorgive del territorio.
HORTUS EUROPAE: Orto Botanico Diffuso per la tutela e valorizzazione della
biodiversità del Baldo
Ente: Comune di Ferrara di Monte Baldo
Contributo deliberato: 443.000 euro
HORTUS EUROPAE porta l’idea di orto botanico fuori dai suoi confini tradizionali. L’Orto Botanico di Novezzina diventerà il centro di una rete che collegherà collezioni botaniche, prati, pascoli, boschi, microhabitat alpini, ambienti umidi e pozze montane del Monte Baldo. Il progetto agirà sia “ex situ”, riqualificando l’Orto e recuperandone collezioni e funzionalità, sia direttamente sul territorio, con interventi di gestione conservativa, semine di specie autoctone e recupero di habitat naturali terrestri e umidi. La biodiversità sarà monitorata scientificamente e anche cittadini e visitatori potranno contribuire attraverso iniziative di citizen science e raccolta georeferenziata di dati floristici ed ecosistemici. Il progetto vuole così rafforzare contemporaneamente funzionalità ecologica, resilienza climatica e valore scientifico e culturale del Baldo. Un Living Lab agroecologico metterà inoltre in relazione tutela della biodiversità, custodia del territorio e valorizzazione delle filiere locali, coinvolgendo comunità, realtà formative e soggetti economici dell’area.
PROVINCIA DI VICENZA
AGIRE Gentile: Azioni per la Gestione Idraulica e la Riqualificazione Ecosistemica del Fiume Retrone
Ente: Provincia di Vicenza
Contributo deliberato: 449.000 euro
AGIRE Gentile è il primo atto operativo del Contratto di Fiume Retrone e affronta il bacino non come una somma di singoli corsi d’acqua, ma come un sistema ecologico da ricucire. Rogge, canali e polle di risorgiva saranno rinaturalizzati attraverso interventi che comprendono anche fasce tampone vegetate, con l’obiettivo di rafforzare la connettività ecologica e la naturale capacità autodepurativa del reticolo idrico. Nei contesti urbanizzati e periurbani saranno invece sperimentate Nature-Based Solutions, compresi interventi pilota di de-impermeabilizzazione per migliorare il deflusso delle acque e restituire continuità alla rete ecologica. Una delle parti più innovative riguarda ciò che accadrà dopo i lavori: insieme al Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta sarà elaborato un vademecum di “manutenzione gentile”, capace di tenere insieme sicurezza idraulica e biodiversità. Anche gli agricoltori saranno coinvolti attraverso specifici patti per la cura ecologica delle sponde, mentre scuole e cittadini parteciperanno a percorsi di educazione e sensibilizzazione.
Plug-Green – Moduli giardino pre-vegetati per la depavimentazione e naturalizzazione di aree urbane
Ente: Comune di Vicenza
Contributo deliberato: 435.000 euro
Plug-Green sperimenta un modo nuovo e molto concreto di portare natura dove oggi c’è asfalto. Il progetto realizzerà dieci moduli verdi, ognuno delle dimensioni di un posto auto, da installare in altrettanti siti selezionati in città. Ogni modulo comprenderà un albero, due arbusti, sei-otto cespugli e un prato fiorito. La particolarità è nel metodo: invece di realizzare tutto in strada, le componenti vegetali saranno preparate, coltivate e sottoposte a stress test in condizioni controllate, dopo un’analisi microclimatica dei siti. Solo dopo i moduli completi saranno trasferiti negli spazi definitivi. Il sistema è progettato per richiedere poca manutenzione e resistere agli stress termici e idrici, anche durante prolungati periodi senza precipitazioni. I benefici saranno misurati in termini di gestione dell’acqua piovana, ricarica delle falde, riduzione degli inquinanti e incremento della biodiversità. La sperimentazione consentirà così di verificare sul campo un modello standardizzato di rinaturalizzazione urbana applicabile ad altri spazi della città.
PROVINCIA DI BELLUNO
C.A.R.E. – Conca Alpago: Ripristino Ecosistemico
Ente: Comune di Tambre
Contributo deliberato: 410.000 euro
In Alpago il problema ambientale non è soltanto la perdita di natura, ma anche la progressiva scomparsa di alcuni ambienti aperti di montagna. L’abbandono delle pratiche pascolive sta infatti favorendo l’avanzata della vegetazione arbustiva e la chiusura di prati e pascoli, riducendo quel mosaico di habitat dal quale dipendono diverse specie vegetali e animali. C.A.R.E. interverrà con il recupero delle superfici pascolive e con tagli selettivi e diradamenti nelle aree colonizzate da arbusti, favorendo il ritorno di habitat erbacei e micro-arbustivi. Un articolato programma di monitoraggio seguirà per più anni la risposta della fauna, anche attraverso analisi bioacustiche, con particolare attenzione a specie legate agli ambienti aperti come coturnice, fagiano di monte e re di quaglie. I dati prodotti potranno offrire informazioni utili anche alla gestione di ecosistemi analoghi lungo l’arco alpino. Accanto al lavoro sul campo, eventi, formazione ed educazione ambientale coinvolgeranno comunità, scuole, enti territoriali e realtà locali, facendo della biodiversità anche un elemento di identità e gestione condivisa della montagna.
