Lo stop della Corte Costituzionale tutela agricoltori e cittadini. Il consumo di suolo fertile causato dai pannelli è aumentato di quasi quaranta volte negli ultimi cinque anni
MANTOVA – Il nuovo stop della Corte Costituzionale rappresenta una vittoria importante per agricoltori e cittadini, tutelando la produzione di cibo sano per la salute di tutti in un momento in cui tensioni geopolitiche e guerra ibrida mettono a rischio la disponibilità di forniture alimentari e la stessa sovranità nazionale. Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione della sentenza numero 184, depositata oggi, con cui i giudici hanno confermato la legittimità costituzionale del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici.
Negli ultimi anni la diffusione indiscriminata di impianti industriali, spesso presentati come agrivoltaici, ha sottratto terreni fertili alla produzione e fatto crescere il consumo di suolo. Secondo l’ultimo rapporto Ispra, con 2800 ettari consumati nel 2025 i pannelli fotovoltaici a terra hanno aumentato il loro peso all’interno del fenomeno, in forte incremento rispetto ai 1.700 ettari mappati nel 2024, ai 420 ettari mappati nel 2023, ai 263 ettari del 2022 e ai 75 del 2021. In pratica, nello spazio di appena cinque anni il consumo di suolo è aumentato di quasi quaranta volte.
La decisione della Consulta conferma dunque l’importanza del divieto di installazione di impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole, introdotto dal Governo con l’articolo 5 del Decreto Agricoltura, fortemente sostenuto da Coldiretti, e rafforza la strada delle soluzioni innovative: dai pannelli sui tetti all’agrivoltaico sostenibile, con strutture sopraelevate che consentono di produrre energia e coltivare sullo stesso terreno. Secondo il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next quasi un’impresa agricola giovane su cinque ha investito nella generazione di energia sostenibile (agrivoltaico, biogas, ecc.). E un ruolo chiave può essere svolto anche dalle comunità energetiche.
Questi modelli non solo tutelano l’ambiente, ma offrono agli agricoltori nuove opportunità di reddito, rendono le colture più resilienti e valorizzano il territorio. Un approccio integrato che tiene insieme sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico locale.
