La poetessa, saggista e traduttrice canadese Anne Carson, nel 2024, a 25 anni dalla pubblicazione del suo libro “Autobiografia del Rosso” (La nave di Teseo) era tornata in Italia, dopo lungo tempo, per La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.
Nell’occasione, in cui era stata ospite al Piccolo Teatro Paolo Grassi di Milano al fianco della scrittrice Claudia Durastanti e della giornalista Cristina Taglietti che le avevano reso omaggio, le era stato conferito il Premio Rosa d’oro de La Milanesiana da Elisabetta Sgarbi.
Di seguito le motivazioni del Premio Rosa d’oro de La Milanesiana:
Cristina Taglietti: “Classicista, poetessa, romanziera, saggista, Anne Carson è un’audace sperimentatrice che celebra, nella sua opera, la complessità della letteratura, della vita, del mondo. L’originalità, la ricchezza dei temi, la lingua esatta e preziosa, trascendono generi, forme e convenzioni portando il lettore in un territorio sconosciuto, sorprendente, tessuto di rimandi al mondo classico, che nelle sue mani diventa una mappa viva per il tempo presente. La sua opera è uno scrigno pregiato che integra vissuti privati e passioni moderne, attraversata da infinite suggestioni per saperi e arti diverse, dalla filosofia alla musica al fumetto. Una volta aperto, coinvolge tutti i sensi rendendo visibili anche quei momenti impalpabili che nutrono le nostre vite e che soltanto la grande letteratura sa cogliere”.
Claudia Durastanti: “Inizierai a leggere Anne Carson e scoprirai che i versi possono esistere solo nella prigione ritmica della loro bellezza, però ogni verso vuole anche esplodere, liberarsi dalla gabbia che ne giustifica l’esistenza. La poesia è il genere della cattività, della gabbia che si fa più importante della creatura che contiene, e quella a volte piange, a volte scappa, ma nella maggior parte dei casi si innamora del suo carceriere.”