PROVINCIA DI MANTOVA
VERSO – Valorizzazione Ecologica e Rigenerazione SOstenibile degli spazi urbani
Ente: Comune di Mantova
Contributo deliberato: 444.000 euro
VERSO prova a fare entrare la rete ecologica del Mincio nel tessuto compatto della città. Il progetto concentra due interventi nella parte settentrionale del centro storico: lungo via Virgilio saranno realizzate una fascia verde, una siepe e nuove alberature, formando un corridoio fruibile dai pedoni e collegato ai giardini di Piazza Virgiliana; da qui la connessione proseguirà verso il lungolago del Lago di Mezzo, dove sarà ripristinato e rafforzato un lungo tratto di siepe. Non si tratta soltanto di aumentare la quantità di verde: gli interventi sono progettati per creare continuità tra gli habitat urbani e il più ampio sistema del Mincio, aumentando la biodiversità e contribuendo a mitigare temperature, deflussi superficiali e inquinamento. Nei nuovi spazi saranno inoltre sperimentate strategie di manutenzione sostenibile a lungo termine, valutandone la possibile estensione ad altre aree verdi cittadine. Il percorso sarà accompagnato da attività di ascolto, educazione e coinvolgimento delle giovani generazioni e dal supporto scientifico dell’Università Iuav di Venezia.
AWARE – Asola Wetland for Awareness, Research and Education
Ente: Comune di Asola
Contributo deliberato: 436.000 euro
AWARE nasce in un settore del bacino del Chiese segnato dal surplus di nutrienti di origine agricola e dalla progressiva semplificazione del paesaggio. Il cuore del progetto sarà una nuova zona umida multifunzionale collegata al canale Vaso Vò: non soltanto un nuovo habitat, ma un sistema naturale progettato per trattenere e rimuovere nutrienti, migliorare la qualità delle acque e aumentare la biodiversità. Tecniche di ingegneria naturalistica, gestione dei flussi idrici ed evoluzione spontanea della vegetazione contribuiranno alla stabilità e al funzionamento del sistema canale-zona umida. La componente scientifica avrà un ruolo centrale: monitoraggi chimici, biologici ed ecosistemici permetteranno di verificare i risultati e alimenteranno un database ambientale pensato per supportare la gestione futura e valutare la replicabilità del modello anche su scala più ampia. Accanto alla ricerca ci sarà un forte investimento sulla comunità, con percorsi educativi per gli studenti, citizen science e giornate di cura partecipata. AWARE vuole così dimostrare come riqualificazione ecologica, conoscenza scientifica e partecipazione possano diventare parti dello stesso intervento.
I PAESAGGI DEL TEMPO LENTO
Ente: Comune di Quistello
Contributo deliberato: 300.000 euro
Un’area di circa 7.300 metri quadrati, oggi priva di una precisa funzione ecologica, diventerà un parco naturalistico e didattico nel cuore di Quistello. Lo spazio si trova in una posizione particolare: tra un complesso scolastico, il polo sportivo e il canale Sabbioncello, ma al tempo stesso all’interno del più ampio sistema ecologico del Parco delle Golene del Secchia. Il progetto sfrutterà proprio questa collocazione per trasformare un’area di passaggio in un punto di connessione tra città e natura. Gli interventi di rinaturalizzazione creeranno habitat diversificati e rafforzeranno la continuità della rete ecologica locale; percorsi e spazi dedicati alla didattica renderanno invece il parco un luogo da vivere quotidianamente, soprattutto per scuole e famiglie. La comunità sarà coinvolta non soltanto nella fruizione ma anche nella conoscenza e nella cura del nuovo spazio. Monitoraggio, manutenzione e partecipazione sono infatti parte del progetto, con l’obiettivo di costruire nel tempo una gestione condivisa capace di tenere insieme qualità paesaggistica, educazione ambientale e uso pubblico.
PROVINCIA DI ANCONA
POLI(S)CITY. Spazi comuni, verde e diritto all’ombra nella rigenerazione di una città poliedrica
Ente: Comune di Fabriano
Contributo deliberato: 435.000 euro
Nel quartiere Borgo di Fabriano, POLI(S)CITY traduce il “diritto all’ombra” in un progetto concreto di rigenerazione urbana. L’area presenta una carenza strutturale di verde e copertura arborea, con conseguenze in termini di isole di calore e qualità degli spazi pubblici. La scelta del quartiere non è casuale: nasce da un lavoro di analisi condotto dall’Università Politecnica delle Marche, che ha individuato il Borgo come uno dei contesti cittadini con maggiore urgenza e potenziale di trasformazione. Il cuore dell’intervento saranno cinque Tiny Forests educative, realizzate secondo il Metodo Miyawaki nell’area verde centrale e in via Igino Rizzi. Ognuna sarà associata a una specifica funzione: biodiversità, adattamento al clima futuro, coesione sociale, mitigazione termica o qualità dell’aria. A queste si aggiungeranno nuove alberature lungo i principali viali, dove precedenti impianti non hanno avuto successo. La progettazione delle specie, il monitoraggio scientifico e la rigenerazione degli spazi saranno accompagnati da educazione ambientale, attività interattive con le scuole e percorsi di co-progettazione, trasformando il verde in infrastruttura ambientale e sociale del quartiere.
