Le spalle dei giganti con il M° Irene De Ruvo all’Auditorium Cavazzoni: un viaggio musicale tra organo e tradizione organistica europea

MANTOVA – Venerdì 23 ottobre, alle ore 18:30, l’Auditorium “G. Cavazzoni” del Conservatorio “L. Campiani” di Mantova ospiterà “Le spalle dei giganti”, un appuntamento dedicato all’organo solista che attraversa la tradizione organistica europea, affidato alla pianista, clavicembalista e organista M° Irene De Ruvo.

Il titolo, evocativo e ricco di significati, è un richiamo alla “Sala dei Giganti” di Palazzo Te, affrescata da Giulio Romano. Il riferimento, però, va oltre la dimensione artistica: ci ricorda che possiamo vedere più lontano proprio perché ci poggiamo sulle spalle di chi ci ha preceduto. Un’immagine particolarmente adatta al programma del concerto che riunisce compositori appartenenti a epoche e generazioni diverse, legati da un dialogo artistico nel quale ciascuno raccoglie, elabora e trasmette la propria eredità musicale.

Il programma si aprirà con la Sonata in Fa maggiore Wq 70/3 di Carl Philipp Emmanuel Bach (1714-1788). Composta per la principessa Anna Amelia di Prussia, è una delle sonate più celebri del secondo figlio di Bach, che segue la tipica struttura in tre movimenti (Allegro–Largo–Allegretto) del Classicismo. Seguirà, dal Primo Libro del “Clavicembalo ben temperato”, il Preludio e fuga in Re minore BWV 539 di Johann Sebastian Bach (1685-1750). Noto anche come “Fuga del violino”, accosta un preludio breve e raccolto a una fuga, che deriva dal secondo movimento della Sonata n. 1 in Sol minore per violino solo BWV 1001, di cui il materiale musicale viene trasferito in Re minore e adattato alla tastiera dell’organo con modifiche nella distribuzione delle voci e nell’elaborazione contrappuntistica.

Al centro del concerto il Praeludium in Do maggiore BuxWV 137, una delle opere per organo più celebri e brillanti di Dieterich Buxtehude (1637-1707), massimo esponente della scuola organistica nord-tedesca.

La composizione è un esempio dello stylus phantasticus, stile tipico del barocco tedesco improntato sull’improvvisazione, libertà formale e virtuosismo strumentale. Il brano si articola in tre sezioni principali contrastanti (Preludio–Fuga–Ciaccona).

Il programma proseguirà con Mein junges Leben hat ein End, una serie di sei variazioni su una melodia di origine tedesca, composta da Jan Pieterzoon Sweelinck (1562-1661), organista e compositore olandese. Il tema, dal carattere malinconico e riflessivo, viene progressivamente rielaborato attraverso una scrittura sempre più ricca e articolata, offrendo un esempio significativo dell’inventiva e della raffinatezza della tradizione tastieristica tra Rinascimento e Barocco. A conclusione del concerto, la Fantasia in Sol maggiore BWV 572, conosciuta anche con il titolo francese “Pièce d’orgue” di J. S Bach. La composizione, divisa in tre sezioni (Très vitement – Gravement – Lentement), è caratterizzata dallo stretto dialogo con la tradizione organistica francese, in particolare con lo stile plein jeu, una combinazione di pieni dell’organo a canne composta da file di tubi a labbro che suonano contemporaneamente per creare un suono maestoso, pieno e solenne.

Quindi, come nell’opera di Giulio Romano, anche nella musica la grandezza nasce dal confronto con ciò che viene prima: dalla tradizione si trae la forza per innovare superare i propri limiti e aprire nuove prospettive.

Le loro spalle diventano il simbolo di un’eredità sulla quale, ancora oggi, continuare a costruire. L’ingresso al concerto è gratuito e libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” Via della Conciliazione, 33 – Mantova Mail: consmn@conservatoriomantova.com

Tel. 0376 324636

www.conservatoriomantova.com

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