Migliaretto: presentato il masterplan paesaggistico e delle connessioni.
Un grande sistema verde capace di connettere con il resto della città
Bosco Virgiliano, Parco Te e il Forte di Pietole.
Le prime funzioni proposte un’arena spettacoli per oltre 40 mila persone e lo spazio per il luna park
MANTOVA – Il Comune di Mantova presenta il masterplan paesaggistico strategico, elaborato da AG&P greenscape, gli stessi progettisti del Parco Te. È il primo passo del percorso di rigenerazione dell’area, ceduta definitivamente al Comune il 27 marzo 2026. Il progetto è il frutto di un’analisi storica, territoriale e sociale che ha messo in relazione il Migliaretto con la rete verde, la rete antropica e le trasformazioni in atto.
L’area dell’ex aeroporto, circa 27 ettari fino a poco tempo fa soggetti al vincolo ENAC – Ente Nazionale per l’Avviazione Civile, si inserisce in un sistema molto più ampio, di circa 98 ettari, che si sviluppa da Palazzo Te e dal suo nuovo parco fino al Forte di Pietole, raggiungendo a nord il quartiere Valletta Valsecchi attraverso il Bosco Virgiliano.
Spiega il Sindaco Andrea Murari: “Con la presentazione del masterplan si avvia un percorso aperto di discussione e approfondimento con la città sulla grande area del Migliaretto, come ci eravamo impegnati a fare in campagna elettorale. Oggi infatti si terrà la prima Commissione Consigliare con la presentazione istituzionale del progetto, a cui seguiranno nei mesi di novembre, dicembre e gennaio una serie molto fitta di incontri aperti e tematici sui diversi elementi del masterplan. L’area del Migliaretto oggi è un’area mal collegata al resto della città, nonostante sia già fruita da moltissime persone. Per questo si è dedicata molta attenzione al tema delle connessioni, anche in rifermiento ai sottopassi di Porta Cerese, e della ricucitura al resto del territorio, a cominciare dalle zone vicine, come il Bosco virgiliano, i numerosi impianti sportivi, il Forte di Pietole e il Parco Te. Il secondo aspetto fondamentale del lavoro riguarda l’infrastruttura verde, che rappresenta l’ossatura e la definizione degli spazi interni di un progetto che ha avrà un orizzonte di realizzazione di dieci anni. Abbiamo sempre parlato di un grande parco attrezzato, dedicato innanzitutto ai giovani, e di questo si tratta. Il masterplan individua nell’area due prime funzioni, che occupano solo un terzo dello spazio complessivo. Un’area per le giostre, che nel resto dell’anno sarà un parcheggio verde, come quello di Campo Canoa, anche a supporto dello stadio “Martelli”. E un’arena concerti all’aperto, verde, capace di ospitare oltre 40 mila persone, per poi tornare a essere un parco quando non ci sono eventi. Abbiamo scelto di non definire nel masterplan tutte le altre funzioni, non perché manchino le idee, ma perché è giusto che la città abbia modo di discutere e confrontarsi sulle necessità attuali e su quelle che potranno emergere in futuro, per questi spazi molto ampi”.
Si parte dal paesaggio
L’Amministrazione ha scelto di ribaltare gli schemi tradizionali, partendo da un progetto di paesaggio per orientare le scelte future. La spina dorsale sarà un’infrastruttura verde, costituita da bastioni verdi alti circa 5-6 metri (come il rilevato di via Parma) e larghi oltre 20. In sommità correrà un viale alberato con doppia alberatura continua e luoghi di sosta panoramica, collegato con scale e rampe agli ambiti sottostanti.
Un disegno che richiama la memoria delle fortificazioni storiche della città. Ed è pensato per protare benefici tra i quali spiccano:
- un corridoio ecologico continuo e percorribile, con centinaia di nuovi alberi e sponde coperte di arbusti e piante perenni, a favore della biodiversità;
- la mitigazione di rumore e inquinamento generati dal traffico di via Parma, grazie ai bastioni e alle alberature, che schermano anche la vista;
- nuovi spazi pubblici per sport, ricreazione e servizi, cultura e spettacoli, natura;
- una “piazza del nuovo Migliaretto”, sul margine nord, su via Learco Guerra, con i servizi oggi mancanti nell’area, e collegata al Bosco Virgiliano da un nuovo asse che parte dalla rotonda del Bosco;
- maggiore continuità ciclopedonale favorita dalla copertura del nuovo sottopasso di via Parma che, già in fase di cantierizzazione, elimina la barriera attuale: a Porta Cerese è previsto un sovrappasso ciclopedonale verso il quartiere Te-Brunetti, che si integra con il recente sottopasso ferroviario verso il Parco Te;
- parcheggi “verdi”, distribuiti soprattutto ai margini, per limitare l’impatto del traffico sulle aree centrali.
