Il turismo mantovano sta crescendo. CONFCOMMERCIO MANTOVA: “LEGALITÀ E CONTRATTI REGOLARI”

Dal Dosso: “65% di irregolarità? Non nel settore, ma nelle imprese controllate. Le nostre imprese applicano i contratti collettivi nazionali di riferimento, garanzia di legalità. Scuola e imprese devono lavorare sempre più insieme per costruire professionalità e offrire ai giovani concrete prospettive di crescita”

PORTO MANTOVANO (MN)– Legalità, corretta applicazione dei contratti collettivi, formazione e destagionalizzazione sono obiettivi sui quali è necessario lavorare insieme, evitando però generalizzazioni che rischiano di restituire un’immagine distorta di un settore che rappresenta una componente sempre più importante dell’economia e dell’occupazione mantovana. È la posizione di Confcommercio Mantova nel dibattito che si è aperto sulle condizioni di lavoro nel turismo e nella ristorazione.

“Il contrasto al lavoro nero e a ogni forma di irregolarità ci trova pienamente concordi – sottolinea il direttore generale di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso (nella foto) – e da sempre siamo impegnati contro ogni forma di illegalità e di dumping contrattuale: chi opera fuori dalle regole infatti danneggia prima di tutto le imprese sane, oltre naturalmente i lavoratori. Allo stesso tempo, riteniamo necessario evitare che dati riferiti alle irregolarità riscontrate nell’attività ispettiva vengano automaticamente estesi all’intero comparto: va specificato che il 65% non riguarda tutte le posizioni lavorative del turismo mantovano ma solo le posizioni e le imprese oggetto di controllo: si tratta di una distinzione sostanziale, perché le due situazioni descrivono realtà molto diverse”. 

“Le aziende associate a Confcommercio e al relativo sistema confederale operano nel rispetto delle norme e applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento, sottoscritti dalle parti sociali, datoriali e sindacali, maggiormente rappresentative. Si tratta di contratti che assicurano tutele economiche e normative ai lavoratori e, contemporaneamente – aggiunge Dal Dosso – mettono a disposizione delle imprese gli strumenti di flessibilità necessari per gestire in piena legalità un settore caratterizzato da picchi di attività, stagionalità, festività e forte variabilità della domanda”.

“La qualità del lavoro e la sostenibilità economica delle imprese non sono obiettivi contrapposti. Un’impresa che vuole crescere ha interesse ad avere collaboratori preparati, motivati e possibilmente stabili. Ma occorre anche tenere conto delle caratteristiche specifiche del turismo e della ristorazione e della necessità di rendere sempre più attrattive queste professioni”.

I dati ufficiali confermano il peso del comparto sul mercato del lavoro mantovano. Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, le imprese della provincia di Mantova programmano  in un anno circa 3.400 ingressi nei settori servizi di alloggio, ristorazione e turistici, facendo del turismo uno dei settori con la maggiore domanda di personale della provincia.

Solo a  settembre 2026, nel comparto “servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici” erano previsti 310 ingressi.

Il problema con cui le aziende devono confrontarsi è però quello della disponibilità di personale e delle competenze. In provincia, oltre la metà delle entrate programmate complessivamente dalle imprese – il 53,3% – risulta di difficile reperimento.

Su questo fronte Confcommercio Mantova condivide pienamente la necessità di rafforzare il rapporto tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro.

“L’obiettivo – prosegue Dal Dosso – è fare rete per lavorare ancora di più con gli istituti scolastici del territorio. Alternanza scuola-lavoro, stage e tirocini devono diventare strumenti attraverso i quali far conoscere ai ragazzi le imprese e, nello stesso tempo, permettere alle aziende di incontrare giovani motivati. Il settore ha bisogno di camerieri, cuochi e addetti all’accoglienza, ma sempre più anche di professionalità con competenze linguistiche, digitali, organizzative e gestionali”.

Secondo Confcommercio Mantova occorre quindi costruire una filiera stabile tra orientamento, istruzione, formazione e impresa, coinvolgendo scuole, associazioni imprenditoriali, istituzioni e organizzazioni sindacali.

Confcommercio condivide anche l’obiettivo di rendere il turismo mantovano meno stagionale. “È un tema sul quale insistiamo da tempo. Più riusciamo a distribuire gli arrivi durante l’intero arco dell’anno, più le imprese possono programmare l’attività e gli investimenti e creare condizioni favorevoli alla continuità occupazionale”.

I numeri dimostrano che esistono le condizioni per fare un salto di qualità. Nel 2025 la provincia di Mantova ha registrato 372.355 arrivi e 838.513 presenze, rispettivamente in crescita del 9,88% e del 9,26% rispetto al 2024. Per Confcommercio Mantova, dunque, la strada deve essere quella di rafforzare il calendario degli eventi, valorizzare il turismo culturale ed enogastronomico, integrare maggiormente città e provincia e costruire prodotti turistici capaci di generare presenze anche nei mesi tradizionalmente più deboli.

“Il turismo mantovano sta crescendo e questa crescita deve tradursi sempre più in valore per il territorio, per le imprese e per chi vi lavora. Per farlo servono legalità e rispetto dei contratti realmente rappresentativi, ma anche imprese economicamente sostenibili, formazione, professionalità e politiche territoriali capaci di generare domanda durante tutto l’anno. È su questi obiettivi concreti che crediamo sia utile concentrare il confronto”, conclude Confcommercio Mantova.

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