Massimo Novelli riporta alla luce la vicenda di Maria Gambarana Frecavalli, una donna che ha intrecciato la propria vita con il destino dell’Italia nascente. Questa biografia mostra come le vicende individuali possano diventare memoria collettiva: una nobile della Lomellina che sfida gli austriaci, una rete di cospiratori, fughe notturne, messaggi cifrati, la Milano risorgimentale che pulsa sotto la superficie dei salotti.
Massimo Novelli
Una cospiratrice nella Milano di Stendhal: Maria Gambarana Frecavalli
Prefazione di Corrado Occhipinti Confalonieri
Pagine 216 – Euro 17,00
Mursia
In libreria dal 30 ottobre
«Pare che amasse passeggiare a lungo lontano dalla città, in luoghi degni dei Canti di Ossian, laddove “la notte e ’l dì per me son uno”. Votata alle cospirazioni e alle trame avventurose e segrete, portava sempre con sé un pugnale, celato tra calze e giarrettiera.»
Romantica, colta e raffinata, la contessa Maria Gambarana Frecavalli è stata una grande protagonista del primo Risorgimento. Di antico casato pavese, fu l’unica donna a essere inquisita dagli austriaci nel processo per i moti liberali del 1821. Secondo le rare fonti su di lei, «ebbe l’ardire di passare disinvolta il confine», per portare fra le trecce dei capelli i messaggi segreti dei carbonari lombardi che esortavano i rivoluzionari del Piemonte «a varcare il Ticino».
Ritenuta la principale esponente della setta patriottica delle Giardiniere, amica di Bianca Milesi, di Matilde Viscontini Dembowski, amata da Stendhal, e di Teresa Casati Confalonieri, morì giovane e in povertà mentre stava organizzando la fuga di Federico Confalonieri dalla prigione dello Spielberg.
Nata a Pavia nel 1789 e vissuta tra i salotti aristocratici di Milano, le dimore di Crema e le terre di Tromello in Lomellina, la contessa Maria Gambarana Frecavalli fu molto più di una raffinata cultrice delle lettere e delle arti. Sotto l’apparenza della damina di rango, la contessa celava un animo fieramente romantico e ribelle, votato anima e corpo alla causa dell’indipendenza nazionale dall’Impero d’Austria. Membro di spicco della società segreta delle “Giardiniere”, Maria fu protagonista assoluta dei moti del 1821. A cavallo o in carrozza, sfidando le intemperie e i controlli delle guardie di frontiera, sfrecciava tra la Lombardia e il Piemonte trasportando messaggi cifrati e documenti politici nascosti tra le sue folte trecce di capelli. Arrestata e interrogata nell’inverno del 1822 dal temuto giudice istruttore Antonio Salvotti, seppe difendere i compagni con coraggio e intelligenza ferrea, resistendo a pressioni e minacce senza mai cedere. Negli anni bui che seguirono la condanna di Federico Confalonieri, la contessa Frecavalli non si arrese: incurante delle precarie condizioni di salute e del dissesto economico in cui versava, ideò e diresse in prima persona l’audace piano clandestino per far evadere il conte Confalonieri dalla cupa fortezza boema dello Spielberg. Un’impresa eroica e disperata, spezzata prematuramente dalla sua scomparsa, avvenuta a Tromello nel gennaio del 1827 a soli trentotto anni.
Con uno stile rigoroso e narrativo, Massimo Novelli ricompone i frammenti sparsi di un mosaico biografico straordinario, attingendo ad archivi inediti, carteggi segreti e verbali di polizia. Ne emerge il ritratto vibrante di una donna moderna, fiera e appassionata, che seppe anteporre la libertà della patria a ogni interesse personale, pagando il prezzo di un ingiusto oblio dal quale oggi la Storia la riscatta.
Massimo Novelli, torinese, scrittore e giornalista, ha lavorato a «L’Ora», «Il mondo», «la Repubblica», e scrive adesso per «il Fatto Quotidiano». È autore di vari libri di storia. Con Mursia ha pubblicato La comunista che amava il tango. Cristina Casati Stampa di Soncino (2024).
