Le mie Galápagos” di Walter Landini: un viaggio nelle isole uniche tra meraviglia e ferita. In libreria dal 20 ottobre

Copertina del libro 'Le mie Galápagos' di Walter Landini, con una tartaruga e un paesaggio vulcanico sullo sfondo, un sole rosso al tramonto.

C’è un luogo sulla Terra che più di ogni altro incarna la soglia sottile tra l’incanto incontaminato della Natura e la mano imminente dell’uomo. Quel luogo sono le Galápagos.

Con Le mie Galápagos. Memorie di un incanto violato, il paleontologo Walter Landini offre una narrazione intima e partecipe, ben lontana dalla rigidità di un manuale accademico o dalla superficialità di un diario di viaggio. Nato dal ricordo delle sue spedizioni scientifiche sul campo, il libro lascia emergere una voce profonda, in cui l’osservazione del biota e dei fossili si intreccia con il rispetto, la nostalgia e il dovere del ricordo.

Dal 20 ottobre in tutte le librerie fisiche e online.

In queste pagine sono le isole stesse a prendere la parola per raccontare le loro creature uniche: dal rifiuto dignitoso di Lonesome George, la celebre tartaruga gigante che accompagnò in silenzio all’estinzione la propria specie, all’improvvisa e fragile apparizione dell’iguana rosa, fino alla rivolta genetica dei pomodori e alla leggenda antica della Maldición de la Tortuga. 

Attraversando i secoli — dalle leggende dei navigatori che le temevano come “Islas Encantadas” evanescenti, fino alla rivoluzione scientifica firmata da Charles Darwin e al successivo arrivo dello sfruttamento e del turismo di massa —, Landini restituisce la complessa bellezza di un territorio conteso tra meraviglia e ferita. Le navi da crociera di oggi, guidate da cupi richiami, sono le nuove sirene di un pellegrinaggio laico che mette alla prova la tutela di questo delicato Santuario della Natura.  Senza mai cedere all’autoreferenzialità, Landini mette la sua straordinaria esperienza scientifica — costruita in decenni di ricerca presso l’Università di Pisa e in spedizioni internazionali — al servizio di un racconto universale. Un libro che invita chi legge a porsi come ospite custode, riscoprendo il senso del limite e la necessità di proteggere ciò che di più prezioso il pianeta ha da offrire.


Le Galápagos, oggi, sono considerate il “santuario laico” della Natura per eccellenza: un laboratorio biologico irripetibile per gli scienziati che desiderano lasciare un contributo ai posteri, e al tempo stesso una meta ambita e sofisticata, promossa a pieno titolo dalle agenzie di viaggio internazionali. Ma sotto quella veste raffinata, l’epidermide insulare reca cicatrici profonde, impresse da secoli di brutalità: paesaggi rifiutati e infranti, faune depredate senza misura, ecosistemi compromessi. Carceri di massima sicurezza, nate fuori da ogni regola, imprese commerciali che ne ereditarono i metodi spietati. In quella secolare ostilità verso l’uomo, qualcuno scorse l’ombra di un sortilegio antico: forse la vendetta silenziosa di una Natura tradita, o forse l’anatema lanciato dagli umili giganti che, sin dal primo incontro, pagarono il prezzo più alto. Da allora, le isole portano inciso nel loro destino un nome che è insieme memoria e leggenda: “la maledición de la tortuga” (dall’introduzione di Walter Landini)

Walter Landini (Portovenere, 1946) è stato professore ordinario di Paleontologia presso l’Università di Pisa. Tra i massimi esperti nello studio dei vertebrati e della biogeografia del Pacifico Orientale, ha guidato prestigiose spedizioni scientifiche internazionali (dall’Argentina al deserto del Gobi). Ideatore della Rete museale “Pangea” e saggista, ha dedicato gran parte della sua carriera alla ricerca e all’educazione ambientale.Dal 2001 è responsabile editoriale della “Palaeontographia Italica”, una delle più antiche riviste di paleontologia a livello europeo ed è vice presidente della Società Toscana di Scienze Naturali.

Walter Landini

Le mie Galápagos. Memorie di un incanto violato

Collana Scientia

Pagine: 258 | Prezzo: 18,00 € 

Töpffer edizioni

Dal 20 ottobre

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