Le prime funzioni proposte
Il masterplan non stabilisce solo lo schema ordinatore, ma propone anche due funzioni:
- un’arena verde all’aperto per grandi spettacoli ed eventi anche di scala sovralocale, che degrada verso la piazza centrale;
- un parcheggio in grado di ospitare, nei periodi canonici, la Fiera di Sant’Anselmo, collegato direttamente alla rotonda su via Parma, che con la realizzazione del sottopasso sarà anche a servizio dello stadio Martelli.
Il prossimo passo: la partecipazione
Il masterplan è il quadro nel quale avviare un confronto con la città, non il progetto finito. Le funzioni dei diversi ambiti (i “cluster funzionali” destinati a sport, svago, aree a bosco o tematiche) saranno definite con un percorso di progettazione partecipata, che coinvolgerà cittadinanza, stakeholder e professionisti, come annunciato dall’Amministrazione al momento dell’affidamento dell’incarico.
1. LA NECESSITÀ DI UN MASTERPLAN STRATEGICO
La prima scelta nella redazione del nuovo masterplan, derivante da un approfondito processo di analisi storica, territoriale e sociale, è stata quella di non considerare la pur vasta area fino a poco tempo fa sottoposta al vincolo ENAC (circa 27 ettari) come un recinto vuoto da “riempire” di funzioni, ma di farne il fulcro di un nuovo sistema territoriale assai più ampio e strettamente legato alla città: da un lato ridando vita e legame alle preesistenze di grande valore già esistenti (il bosco Virgiliano ed il sistema dei percorsi ciclopedonali che dalla città raggiungono il forte di Pietole), dall’altro valorizzando e completando il sistema in evoluzione della vasta area sportiva che si è sviluppata tra Bosco Virgiliano, via Learco Guerra e l’area di progetto. Da tutto ciò deriva l’orientamento di allargare il masterplan ad un’area molto più vasta di quella dell’ex aeroporto, creando un vero e proprio sistema verde sia naturalizzato che attrezzato di quasi 100 ettari, che si genera da Palazzo Te con il suo nuovo parco, fino al forte di Pietole, raggiungendo a nord il quartiere Valletta Valsecchi attraverso il Bosco Virgiliano. Un sistema fortemente collegato a tutte le realtà che lambisce e servito da una rete adeguata ed ininterrotta di percorsi ciclopedonali nel verde, sfruttando la potenziale continuità fornita dalla prevista copertura del nuovo sottopasso della via Parma, che elimina la barriera rappresentata dalla presenza dell’attuale importante arteria di traffico. Quest’area più vasta diventa il vero oggetto del masterplan ed è quella che in questa sede definiamo come “Migliaretto”.
Il Comune di Mantova ha voluto in questo caso muoversi ribaltando gli schemi tradizionali, partendo, per orientare le scelte future, da un progetto di paesaggio. Un progetto ben radicato alle esigenze del contesto locale che fa dell’elemento naturale la spina dorsale su cui costruire lo sviluppo futuro del progetto. Un orientamento rappresentato nel nuovo masterplan dalla realizzazione di una importante infrastruttura verde “ordinatrice”, capace di orientare ogni successiva scelta di contenuto fruitivo. Infatti, ogni futura definizione di contenuto e realizzazione sarà delegata ad un percorso di confronto con la cittadinanza, gli stakeholder e i professionisti coinvolti a vario titolo nel progetto di trasformazione dell’area.
2. IL LUOGO E IL SUO CONTESTO
Una nuova centralità per il quadrante sud di Mantova
Interessando una superficie di circa 98 ettari, il masterplan del Migliaretto si colloca in una posizione strategica tra la città, il Bosco Virgiliano e il sistema naturale della Vallazza. La sua dimensione e la vicinanza al tessuto urbano ne fanno un’opportunità di rilievo per lo sviluppo di nuovi spazi fruitivi pubblici.
Utilizzata come campo di aviazione dal 1910 e abbandonata dopo la chiusura del 1976, l’area ha attraversato un lungo periodo di sostanziale inattività e abbandono, ad esclusione dei tagli periodici della vegetazione spontanea, probabilmente per conservarne le caratteristiche precedenti di aeroporto. Il sito, da sempre interamente cintato, potrebbe rappresentare, soprattutto una volta aperto, un grande potenziale sia quale corridoio ecologico che quale unità di paesaggio. Fino ad oggi, ha avuto carattere assolutamente marginale, un vuoto costituito da un’immensa spianata verde con sparute presenze arboree spontanee ad eccezione del boschetto posto al margine nord, che dovrà rimanere integro.
