Approvata la graduatoria dell’Avviso sui Piani museale e bibliotecario 2026 rivolto a Comuni, Unioni, forme associative tra Enti locali, Province e Città metropolitana di Bologna
BOLOGNA – Musei, biblioteche, archivi storici, case e studi delle persone illustri: un ricco patrimonio da tutelare, valorizzare e rendere sempre più accessibile.
Con 1,38 milioni di euro, la Regione finanzia 60 progetti su tutto il territorio presentati da enti pubblici dell’Emilia-Romagna che hanno partecipato all’Avviso relativo al Piano museale e bibliotecario 2026, nell’ambito della legge regionale 18/2000.
Incrementate le risorse di 280mila euro rispetto alla dotazione inizialmente prevista – che era di 1,1 milioni – per sostenere il maggior numero possibile di proposte, la graduatoria, recentemente approvata, ha permesso dunque di finanziare 60 interventi, che interessano le diverse tipologie di istituti culturali pubblici presenti sul territorio regionale. Tra questi, 24 sonodestinati al miglioramento di spazi, attrezzature e servizi offerti agli utenti, in particolare 23 relativi a biblioteche e 1 ad archivio storico; 36 progetti riguardano invece la conservazione e il restauro del patrimonio culturale e interessano 25 musei, 4 Case e studi delle persone illustri riconosciute dalla Regione Emilia-Romagna, 5 biblioteche e 2 archivi storici. I progetti risultati ammissibili ma non finanziati per esaurimento delle risorse restano validi in caso di ulteriori disponibilità.
“Investire nei musei, nelle biblioteche e negli archivi significa investire nella qualità della vita delle nostre comunità, nella possibilità di accedere alla conoscenza e nella tutela di un patrimonio che appartiene a tutte e tutti- dichiara l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Con l’incremento delle risorse abbiamo scelto di ampliare la platea degli interventi sostenuti, dando una risposta concreta ai territori e agli enti che ogni giorno lavorano per rendere la cultura sempre più accessibile e vicina alle persone”.
“Un’attenzione particolare- prosegue l’assessora– è stata riservata nell’Avviso pubblico ai piccoli Comuni, dove biblioteche e istituti culturali rappresentano presìdi fondamentali di socialità, partecipazione e crescita. Allo stesso tempo, vengono sostenuti progetti che guardano al futuro della conservazione, attraverso la prevenzione, l’innovazione tecnologica e nuove metodologie per proteggere e valorizzare le collezioni. Continuiamo convintamente a investire non solo affinché il nostro patrimonio culturale sia custodito e valorizzato al meglio su tutto il territorio, ma possa essere sempre più conosciuto e vissuto dalle comunità”.
L’attenzione ai territori con minori possibilità di investimento è testimoniata dai numeri: 8 progetti sui 24 finanziati con la prima linea di intervento, quindi esattamente un terzo, sono stati promossi da Comuni con meno di 5.000 abitanti. Significativa anche la presenza di progetti orientati alla conservazione preventiva del patrimonio culturale: accanto agli interventi di restauro riguardanti beni di particolare rilevanza, risultano finanziate iniziative dedicate alla conservazione delle collezioni, sia esposte al pubblico sia conservate nei depositi. Particolare attenzione è stata riservata al monitoraggio e al miglioramento delle condizioni microclimatiche e termoigrometriche, all’impiego delle tecnologie più innovative disponibili e alla sperimentazione di nuovi strumenti e metodologie di tutela.
L’Avviso era rivolto a Comuni, Unioni di Comuni, altre forme associative tra Enti locali, Province e Città metropolitana di Bologna. Con la prima linea di intervento, per un ammontare di 500mila euro, sono stati finanziati progetti per migliorare gli spazi, gli arredi, le attrezzature e le infrastrutture tecnologiche di biblioteche e archivi, con attenzione particolare alla fruizione del pubblico, all’accessibilità, all’abbattimento delle barriere, alla qualità degli ambienti e alla possibilità di attivare servizi innovativi per le comunità come spazi di partecipazione, formazione, progettazione e coworking.
La seconda linea di intervento, che metteva a disposizione 880mila euro, era destinata non solo alle biblioteche e agli archivi, ma anche ai musei e alle Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna di proprietà pubblica (riconosciute ai sensi della legge regionale 2/2022), in continuità con la sperimentazione del 2025.
Le graduatorie e gli elenchi degli esiti sono consultabili sul sito del settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna.



