I CARMIGNANI alla Rocca Sanvitale di Fontanellato, dal 21 novembre 2026 al 21 febbraio 2027 – Un viaggio tra arte e paesaggio

Manifesto dell'evento 'I Carmignanì', che illustra un paesaggio pittoresco con case e natura circostante. Include dettagli sull'evento e orari di apertura.

         I CARMIGNANI: L’EREDITÀ DEL TEATRO TRA MITO E PAESAGGIO

                              Rocca Sanvitale di Fontanellato

                             21 novembre 2026 – 21 febbraio 2027

FONTANELLATO (PR)- Affascinante percorso espositivo, la mostra “I Carmignani: l’eredità del teatro tra mito e paesaggio”, da sabato 21 novembre 2026 al 21 febbraio 2027, unisce disegni ed acquerelli teatrali dei pittori Giulio e Guido Carmignani ad una preziosa serie di inedite incisioni appartenute ai Conti Sanvitale di Fontanellato.

L’esperienza si focalizza in particolare sulle opere che potevano ispirare il geniale Conte Alessandro Sanvitale, offrendogli spunti ed immagini per le fantasiose scenografie barocche del teatro da lui ideato e realizzato a Fontanellato, oggi purtroppo perduto. Il viaggio visivo conclude il suo itinerario passando dalle vedute di fantasia per arrivare alla realtà di paesaggi colti dal vivo: una sezione finale che raccoglie i disegni eseguiti dagli studenti di una scuola cremonese, capaci di raccontare  il mondo con una sensibilità assolutamente contemporanea.

I Carmignani, padre e figlio

Troviamo interessante presentare le opere ad acquerello del pittore vedutista parmigiano Giulio Carmignani (1813-1890), accompagnate de alcuni schizzi presi da un taccuino di viaggio del figlio Guido (1839-1909), anch’egli pittore.

Un connubbio questo che lega da sempre i due, ritrattisti di paesaggi, amanti del disegno anche en plein air, dagli abili tratti di bella mano. Se il giovane Guido si aprirà alle sperimentazioni realistiche legate alla moda d’oltralpe, il vecchio Giulio rimane pittore romantico. Di un romanticismo estremo, tanto da renderlo anacronistico nel secolo dei più grandi cambiamenti.

Eppure, raffrontando le opere, i tratti comuni della discendenza rimangono. Su tutti, il marchio di fabbrica di tutti i grandi pittori del Ducato: la grazia. L’eleganza della mano di un Parmigianino riaffiora nei bei tratti del disegno di Giulio. Ogni dettaglio delle scene teatrali è definito, leggero, ma non si compiace di se stesso. Con naturalezza le linee si inseriscono nell’insieme, dove una luce di un Domenico Veneziano unisce gli spazi e le architetture. La mano di Guido non è piu pesante di quella del padre, solo piu incisiva e moderna. Cosi, a volte, anche noi, come i grandi critici, troviamo difficolta nel distinguere le opere del padre da quelle del figlio, che con bel corsivo firmava le proprie con sigla identica a quella del genitore.

Giulio Carmignani nasce a Parma il 14 Settembre 1813. Descritto come schivo e silenzioso, lavora come direttore della tipografia di famiglia sino ai 30 anni. Solo nel 1859, abbandonando la propria tipografia, trovò il tempo per coltivare la sua passione per l’arte.

 Di Giulio restano poche opere, una quarantina, unite da uno stile fine, definito da precise inquadrature. Gli acquerelli presenti lo dimostrano, e ci riportano alla sua formazione, sotto l’alunnato di Giuseppe Boccaccio (Colorno 1790-1852), pittore e scenografo del periodo romantico. Il colornese, apprezzato maestro di disegno della Duchessa Maria Luigia d’Austria, quale direttore della cattedra di paesaggio presso l’Accademia di belle Arti di Parma, invitava gli allievi ad uscire dagli atelier, per studiare all’aria aperta la realtà e la natura. Boccaccio fu uno dei piu grandi scenografi del suo tempo, e lavorò assiduamente per il Teatro Ducale di Parma.

Con acquerelli in mostra, Giulio ci riporta a quegli studi, al suo maestro, rendendoci spettatori di spazi ideali ancora neoclassici, intrisi di una sensibilità personale gia romantica. Le figure, i personaggi sono assenti. Quasi che il pittore non ami disegnare figure umane. Quando lo fa, appare ingenuo, deficitario di studi accademici che il lavoro di tipografo gli negava. Giulio, che nel frattempo si identificava sempre piu nei valori della scuola di paesaggio voluta a Napoli dal Maestro olandese Von Pitloo, desiderava per il figlio Guido, già pittore di talento, un futuro professionale diverso dal suo, più completo e colto.

Guido, nato a Parma il 27 Gennaio 1838, mostrò subito grande natura e talento artistico. Già nel 1862, ottenne la cattedra di paesaggio presso l’Accademia di Belle Arti di Parma. D’animo inquieto e sperimentatore, rimase sempre fedele allo stile realista non condividendone però lo spirito di denuncia sociale di un Courbet, restando sostanzialmente un isolato conservatore. Considerava la natura come fonte principale d’ispirazione, e dipinse a contatto con essa. Desideroso di novità, senza una famiglia sua, ebbe molti amici.

Per dieci mesi, sino al luglio del 1878, visse a Parigi, spinto dal padre che sperava di avvicinarlo così alle novità artistiche del secolo. Frequentò la scuola di Barbizon, dove già partire dal 1830, nell’ononimo villaggio ai confini della foresta di Fontenblau, artisti del calibro di Theodore Rosseau, Diaz della Pena e Corot, avevano accarezzato il sogno di rinnovare la pittura di paesaggio, abbandonando le regole accademiche e vivendo a stretto contatto con la natura. I germi dell’impressionismo che da lì era partito già dal 1874 si erano imposti a Parigi, ma lasciarono Guido indifferente.Scriveva al padre prima del ritorno a casa: “Non mi ritroverai infrancesato, ma più parmigiano di prima. La grande Parigi non ha avuto la forza bastante a cambiarmi”. Amò l’insegnamento, anche presso l’Accademia di Brera, dove tra i suoi allievi poteva vantare la figura del giovane Giovanni Segantini.

Si perse così Guido, insegnando e scrivendo a volte poesie in dialetto per almanacchi, producendo un cospiquo numero di opere di alternante qualità. Il padre, la cui passione e talento risulatano superiori a quelli del figlio, affetto da tremore, morirà a Parma il 16 gennaio 1890.

La mostra “I Carmignani: l’eredità del teatro tra mito e paesaggio” sarà inaugurata il 21 novembre 2026 e resterà aperta al pubblico fino al 21 febbraio 2027. Si potrà accedere acquistando il biglietto d’ingresso alla Rocca e seguirà gli orari di apertura della Rocca.

Rocca Sanvitale di Fontanellato, piazza Matteotti, 1, 43012 Fontanellato (PR).

Telefono: 0521.829055

Email: rocca@fontanellato.org

Sito ufficiale: www.fontanellato.org

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.