3. IL QUADRO STORICO-CONOSCITIVO
Le tracce della storia come risorsa per il progetto
Il paesaggio del Migliaretto è il risultato di successive trasformazioni. In epoca gonzaghesca, l’area apparteneva al più ampio sistema agricolo e produttivo connesso a Palazzo Te. Dopo il Sacco di Mantova del 1630, assunse progressivamente un ruolo militare, entrando a far parte del sistema difensivo meridionale della città. Tra il Settecento e l’Ottocento, fortificazioni, bastioni e rilevati contribuirono a definire la morfologia del territorio. Le opere di bonifica del Lago Paiolo ne modificarono ulteriormente l’assetto, mentre il progressivo superamento della funzione militare portò alla demolizione delle fortificazioni e alla realizzazione del Bosco Virgiliano nel 1929.
Nel Novecento si affermarono nuovi usi pubblici, sportivi e aeroportuali. Ma per quanto riguarda il Migliaretto della storia recente, non rimangono tracce materiali e paesaggistiche che costituiscano una componente significativa dell’identità del luogo.
Il masterplan riconosce tuttavia nelle tracce presenti a breve distanza nel paesaggio circostante alcunI elementi di un patrimonio da reinterpretare: la memoria delle fortificazioni e la struttura storica del territorio possono contribuire a dare forma e carattere al nuovo progetto. La presenza sul l’intero lato ovest del rilevato stradale di via Parma rappresenta una barriera fisica molto evidente e fa apparire l’area del Migliaretto e le altre aree circostanti come un’ampia depressione territoriale.
4. IL QUADRO ANALITICO
Le relazioni territoriali, ambientali e urbane
Le analisi del masterplan esaminano il Migliaretto alle scale provinciale, comunale e locale, mettendo a fuoco le relazioni con il sistema insediativo, le reti ambientali, la viabilità, i servizi e le infrastrutture.
La lettura si articola attorno a tre temi principali: la rete verde, che comprende capitale naturale, morfologia e spazi aperti; la rete antropica, relativa a insediamenti, servizi, attrezzature sportive e sistema scolastico; le tensioni trasformative, legate alle progettualità in atto e alle dinamiche di cambiamento del territorio.
Questa ricognizione evidenzia un contesto ricco di risorse, ma caratterizzato da discontinuità tra gli spazi aperti, frammentazione degli accessi e sovrapposizione di funzioni differenti. Le relazioni con i quartieri limitrofi, la distribuzione delle attrezzature e la presenza di elementi incongrui richiedono una visione capace di coordinare le diverse componenti. Il quadro conoscitivo ha costituito la base per individuare le priorità d’intervento e definire un progetto coerente con le caratteristiche del sito e con le esigenze del contesto urbano.
In particolare il masterplan ha individuato il centro dell’intero sistema verde, delle attività e connessioni in un punto dove il margine nord del Migliaretto lambisce viale Learco Guerra nell’area nella quale la strada si sdoppia per raggiungere da un lato il depuratore e dall’altro l’impianto di motocross e il Forte di Pietole. Un centro che dovrà diventare la “piazza del nuovo Migliaretto” contornata dalle funzioni di servizio mancanti nell’area e di possibili altre funzioni. Tale grande piazza sarà inoltre il traguardo di un nuovo asse che, originato dal centro della rotonda del Bosco Virgiliano, collegherà attraverso la bella radura già esistente sul lato del laghetto il Bosco Virgiliano alla nuova piazza e al nuovo sistema verde.
5. L’ACCESSIBILITÀ E LA MOBILITÀ
Una rete integrata di connessioni
Il Migliaretto beneficia della vicinanza a importanti direttrici stradali, linee di trasporto pubblico e itinerari ciclabili urbani e territoriali. Tra questi, EuroVelo 7 e la ciclabile Mantova–Virgilio offrono opportunità di connessione con percorsi di più ampia scala. Permangono tuttavia criticità nella continuità dei collegamenti e nella qualità degli accessi, in particolare nel nodo di Porta Cerese, dove le esigenze della viabilità devono essere integrate con quelle della mobilità pedonale e ciclabile.
La strategia prevede di differenziare i flussi veicolari da quelli lenti, migliorare la leggibilità degli ingressi e distribuire l’accessibilità alle diverse funzioni, riducendo le interferenze nelle aree destinate alla fruizione pubblica.
