La transumanza, l’arte dei muretti a secco e l’alpinismo raccontano tradizioni, saperi e pratiche millenarie che nel territorio valtellinese trovano una straordinaria espressione
SONDRIO – La Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, che si celebra il 17 ottobre, è un’occasione per portare in primo piano le tradizioni vive e i saperi millenari che contribuiscono a definire l’identità di un territorio e dei suoi abitanti. È un appuntamento che invita a promuovere queste pratiche straordinarie.
In questo contesto, l’Italia ricopre un ruolo di capofila grazie a un patrimonio ampio, vario e di grande valore. Alcune di queste realtà trovano collocazione nelle aree montane alpine e, in particolare, in Valtellina: tra queste, la transumanza, l’antica pratica della migrazione stagionale del bestiame, che conserva un ricco bagaglio di usanze e feste pastorali, e l’arte dei muretti a secco, testimonianza di una sapienza artigianale che consiste nel disporre le pietre una sull’altra senza l’utilizzo di leganti, contribuendo così a modellare il paesaggio rurale e a contrastare il dissesto idrogeologico. Insieme a questi anche l’Alpinismo, tradizione che racconta dello speciale rapporto dell’uomo con la montagna e le sue sfide.
E questi non sono gli unici patrimoni che si incontrano tra le Orobie e le Alpi Retiche. Il patrimonio culturale immateriale italiano comprende infatti tradizioni e saperi che raccontano la straordinaria ricchezza culturale del Paese, dalla cerca e cavatura del tartufo alla cucina italiana, entrambe riconosciute dall’UNESCO. Accanto a questo patrimonio di pratiche e conoscenze si colloca quello materiale, di cui la Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina rappresenta una delle testimonianze più significative per il territorio valtellinese: un’opera di ingegneria che raggiunge Tirano e si snoda attraverso lo spettacolare paesaggio alpino tra Italia e Svizzera.
TRANSUMANZA, ARTE DEI MURETTI A SECCO E ALPINISMO
Si parla di tre patrimoni culturali immateriali dell’umanità perché ciò che l’UNESCO riconosce e tutela è l’insieme di saperi, pratiche e tradizioni che si sono tramandati nel tempo. L’arte dei muretti a secco, la transumanza e l’alpinismo condividono, inoltre, un profondo legame con la terra e con il paesaggio: elementi che contribuiscono a renderle realtà ancora oggi molto amate dagli abitanti della Valtellina e da chi conosce, vive e frequenta questo territorio.
I muretti a secco della Valtellina rappresentano un’importante espressione della cultura e della tradizione agricola locale. Nel 2018 l’arte di costruirli è stata riconosciuta dall’UNESCO, valorizzando una tecnica legata al rapporto tra uomo e natura. La tecnica consiste nella scelta e nell’incastro delle pietre, senza cemento o malta. Ha permesso agli agricoltori di rendere coltivabili i ripidi pendii montani, dal Comune di Buglio in Monte a quello di Tirano, e dai 300 metri di altitudine fino a sfiorare gli 800 metri. In tutto si contano circa 2.500 km di muretti e 750 ettari di terrazzamenti, coltivati soprattutto a vite. I terrazzamenti, riconosciuti anche come Paesaggio Rurale Storico, formano un importante elemento di tradizione e cultura, frutto del lavoro di generazioni di agricoltori. Qui cresce il Nebbiolo delle Alpi, vitigno simbolo della Valtellina, in un ambiente dove uomo, natura e paesaggio sono profondamente interconnessi.
In Valtellina la transumanza (riconosciuta patrimonio immateriale nel 2019) è una tradizione ancora viva, legata al rientro del bestiame dagli alpeggi estivi verso le stalle di fondovalle. Ogni autunno questo antico rito diventa anche un momento di festa per le comunità locali, con appuntamenti dedicati alla celebrazione del ritorno degli animali, come quelli organizzati a Livigno, Valdidentro e ad Albosaggia. Questa pratica conserva così non solo la memoria dell’antica economia pastorale, ma anche saperi, usanze e forme di partecipazione comunitaria profondamente radicate nel territorio valtellinese.
Sempre nel 2019 l’alpinismo ha ricevuto il riconoscimento, a seguito di una candidatura congiunta di Italia, Francia e Svizzera. Come le altre due tradizioni, rappresenta un patrimonio di conoscenze, abilità ed esperienze tramandate nel tempo, profondamente legato al territorio e al rapporto tra uomo e natura. L’alpinismo non è soltanto scalare le montagne, ma una cultura basata sulla conoscenza dell’ambiente montano, sulla solidarietà e sulla fiducia reciproca, che trasmette valori di rispetto e responsabilità, mantenendo viva la tradizione della montagna e tramandandola alle nuove generazioni.
