Nella giornata del 7 ottobre i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Viadana, unitamente ai Carabinieri della Stazione di Bozzolo ed al personale della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Mantova, hanno notificato al titolare di un bar del luogo l’ordinanza di sospensione della licenza e quindi la chiusura dello stesso per DIECI GIORNI, ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S.
La chiusura dell’attività è stata proposta dai militari dell’Arma dei Carabinieri a seguito del ritrovo abituale di persone pregiudicate, nonché teatro di vari episodi di disordini causati dagli avventori l’ultimo dei quali è risultato particolarmente grave ed ha visto il ferimento di un soggetto con un’arma da taglio. Ragioni ritenute più che sufficienti per il personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Viadana per rappresentare ed inoltrare alla Questura di Mantova la situazione di elevato allarme sociale, chiedendo l’emissione dell’ordinanza di sospensione della licenza di somministrazione di cibi e bevande, come previsto dalla vigente normativa, al fine di interrompere il protrarsi di una situazione socialmente pericolosa e, nel contempo, prevenire il reiterarsi di questo genere di situazioni.
Tale proposta, avanzata con finalità di prevenzione e diretta a produrre un effetto dissuasivo da attuarsi in relazione agli incontestabili elementi informativi raccolti, ha portato il Questore di Mantova a condividere le risultanze investigative, emettendo così il provvedimento amministrativo della temporanea sospensione dell’attività commerciale per 10 giorni, come prevede la normativa, ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S. (Testo unico in materia di Leggi di Pubblica Sicurezza).
La sospensione della licenza di un pubblico esercizio, spiegano i Carabinieri, prevista dalla norma in esame, non ha la finalità di sanzionare la soggettiva condotta del gestore del pubblico esercizio per il verificarsi di condizioni potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, bensì di impedire – attraverso la temporanea chiusura del locale – il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale e, nel contempo, di prevenire il reiterarsi di questo genere di situazioni, rendendo consapevoli quei soggetti della circostanza che la loro presenza è stata rilevata dall’Autorità, in modo da indurre il definitivo allontanamento degli stessi, o il modificarsi della loro condotta.
Giova evidenziare che nel maggio dell’anno scorso lo stesso esercizio pubblico era stato sottoposto ad analogo provvedimento per le stesse odierne motivazioni.