In questo quadro, Porta Cerese rappresenta un nodo strategico di connessione tra la città e il Migliaretto. I futuri lavori di interramento dell’asse viario di via Parma, in corrispondenza dell’attuale ingresso al Bosco Virgiliano, prevedono infatti la realizzazione di un sovrappasso ciclopedonale collegato al quartiere Te-Brunetti. L’intervento consentirà di rafforzare la continuità dei percorsi tra il quartiere e il Bosco Virgiliano, integrandosi con il recente sottopasso ciclopedonale della ferrovia, che connette l’area con la parte centrale del Parco Te.
La mobilità viene quindi interpretata non soltanto come una questione infrastrutturale, ma come una componente fondamentale per garantire sicurezza, continuità e qualità dello spazio pubblico.
6. IL QUADRO STRATEGICO
Il paesaggio come struttura generatrice
La strategia di rigenerazione individua la grande opportunità fornita dalla nuova infrastruttura primaria del progetto di interramento di via Parma sopra descritto (già in fase di cantierizzazione). In tal modo si renderà possibile realizzare un grande sistema verde che partendo da Palazzo Te ai margini del tessuto denso del centro cittadino potrà divenire il principio organizzatore attraverso cui costruire un sistema unitario, capace di integrare le diverse funzioni e dare una nuova identità all’ intera area rappresentata dal masterplan.
La morfologia del terreno costituisce uno degli strumenti principali di questa trasformazione. I rilevati esistenti e i movimenti di terra possono essere reinterpretati per definire sequenze spaziali, costruire nuovi margini e richiamare la memoria del sistema fortificato. Da qui nasce l’idea della realizzazione di una infrastruttura verde che definisce il nuovo assetto dell’area dell’ex aeroporto e la possibilità di riconnetterla all’area circostante inserita nel masterplan. Tale elemento di paesaggio è costituito da uno sviluppo articolato di bastioni verdi di circa 5/6 metri di altezza (più o meno la stessa del rilevato su cui si sviluppa la via Parma) e di più di 20 metri di larghezza. Tali volumi di terra sono caratterizzati alla sommità da un percorso definito da una doppia alberatura continua e da piani inclinati laterali rivestiti di vegetazione. Il sistema, nelle intenzioni progettuali, si origina dalla piazza centrale del Migliaretto (vedi sopra) sostenendo e raggiungendo ai vari livelli il piano inclinato di una ampia arena verde per grandi o medi eventi orientata verso la piazza dove di volta in volta sarà montato il palco. Il retro dell’arena corrisponderà all’altezza dei bastioni verdi che andranno a definire un disegno pensato per formare e abbracciare ampi ambiti al piano campagna la cui destinazione sarà da definire successivamente. Scale e rampe raggiungeranno dalla sommità della passeggiata verde i diversi ambiti. La presenza dei bastioni e delle alberature che li caratterizzeranno avrà anche la funzione di nascondere per i sottostanti ambiti fruitivi la vista e mitigare l’inquinamento acustico e ambientale generato dal traffico di via Parma.
Ai lati del bastione verde si innesterà un’organizzazione per ambiti funzionali distinti ma interconnessi attraverso l’infrastruttura verde ed il suo rilevato. Tali ambiti pianeggianti, di dimensioni consistenti, diventeranno veri e propri “cluster funzionali” del progetto e potranno essere dedicati ad attività sportive, ricreative, parcheggi verdi o anche a potenziare ulteriormente le caratteristiche naturali del sito con la realizzazione di aree a bosco o di aree tematiche di carattere vegetale.
Il lungo viale alberato realizzato sulla sommità dei bastioni diventa l’emblema dell’infrastruttura verde, dispiegandosi per tutta la lunghezza dell’attuale Migliaretto, alimentandone la fruizione attraverso la creazione di una piacevole passeggiata all’ombra delle chiome arboree e di luoghi di sosta panoramica, collegati con rampe e scale ai diversi cluster definiti dall’infrastruttura verde. L’obiettivo è valorizzare le risorse esistenti e introdurre nuove opportunità di utilizzo, mantenendo la coerenza del disegno paesaggistico.
La visione strategica punta così a un sistema flessibile e adattabile, nel quale la qualità ambientale e la fruizione collettiva rappresentano i principi guida della trasformazione. La presenza dei “bastioni verdi” rappresenta l’opportunità di un corridoio ecologico di grande ricchezza, continuo e percorribile composto da centinaia di nuovi alberi e dalle sponde scoscese tappezzate di piante arbustive e perenni a costituire un grande e prezioso sistema di biodiversità.
