ANDREA JORI
FENOMENOLOGIA DI PINOCCHIO
Processi identitari dai miti arcaici alla metamorfosi del digitale
Fondazione Centro Studi Campostrini – Verona
24 ottobre – 20 dicembre 2026
Inaugurazione: sabato 24 ottobre 2026, ore 16.30
VERONA – In occasione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Carlo Collodi (1826–2026), la Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona presenta Fenomenologia di Pinocchio. Processi identitari dai miti arcaici alla metamorfosi del digitale, un’importante esposizione dedicata all’artista mantovano Andrea Jori, che ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca artistica intorno a uno dei personaggi più emblematici della letteratura universale.
La mostra propone un articolato itinerario tra pittura, scultura, grafica e sperimentazioni multimediali, restituendo la complessità di un percorso creativo nel quale Pinocchio abbandona progressivamente la propria dimensione fiabesca per assumere il valore di un archetipo universale, simbolo della metamorfosi, della conoscenza e dell’incessante ricerca dell’identità.
Nella visione di Andrea Jori, il burattino di Collodi non è soltanto una creatura di legno desiderosa di diventare umana, ma una figura sospesa tra materia e spirito, istinto e ragione, libertà e condizionamento. Il suo viaggio diviene metafora dell’esistenza, un percorso iniziatico attraversato da errori, contraddizioni, cadute e rinascite, nel quale ogni trasformazione rappresenta una nuova possibilità di conoscenza.
L’esposizione attraversa oltre mezzo secolo di attività artistica, dagli esordi degli anni Settanta fino alle più recenti sperimentazioni, evidenziando la straordinaria continuità di una ricerca capace di rinnovare costantemente i propri linguaggi.
Il percorso si articola in tre grandi sezioni cronologiche. La prima, Gli esordi (1970–1990), documenta l’incontro dell’artista con il mito collodiano e le prime elaborazioni figurative e simboliche. La seconda, La ricerca (1990–2010), approfondisce la dimensione filosofica ed esistenziale di Pinocchio, interpretato come metafora della vita umana. La terza, Le sperimentazioni (2010–2026), testimonia l’apertura verso linguaggi sinestetici, rituali e transmediali, nei quali la ricerca artistica si confronta con le possibilità espressive della contemporaneità.
Uno degli aspetti più significativi dell’opera di Jori risiede nella particolare costruzione delle immagini. Le figure si sviluppano attraverso articolazioni geometriche, strutture modulari e campiture cromatiche intense, nelle quali il segno assume una funzione non semplicemente descrittiva, ma generativa. La formazione plastica dell’artista emerge anche nelle opere bidimensionali, dove la superficie pittorica sembra organizzarsi secondo un’architettura interna, capace di suggerire profondità e movimento.
Come evidenzia Massimo Pirotti nel suo saggio critico pubblicato in catalogo, il colore diviene elemento costruttivo e il segno si comporta come una partitura visiva, organizzando lo spazio attraverso un ritmo continuo. La pittura di Jori coniuga così il rigore della progettazione con la vitalità dell’immaginazione, mentre il passaggio dalla materia fisica alle tecnologie digitali rappresenta un’evoluzione coerente della sua poetica.
Accanto alle opere pittoriche e grafiche, un ruolo significativo è affidato alla scultura, ambito fondamentale della ricerca dell’artista, che attraverso terracotta, ceramica e materiali eterogenei restituisce una dimensione plastica e simbolica al personaggio collodiano. A questa indagine si affiancano sperimentazioni che coinvolgono videoarte, linguaggi digitali, installazioni e nuove modalità di relazione tra immagine, parola e suono.
La mostra affronta inoltre le molteplici implicazioni filosofiche, psicologiche ed esoteriche del racconto di Collodi. Il rapporto con i miti antichi, le simbologie alchemiche, gli archetipi della trasformazione e i processi di individuazione dell’essere umano costituiscono altrettante chiavi interpretative attraverso le quali Jori restituisce al celebre burattino una sorprendente attualità.
Particolarmente significativo è il confronto con l’epoca digitale, nella quale l’identità individuale appare sempre più mutevole, frammentata e sospesa tra dimensione reale e virtuale. In questa prospettiva Pinocchio, creatura artificiale alla ricerca della propria umanità, diviene una figura capace di interrogare il presente, anticipando simbolicamente alcune delle questioni più urgenti legate al rapporto tra uomo, tecnologia e rappresentazione di sé.
Fenomenologia di Pinocchio non si limita dunque a ripercorrere la fortuna iconografica del personaggio collodiano, ma propone una riflessione più ampia sulla condizione umana. L’ironia, la dimensione onirica e la vivacità cromatica delle opere convivono con un pensiero articolato, nel quale l’arte diviene strumento di indagine e di conoscenza.
Ad accompagnare l’esposizione è un catalogo pubblicato dalle Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, a cura di Rosa Meri Palvarini e Massimo Schiavi, che raccoglie contributi critici e interdisciplinari di Andrea Jori, Andrea Maiello, Massimo Pirotti, Lorenzo Spoletti, Chiara Mortari e Alessandro Del Zotto. I saggi approfondiscono il percorso dell’artista attraverso prospettive storico-artistiche, letterarie, filosofiche e psicologiche, offrendo un’ampia lettura della sua ricerca.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Centro Studi Campostrini e realizzata grazie alla collaborazione di numerose istituzioni e realtà culturali, si inserisce nel programma delle celebrazioni collodiane del 2026, contribuendo a rinnovare il dialogo tra la grande tradizione letteraria italiana e i linguaggi dell’arte contemporanea.
INAUGURAZIONE
La mostra sarà inaugurata sabato 24 ottobre alle ore 16:30, presso la sede della Fondazione Centro Studi Campostrini, in via Santa Maria in Organo 4, a Verona.
Interverranno:
- Andrea Maiello, docente di italianistica
- Massimo Pirotti, curatore di mostre d’arte
- Chiara Mortari, psicologa e psicoterapeuta
Sarà presente l’artista Andrea Jori.
Al termine della presentazione seguirà un rinfresco.
INFORMAZIONI SULLA MOSTRA
Andrea Jori – Fenomenologia di Pinocchio
Processi identitari dai miti arcaici alla metamorfosi del digitale
Sede: Fondazione Centro Studi Campostrini
Via Santa Maria in Organo, 4 – Verona
Periodo: 24 ottobre – 20 dicembre 2026
Inaugurazione: Sabato 24 ottobre 2026, ore 16.30
Catalogo: Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini
Curatori della pubblicazione: Rosa Meri Palvarini e Massimo Schiavi
Contributi critici: Andrea Jori, Andrea Maiello, Massimo Pirotti, Lorenzo Spoletti, Chiara Mortari, Alessandro Del Zotto.








