La medaglia consegnata dal prefetto di Ravenna nella serata inaugurale del teatro riaperto dopo il restauro post alluvione
LUGO (RA)- Il teatro Rossini di Lugo ha riaperto le porte al pubblico lunedì 19 ottobre con la serata inaugurale, a distanza di oltre tre anni dall’alluvione del maggio 2023: in apertura all’evento, che ha visto l’esibizione degli Archi di Santa Cecilia, il prefetto di Ravenna ha consegnato alla sindaca Elena Zannoni il premio di rappresentanza inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il riconoscimento ha un significato particolare per il teatro lughese: il presidente Mattarella lo aveva visitato il 30 maggio 2023, pochi giorni dopo l’alluvione che lo aveva seriamente danneggiato (unico teatro colpito dall’alluvione in tutta la Romagna). Il premio è una medaglia in bronzo coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Sul dritto è raffigurata l’Italia turrita, mentre sul rovescio compare il Palazzo del Quirinale.
Il premio viene concesso dal capo dello Stato nell’ambito delle «adesioni presidenziali», atti che rientrano nella sua piena discrezionalità ed esprimono l’ideale partecipazione del presidente a iniziative ritenute particolarmente meritevoli; di norma restano escluse le iniziative locali prive di rilievo nazionale. Tra i destinatari figurano importanti istituzioni culturali italiane, come il Festival Verdi del teatro regio di Parma, il conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e il teatro Rossini di Pesaro.
«È un’emozione essere la prima a parlare di nuovo da questo palco, che non è solo un luogo della musica e del teatro, ma della storia della nostra comunità – ha ricordato la sindaca Elena Zannoni nel corso del suo intervento -. Se oggi ce l’abbiamo fatta è grazie a un lavoro collettivo. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a questo risultato: dagli amministratori presenti e passati al consiglio di amministrazione del teatro, senza dimenticare i dipendenti, i progettisti e gli uffici del Comune. Un grazie speciale ai donatori, grandi e piccoli: ogni contributo è stato prezioso, e per molti ha significato anche una rinuncia. Ora il teatro torna a riempirsi di musica, scene e attori, ma abbiamo un obiettivo ambizioso: portare qui dentro scuole, ragazze e ragazzi, anche quelli che oggi si fermano fuori, perché il teatro ha chiuso quando molti di loro erano ancora alle elementari. La voglia di teatro c’è, gli abbonamenti stanno già raggiungendo numeri simili a quelli registrati prima della chiusura. Lo dobbiamo alla storia del Rossini, che da ragazzino esuberante e indisciplinato, grazie a chi seppe vederne il talento, divenne il grande compositore che il mondo conosce. Il teatro nacque per volontà dei cittadini, fu inaugurato nel 1761 ed è il più antico teatro comunale dell’Emilia-Romagna ancora in attività: ai cittadini, questa sera, lo restituiamo».
