FINTI CARABINIERI BLOCCATI SUBITO DOPO AVER PORTATO A TERMINE UNA TRUFFA AI DANNI DI UNA ANZIANA. GRAZIE ALL’OTTIMO COORDINAMENTO OPERATIVO I CARABINIERI RECUPERANO I GIOIELLI ED ASSICURANO ALLA GIUSTIZIA DUE SOGGETTI.
Erano quasi le ore 13:00 del 27 ottobre quando squilla il telefono nell’abitazione di due anziani coniugi 80nni residenti nel comune di Roverbella. A rispondere alla chiamata è l’arzilla moglie. Viene subito rassicurata dall’interlocutore che la informa che sono i Carabinieri della locale Stazione a chiamarla. La donna, legata all’Arma dei Carabinieri, si tranquillizza, ed è da questo momento che inizia un dialogo tra i due.
La signora, però, non sa che dall’altra parte del telefono non sono affatto i Carabinieri della Stazione di Roverbella a chiamarla, ma degli abili truffatori che purtroppo quotidianamente mettono in atto questi raggiri al fine di truffare la parte debole della nostra società: gli anziani.
Il finto Carabiniere chiede alla signora di mandare il marito presso la caserma di Roverbella, per asserite questioni giudiziarie da risolvere. Il tutto allo scopo di isolare la donna presso l’abitazione, al fine di essere raggiunta da un complice.
Mentre il marito si recava dai veri Carabinieri in caserma, l’anziana donna rimaneva costantemente in linea con il finto Carabiniere, il quale la informava che un “collega” sarebbe passato a breve presso l’abitazione dei coniugi al fine di verificare i gioielli di famiglia che, a suo dire, potevano essere il provento di una rapina verificatasi in zona.
La vittima, pertanto, raccoglieva tutti i monili in oro presenti nell’abitazione e, sempre sotto il diretto controllo del finto carabiniere che telefonicamente le diceva cosa fare, la informava che fuori dall’abitazione c’era un carabiniere in borghese, da lui incaricato di prelevare i preziosi al fine di portarli in caserma per un controllo.
L’anziana donna, per sicurezza, chiedeva al suo interlocutore come fosse vestito il carabiniere in borghese incaricato al ritiro dei monili. Avute le dovute indicazioni la donna apriva la porta di casa consegnando un sacchetto contenente tutti i ricordi di una vita: collane, bracciali, anelli. Il finto carabiniere, dopo aver prelevato il prezioso involucro, saliva a bordo di un’autovettura dove ad attenderlo c’era un complice. La macchina si allontanava così dall’abitazione dei coniugi.
Nel frattempo il marito, anch’egli 80nne, giunto nella caserma dei Carabinieri di Roverbella, parlando con il militare in servizio capiva subito di essere stato raggirato. Grazie però alla prontezza operativa del carabiniere in servizio, veniva allertata la centrale operativa che coordinava brillantemente e con grande professionalità l’intervento di alcune pattuglie nella zona in cui abitano gli anziani coniugi.
E proprio la pattuglia della Stazione Carabinieri di San Giorgio Bigarello, impegnata nei servizi concordati e condivisi in Prefettura durante un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica disposto dal Prefetto dott. Roberto Bolognesi, incrociava un’autovettura ritenuta sospetta, con a bordo due persone. Scattava così una repentina inversione del senso di marcia della macchina dei Carabinieri che, poco dopo, fermava e controllava la macchina sospetta.
Un cittadino che stava conducendo il suo veicolo e si trovava dietro l’autovettura sospetta e poi fermata, notava che il passeggero della macchina sospetta, nel momento in cui erano seguiti dai Carabinieri, aveva lanciato un sacchetto bianco nel vicino fossato. Il cittadino, notato di alto senso civico, chiamava il 112 facendo presente quanto da lui osservato.
Sul posto venivano fatti intervenire i Vigili del Fuoco di Mantova e personale della Protezione Civile, al fine di setacciare il fossato. E grazie all’intervento di queste componenti che “misteriosamente” spuntava dalla fitta vegetazione del fosso un bel sacchetto pesante, al cui interno vi erano numerosi monili in oro, per un valore di 8.000 euro. Il tutto veniva preso in consegna dai Carabinieri, che accompagnavano così nella caserma i due sospettati.
Grazie all’esame delle telecamere di videosorveglianza ed ai riscontri telefonici dei telefoni cellulari delle due persone accompagnate in caserma, i Carabinieri raccoglievano gravi indizi di colpevolezza a carico dei sospettati: un 18nne ed un 17nne, entrambi della provincia di Caserta.
Mentre il maggiorenne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma per la successiva udienza per direttissima, il minorenne è stato associato in una struttura per minori. Entrambi sono accusati, in ipotesi accusatoria, del reato di truffa aggravata in concorso.
Su autorizzazione della Procura della Repubblica l’oro rinvenuto, riconosciuto dalla vittima, è stato restituito alla legittima proprietaria. Ed i Carabinieri hanno restituito all’anziana coppia anche la fiducia nei veri componenti dell’Arma dei Carabinieri che, diuturnamente, sono al servizio del cittadino e delle fasce più deboli.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova per l’esito positivo dell’operazione, che dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale l’impegno quotidiano e capillare dell’Arma sul territorio, soprattutto nella tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il lato oscuro della truffa: ferite che non si vedono
Quello che per i truffatori è solo “un colpo ben riuscito”, per le vittime è uno strappo profondo, spesso insanabile. Non è solo una questione di soldi o di oggetti: ciò che viene rubato è il senso di sicurezza, la fiducia nel prossimo, la tranquillità dentro le mura di casa. Sono reati silenziosi ma devastanti, che lasciano segni interiori più dolorosi di qualunque furto.
Gli anziani, che spesso vivono in solitudine, diventano bersagli perfetti per chi sa manipolare le emozioni, imitare l’autorità, approfittare della buona fede. Ecco perché l’impegno dell’Arma dei Carabinieri non si limita solo alla repressione, ma è anche prevenzione, vicinanza, ascolto.
Mai abbassare la guardia
L’Arma dei Carabinieri coglie l’occasione per rinnovare l’invito a tutta la cittadinanza – ed in particolare agli anziani – a mantenere sempre alta la guardia ed a contattare immediatamente il 112 in presenza di qualunque dubbio, chiamata sospetta o comportamento anomalo. Nessun vero Carabiniere chiederà mai di mostrare denaro o oggetti di valore a domicilio.