I PATRIMONI IMMATERIALI ITALIANI PRESENTI ANCHE IN VALTELLINA
Ma il patrimonio culturale immateriale italiano è molto più ampio e comprende tradizioni, saperi e pratiche che raccontano la straordinaria varietà culturale del Paese. Tra queste troviamo la cucina italiana e la cerca e cavatura del tartufo, presenti anche in Valtellina.
La cucina italiana, riconosciuta dall’UNESCO nel 2025, comprende tradizioni, conoscenze e pratiche legate alla preparazione e alla condivisione del cibo. In Valtellina queste tradizioni si esprimono attraverso prodotti e piatti identitari diffusi a livello internazionale, come i Pizzoccheri della Valtellina IGP, la Bresaola della Valtellina IGP e i formaggi Bitto DOP e Valtellina Casera DOP. A questi si aggiungono i vini valtellinesi, tra cui il Valtellina Superiore DOCG e lo Sforzato di Valtellina DOCG, prodotti principalmente con il Nebbiolo delle Alpi.
La cerca e cavatura del tartufo, riconosciuta dall’UNESCO nel 2021, tutela l’arte dei cercatori, i tartufai, e dei loro cani in tutta Italia, senza esclusioni geografiche. In Valtellina questa attività, concentrata soprattutto nella Costiera dei Cech e nella zona di Morbegno, è emersa in tempi relativamente recenti grazie a un piccolo nucleo di appassionati locali e alla presenza di boschi adatti. Non appartiene quindi al folklore secolare della valle come la viticoltura eroica, ma rappresenta comunque un esempio di rapporto tra uomo, natura e territorio.
LA VALTELLINA È ANCHE PATRIMONIO MATERIALE DELL’UMANITÀ
La Valtellina è parte di uno dei più significativi patrimoni materiali dell’umanità: la Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina, iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2008. Il riconoscimento riguarda una straordinaria opera di ingegneria ferroviaria che attraversa il paesaggio alpino collegando Tirano a St. Moritz.
Il tratto della ferrovia, conosciuto come Trenino Rosso del Bernina, permette di attraversare paesaggi molto diversi, dal santuario della Madonna di Tirano fino agli ambienti di alta montagna, tra laghi, ghiacciai e vette alpine. I punti più caratteristici del percorso sono il viadotto elicoidale di Brusio, il Lago Bianco, il Lago Nero e l’Ospizio Bernina, a 2.253 metri di altitudine.
La Ferrovia retica rappresenta quindi un importante esempio di integrazione tra opera dell’uomo e ambiente naturale: la ferrovia si inserisce nel paesaggio alpino senza perdere il suo valore storico e ingegneristico, diventando essa stessa parte del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio.
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Per maggiori informazioni sul territorio della Valtellina: www.valtellina.it
A proposito di APF Valtellina

L’Azienda di Promozione e Formazione della Valtellina è Azienda Speciale della Provincia di Sondrio e ha l’obiettivo di comunicare e promuovere questo territorio montuoso nel nord della Lombardia, al confine con il cantone svizzero dei Grigioni, che, in uno spazio relativamente contenuto, racchiude un’infinita varietà di emozioni. È un luogo dove imparare ad amare e a vivere la montagna nelle sue espressioni più autentiche: dal richiamo irresistibile e severo delle cime, anche oltre i 4.000 metri, alla dolcezza di prati, pascoli e vigneti. Una palestra a cielo aperto adatta a tutti, dagli amanti dello sport alle famiglie, da scoprire ognuno al proprio passo. Ma la Valtellina è anche un territorio di borghi ricchi di storia, dove le tradizioni sono conservate da produttori, vigneron, agricoltori e allevatori, persone che valorizzano un’enogastronomia dalle caratteristiche uniche che difendono con orgoglio la propria terra.
Per dar voce a questo mosaico di realtà che compongono un’unica destinazione, caratterizzata da valori ed eccellenze comuni (identità, ospitalità, accoglienza, purezza della natura, cultura, enogastronomia), APF Valtellina collabora con i vari Consorzi locali, infopoint ed enti di promozione turistica, oltre che protagonisti del mondo enogastronomico come Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina e Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina.