7. IL MASTERPLAN
Un progetto integrato per sport, tempo libero e natura
Il masterplan traduce la visione strategica in un’organizzazione spaziale concreta, articolata in una rete continua di spazi verdi, percorsi e polarità funzionali.
Le attività sono organizzate in tre principali ambiti:
- Sport, attraverso l’integrazione delle attrezzature esistenti e delle nuove polarità dedicate all’attività sportiva.
- Ricreazione e servizi, con spazi e strutture destinati al tempo libero e alla socialità alla cultura, agli spettacoli e ai servizi primari .
- Natura, attraverso la valorizzazione degli spazi aperti e il rafforzamento delle relazioni con il sistema ambientale circostante.
La modellazione del suolo contribuisce a definire gli spazi e a integrare le diverse funzioni nel paesaggio. I percorsi collegano le polarità del progetto, mentre una rete di parcheggi “verdi” distribuiti soprattutto ai margini, tra il bastione e il rilevato di via Parma lungo la pista ciclabile, consente di servire le attività limitando l’impatto veicolare sulle aree centrali.
Come già sottolineato, il masterplan definisce solamente uno schema ordinatore (infrastruttura verde) all’interno di una gerarchia generale di connessioni che andranno a servire le funzioni fruitive che verranno definite in un processo di progettazione partecipata successivo a tale presentazione.
Unici due ambiti già definiti all’interno del Masterplan attuale sono rispettivamente la realizzazione di un’Arena verde all’aperto, destinata ad accogliere grandi spettacoli ed eventi anche su scala sovralocale, e la realizzazione di un parcheggio capace di ospitare nei periodi canonici la Fiera di Sant’Anselmo. L’arena si inserirà in modo piacevole tra due rami dell’infrastruttura verde, degradando verso la piazza centrale, mentre il grande parcheggio sarà posizionato al suo fianco, collegandosi direttamente all’asse viario che dalla rotonda su via Parma penetrerà nel cuore dell’area, senza generare interferenze con l’asse cicolopedonale di via Learco Guerra.
Il disegno complessivo restituisce al posto dell’attuale vuoto un Migliaretto organizzato, ricco di funzioni ma sempre riconoscibile come sistema verde di grande valenza ecologica e paesaggistica, nel quale le singole funzioni concorrono a costruire un unico sistema di fruizione qualificata: un progetto che valorizza le peculiarità del luogo e ne rafforza il ruolo come risorsa collettiva per Mantova.
Profilo AG&P greenscape
Da quarant’anni, AG&P greenscape, laboratorio multidisciplinare di architetti del paesaggio con sedi a Milano e Torino, opera nei settori del master planning, dello urban landscape e del garden design in Italia e all’estero.
Lo studio offre servizi e soluzioni su misura, realizzati con la stessa passione e cura artigianale dalla piccola alla grande scala, mettendo al centro le persone e le loro esigenze. L’obiettivo è dissolvere i confini tra paesaggio, architettura, tecnologia, cultura ed ecologia attraverso un rigoroso percorso di indagine e progettazione rigoroso, capace di dare forma ad ambienti costruiti e naturali di qualità.
Tra i progetti di AG&P greenscape più significativi per scala e rilevanza, figurano Parco Te a Mantova; a Milano, CityWave con BIG – Bjarke Ingels Group e Bosconavigli con Stefano Boeri Architetti; Centroparco a Segrate; a Torino, Pocket Campus Bernini per Fondazione Compagnia di San Paolo; a Genova, interventi di trasformazione urbana tra cui il Waterfront di Levante, sviluppato da Renzo Piano Building Workshop – RPBW, OBR e Starching con AG&P per il progetto paesaggistico, il Parco della Lanterna, anch’esso con RPBW, e il Parco delle Dune di Pra’.
L’approccio multidisciplinare e multiscalare di AG&P greenscape è guidato da una ricerca costante in ambito di innovazione, capace di integrare nella progettazione le sfide della città contemporanea e dei nuovi paesaggi.
I partner Emanuele Bortolotti e Paolo Palmulli, uniti da una visione comune che esplora il rapporto uomo-natura, coordinano insieme agli associati Alessandro Frigerio e Pierpaolo Tagliola un team di oltre cinquanta professionisti tra paesaggisti, architetti, agronomi, urbanisti e naturalisti, che compongono il cuore creativo, tecnico e interdisciplinare dello studio.
Il gruppo è guidato dai valori di passione, tradizione, innovazione e bellezza.








