MANTOVA LEADER GREEN: prima nella classifica di Ecostsitema Urbano – Il solo capoluogo che supera l’80% del punteggio

Mantova è il solo capoluogo che supera l’80% del punteggio, toccando 81,29%. La soglia dei 75 punti su 100 viene superata solo dalle prime tre città: oltre Mantova, Trento (seconda con 76,53%) e Bolzano (terza con 75,47%)

MANTOVA – “Dove si investe su politiche urbane sostenibili, i risultati si vedono: Mantova leader green vola sopra l’80%, seguita in classifica da Trento e Bolzano sopra il 75%”: la nota stampa diffusa da Legambiente racconta così il primo posto di Mantova nella classifica che esce dal rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato nella sua 33esima edizione con Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore.

Questa mattina il Sindaco del Comune di Mantova Andrea Murari e l’Assessore all’Ambiente Davide Provenzano hanno partecipato, a Roma allo Spazio Sette Libreria, alla presentazione rapporto, prendendo parte alla premiazione.

“La classifica di Ecosistema Urbano è sempre uno stimolo a migliorare, perché è molto rigorosa dal punto di vista scientifico e permette di confrontarsi anche con le altre città. Negli ultimi 11 anni i nostri parametri sono sempre migliorati, il che significa che i tanti investimenti che abbiamo fatto hanno dato risultati concreti. Arrivare primi rappresenta un risultato ancora più di valore per un capoluogo che sta al centro della pianura padana, dove la qualità dell’aria resta un’emergenza, anche se all’interno di una traiettoria di miglioramento. L’aspetto che sottolineo con più orgoglio è che Mantova è un comune che sta crescendo, sia come popolazione che come imprese, a dimostrazione del fatto che crescita e sostenibilità ambientale non sono in contraddizione”, è il commento del Sindaco Andrea Murari, che è anche intervenuto come relatore durante il dibattito.

Mantova, prima quest’anno, era seconda nella passata edizione, settima due anni fa e ancora seconda nell’edizione 2023 del rapporto. Nei 20 indici che determinano la graduatoria finale la città del Mantegna conferma un andamento già mostrato negli ultimi anni rispondendo in modo completo e dettagliato a tutte le domande del questionario di Legambiente. Si conferma o migliora ancora in molti degli indicatori più significativi e “pesanti” dello studio.

Ad esempio, pur confermando una qualità dell’aria non proprio ottimale, come spesso capita alle città padane, c’è un evidente miglioramento nei giorni di superamento dei limiti per l’Ozono che scendono dai 39 della passata edizione ai 25 di quest’anno. Buoni numeri legati alla percentuale di rifiuti avviati a riciclo dove Mantova è decima assoluta con oltre l’80% (83%) di raccolta differenziata, mentre cala anche il monte complessivo di rifiuti prodotti che pur rimanendo elevato scende dai 541 kg/ab annui della passata edizione agli attuali 522. Le perdite della rete idrica restano stabilmente al di sotto del 20% (17% quest’anno) e Mantova è decima assoluta in questo indice.

Aumentano i passeggeri trasportati dal servizio di tpl che si fermano a 57 contro i 53 della passata edizione e fanno si che Mantova si piazzi quinta assoluta tra le piccole città. Resta tra le migliori dieci nel suolo dedicato ai pedoni; seconda assoluta nelle zone limitate alla circolazione delle auto (Ztl) dove fa meglio solo Rimini; crescono ancora le infrastrutture dedicate alla ciclabilità in cui Mantova è terza assoluta (era sesta nella passata edizione) con 33,4 metri equivalenti ogni 100 abitanti, dietro solo a Reggio Emilia e Cremona; così come buono si conferma il dato degli alberi a disposizione dei cittadini dove il capoluogo lombardo è terzo assoluto con 93 alberi ogni 100 abitanti dietro alle sole Trieste e Cremona. Infine, rispetto alle passate edizioni si dimezza la variazione quinquennale del suolo consumato che scende dagli 11 metri quadrati procapite nel periodo 2018-2023 ai 5,2 del periodo 2019-2024. 

Anche a Mantova si trova, però, qualche pecca come ad esempio l’alto numero di auto circolanti che sale ancora dalle 66 auto igni 100 abitanti della passata edizione alle attuali 69; oppure gli elevati consumi idrici che crescono dai 130 litri procapite al giorno della scorsa edizione agli attuali 133; o, ancora, il dato registrato nel nuovo indice introdotto per monitorare l’efficienza del sistema di impianti di depurazione (i valori medi dei COD in uscita) dove il capoluogo del Mantegna si piazza oltre il quarantesimo posto assoluto. 

I parametri che determinano la classifica delle performance ambientali dei Comuni di Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, basate su dati comunali relativi in modo prevalente all’anno 2025, tornano ad essere 20 e prevedono l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale (non troppo utopica visto che esiste almeno un capoluogo che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno degli indici considerati).

Gli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 106 capoluoghi esaminati nel report coprono sei componenti ambientali presenti in città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Per ciascuno dei 20 indicatori ogni città ottiene un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100. Il punteggio finale viene assegnato attribuendo un peso a ciascun indicatore, che varia tra 1 e 12 punti, per un totale complessivo di 100. Per l’edizione di quest’anno, è stato aggiunto un nuovo indicatore, relativo all’efficienza del sistema di depurazione delle acque reflue (valori COD in uscita), per aggiungere profondità alla descrizione della gestione idrica. Nel computo complessivo va considerata infine l’assegnazione di un punteggio bonus addizionale per quelle città che si contraddistinguono in termini di politiche innovative, gestione efficiente delle risorse e risultati raggiunti.

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